Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo all’ingresso
di 79 nuovi seminaristi nei seminari della Fraternità San Pio X
– Parte quarta.
Il nostro povero mondo odia i
guerrieri della Fede,
eppure sono tali uomini che il nostro povero mondo attende.
79 seminaristi – IV
In ogni situazione, non è sempre facile giudicare se la corretta
reazione sia la giustizia o la misericordia.
Il rischio che la “Neofraternità” di San Pio X non riesca a
insegnare ai suoi 79 nuovi seminaristi la lezione più importante
del loro Fondatore, Mons. Lefebvre (1905–1991), dovrebbe essere
considerato il problema maggiore tra quelli discussi negli ultimi tre
“Commenti” E se la “lezione più importante” è centrale
per il futuro della Chiesa universale, allora un quarto di questa serie
di “Commenti” merita di essere dedicato non a ciò che la
Neofraternità sta ancora facendo al servizio della Chiesa, ma a
ciò che sta facendo di sbagliato, o meglio, a quanto di
più giusto potrebbe fare se non avesse ufficialmente abbandonato
l’equilibrio tra Verità e Autorità tracciato dal suo
Fondatore.
Quando nel 1970 Monsignore fondò a Friburgo, in Svizzera, la
Fraternità San Pio X con il suo seminario tradizionale, si
preoccupò che non fosse un “seminario selvaggio” ma che avesse
l’approvazione ufficiale della Chiesa dal vescovo della diocesi locale.
Alla Neochiesa del Vaticano II (1962–1965) non piacque ciò che
vide, ma la “Roma” ufficiale attese alcuni anni prima di intervenire,
senza dubbio nella speranza che la Fraternità e il seminario
tradizionale fallissero da soli. Quando invece fiorirono, ecco che i
modernisti colpirono. Nel 1975 “sciolsero” la Fraternità e
ordinarono la chiusura del seminario di Ecône. Monsignore si
rifiutò di obbedire perché l’oggettiva procedura di
scioglimento secondo il Diritto Canonico non era stata eseguita
correttamente.
Perciò Monsignore continuò con la sua Fraternità a
difendere la Verità, mentre “Roma” con tutta la sua
“Autorità” continuò la sua persecuzione, con la
motivazione secondo cui nulla che si oppone alla sua “Autorità”
può appartenere alla Verità o all’unità Cattolica.
Questo è sempre vero quando l’Autorità Cattolica è
saldata alla Verità Cattolica, ma in modo del tutto anormale, al
Vaticano II l’Autorità Cattolica ha sostituito la Verità
con un “aggiornamento”.
Ora, senza dubbio molti dei confratelli di Monsignore videro che egli
aveva ragione e che “Roma” aveva torto, ma tale è la forza
dell’Autorità Cattolica che solo un altro vescovo lo sostenne
pubblicamente nel 1981. Tuttavia Monsignore era imperterrito.
Nel 1982, per aiutare a preparare la sua successione, nominò un
Superiore Generale che assumesse l’amministrazione della
Fraternità ormai su scala mondiale, riservandosi però il
compito di gestire i rapporti della Fraternità con Roma, onde
evitare che gli ingenui dirigenti Cappuccetto Rosso della
Fraternità fossero stati mangiati vivi da quelli che lui sapeva
essere i Lupi Cattivi di Roma.
E così avvenne. Finché visse Monsignore i Cappuccetto
Rosso continuarono ad anteporre la Verità all’Autorità,
la dottrina alla diplomazia, ma non appena monsignore morì si
appecorarono ai modernisti Romani.
I contatti con “Roma” si riaprirono, e fino ad oggi la
Neofraternità non ha consacrato i vescovi Cattolici di cui la
Verità ha bisogno in tutto il mondo, come fece l’Arcivescovo nel
1988. Piuttosto, sta aspettando che l’omicida della Tradizione dia il
“via libera” alla Neofraternità per consacrare questi vescovi
alla Tradizione! Oh, dolci Cappuccetti Rossi! Ma coloro che commettono
un omicidio sono assassini! Chi pensino che siano? Ecco i frutti del
preferire l’Autorità alla Verità.
Ma questo è ciò a cui la Neofraternità è
ancora attaccata. Il sacerdote veterano della Verità che ha
scritto l’ottimo articolo sulla Torre
di Babele , riassunto in due numeri di questi “Commenti” (763 e
788), è stato rimproverato dal suo (giovane) Superiore per aver
trattato l’attualità in pubblico. Potrebbe anche non scrivere di
“filosofia o teologia ”! Magari potrebbe scrivere solo su argomenti
“spirituali o edificanti”!
Altro esempio: un seminarista chiaroveggente teme che la “gentilezza”
nel suo seminario della FSSPX sia usata come un cavallo di Troia contro
la “lotta per la Fede”, e che tutti i seminaristi che combattono con
virilità siano scoraggiati, castrati e messi da parte.
E allora, se la Neofraternità farà a modo suo, i 79
seminaristi diventeranno 79 Cappuccetti Rossi? Dio non voglia!
Kyrie
eleison.