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Liberalismo in azione

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla incidenza del liberalismo in seno alla Fraternità San Pio X
dopo la morte di Mons. Lefebvre .
Gli uomini per un po’ possono
combattere la realtà,

Ma sul volto di Dio, si vede solo un sorriso triste e gentile.

Un lettore ci ha inviato alcune penetranti domande sulla recente storia
della Chiesa, della Fraternità San Pio X e del cosiddetto
movimento della “Resistenza”. Un giorno, quando la Madre Chiesa
tornerà in sé – come sta già silenziosamente
facendo – le ombre e le tenebre saranno dissipate e la storia si
aprirà alla verità e alla carità.

Ecco intanto un abbozzo di risposte.

1 Come si può essere contrari a
qualsiasi struttura per la “Resistenza”? Può qualcosa di
Cattolico prosperare senza di essa?

La forza della “Resistenza” è, in primo luogo, la Verità
e, in secondo luogo, la frammentazione in vari piccoli gruppi che
resistono alla rivoluzione del Vaticano II. Quella rivoluzione ha
sopraffatto rapidamente gran parte della Chiesa Cattolica perché
i cattolici erano troppo obbedienti alle apicali autorità
infedeli. Allo stesso modo, nel 2012, gran parte della FSSPX è
stata rapidamente smussata perché i suoi sacerdoti erano troppo
rispettosi dell’autorità dei superiori ufficiali che volevano
conciliarsi con la Roma apostata. Non servivano più la vera
Chiesa o la vera Fede, come faceva Mons. Lefebvre, ma se stessi. Al
contrario, catturare una piccola sacca di resistenti non significa
necessariamente catturarne una seconda. Così la Fede
sopravviverà finché Dio, a suo tempo, non
sceglierà di ripristinare la struttura cattolica nella Fede.

2 Le autorità della FSSPX che sono
state ingannate dai funzionari romani apostati a metà degli anni
‘90, erano mossi da ambizioni personali?

È sempre possibile che ciò accada, ma si può
pensare che il loro problema fosse piuttosto la mancanza di fede nei
mezzi di Dio per risolvere la crisi della Chiesa, e la loro eccessiva
fiducia nella meramente umana politica vaticana per risolverla. Essi
non coglievano, come fece Mons. Lefebvre, la dimensione divina e
pre-apocalittica della crisi mondiale, e la concepivano in termini
relativamente limitati e mondani, mancando completamente il bersaglio.
Contrariamente a Mons. Lefebvre che ha sempre pensato a un collasso
della Chiesa su larga scala. Contrariamente a Mons. Viganò che
riflette costantemente sulla caduta universale della Chiesa e del
mondo, provocata dal Vaticano II.

3 C’erano prove evidenti di questa
insufficienza dei leader della FSSPX nel Capitolo Generale del 1994?

Prove sì, ma prove evidenti non ancora. I
partecipanti a quel Capitolo Generale davano l’impressione di essere
simpatici bambini che stavano giocando piuttosto che guerrieri adulti
che combattevano una guerra gigantesca per la gloria di Dio e per la
salvezza delle anime in un ambiente altamente pericoloso. Ci vuole un
santo per credere nel male, ha detto Gustavo Corcao. I cari e pii
giovani sacerdoti di quel Capitolo non parevano all’altezza della
gravità del momento.

4 Quando, secondo lei, si è creata la
frattura all’interno della FSSPX tra gli Accondiscendenti e i
Resistenti?

Certamente negli anni ‘80 gli elementi della divisione erano già
presenti. Conosco un sacerdote che nel 1982, dopo aver professato per
cinque anni a Ecône, è stato mandato oltreoceano per
più di un quarto di secolo, probabilmente per toglierlo di
mezzo.

I giovani seminaristi dovevano essere pronti a obbedire ai liberali che
già prevedevano di sostituire l’anziano Arcivescovo nel
controllo della FSSPX. Egli era stato meraviglioso ai suoi tempi, ma
stava diventando sempre più obsoleto a causa della sua
implacabile condanna dei modernisti di Roma, che invece erano visti
come la vera Autorità della Chiesa, “evolvendosi” continuamente
in meglio. Questi leader liberali della FSSPX non si considerano
liberali, anzi. Credono di infiltrarsi nella Roma modernista per essere
capaci di convertirla alla Tradizione Cattolica. È possibile?
Non hanno idea di quanto sia profonda e seria la crociata dei liberali
per distruggere la Chiesa Cattolica.

5 Lo scontro tra gli Accondiscendenti e i
Resistenti è sempre esistito all’interno della Fraternità
San Pio X?

Sicuramente, sì. Mons. Lefebvre ci diceva che
leggendo la storia di don Barbier sullo scontro tra liberalismo e
cattolicesimo nel XIX e XX secolo, aveva capito che l’unica differenza
tra lo stesso scontro prima e dopo il Vaticano II era che prima erano i
cattolici a comandare, mentre dopo sono diventati i liberali.
Finché l’Arcivescovo è stato in vita, il suo magnetismo
personale ha mantenuto la FSSPX cattolica nella vera Fede, ma non
appena è morto nel 1991, il magnetismo costante di Roma per i
cattolici, persino di Roma apostata, ha cominciato a riaffermarsi.
Dobbiamo avere pazienza. Dio non si lascerà mettere i bastoni
tra le ruote dal Diavolo, dagli angeli caduti o dagli uomini di Chiesa
caduti.

Kyrie eleison