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Carità 2025

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson – Relativo
alla importanza della Carità per servire la Chiesa in seno alla
“Resistenza” Cattolica.
Se i cattolici praticassero
la Carità, ogni nemico,

senza una goccia di sangue, sarebbe colpito a morte.

Circa un mese fa un
sacerdote della “Resistenza” Cattolica in Francia, don Matthew
Salenave, un altro rifugiato dalla FSSPX, ha scritto un saggio sullo
stato in cui si trova oggi la Chiesa Cattolica. In precedenza, in modo
alquanto critico, aveva scritto sulla degradazione della
Neofraternità San Pio X rispetto all’opera originaria fondata e
guidata dall’Arcivescovo Lefebvre. Nel testo che segue ha scritto di
voler aggiungere alcune “considerazioni più positive e
incoraggianti”.

“… Se Dio permette che
un’attività sacerdotale slitti, non significa che voglia
abbandonare la Sua Chiesa o le anime redente dal Suo Sangue Prezioso.
Per questo motivo, parallelamente al triste deterioramento della
Fraternità San Pio X, da almeno 10 anni Egli sta facendo sorgere
una serie di roccaforti, una varietà di piccole fortezze della
Fede.
Non necessariamente tutti
condividono lo stesso punto di vista o mostrano la stessa fermezza
nelle loro posizioni, ma di sicuro nessuno di loro vuole continuare a
seguire la Neofraternità nel suo desiderio di tornare sotto
l’autorità romana.

Così abbiamo la
Compagnia di Maria con don Chazal,
gli Apostoli di Gesù e Maria con Mons. Faure, il Priorato di
Villeneuve con don Pivert, i
Domenicani di Avrillé, i Benedettini di Bellaigue e varie confraternite sacerdotali sotto
l’autorità dei vescovi della “Resistenza” e dei diversi
priorati… tutti riuniti sotto l’autorità morale e spirituale
dei sette vescovi della “Resistenza”. Ovviamente, la cosa più
importante in questo sforzo cattolico alla resistenza è la Fede
Cattolica, con i vescovi in prima linea nella difesa, perché
è così che la Chiesa continua nella sua Fede, nella
gerarchia e nei sacramenti.

Ogni roccaforte avrà le
sue caratteristiche e anche le sue debolezze. L’una o l’altra
roccaforte potranno anche cadere in mano al nemico, come diceva Padre
Calmel, ma la caduta dell’una o dell’altra non le farà crollare
tutte insieme, come avverrebbe se fossero tutte unite in un’unica
organizzazione della Tradizione Cattolica.

Padre Calmel era solito
sottolineare anche la necessità che la Carità legasse tra
loro le roccaforti. Così come è necessario rispettare una
certa autonomia di ciascuna roccaforte, non escludendo che possano
prendersi cura l’una dell’altra, è importante che evitino quelle
gelosie ecclesiastiche e religiose che sono sempre state una rovina
della vita della Chiesa.

Questa situazione non durerà per sempre, ma solo finché
la Chiesa non ritroverà un Papa perfettamente cattolico.
Preghiamo e agiamo affinché Dio ce ne dia uno al più
presto!”.

Perché queste considerazioni di don Salenave sono
degne di essere raccomandate?

La risposta in pochi punti?

* La prospettiva principale è quella di Dio (paragrafo 1) e di
ciò che Egli sta facendo per prendersi cura della Sua Chiesa. E’
Dio che ha permesso alla FSSPX di flirtare ancora una volta con gli
apostati di Roma, in parte perché il loro orgoglio se lo
meritava, in parte perché dopo aver avuto bisogno di un’unica
congregazione mondiale per ristabilire i diritti della Tradizione, una
volta raggiunto questo obiettivo, Egli non aveva più bisogno di
un’unica Congregazione che sembrasse addirittura sostituire la Chiesa
ufficiale.

* Abbiamo così una diversità di gruppi Tradizionali
(paragrafo 2), tutti incentrati sulla Fede , non sulla propria
gloria e nemmeno sulla propria sopravvivenza, ma che si affidano ai
propri vescovi per mantenere una minima sembianza dell’autorità
cattolica.

* La diversità di queste roccaforti e la non ufficialità
dei loro vescovi (paragrafo 3) non sono certo un modo normale di
funzionare della Chiesa Cattolica, ma nelle
circostanze odierne , di Dio che ripulisce la Sua Chiesa, la
diversità preserva dalla caduta complessiva (paragrafo 2), e la
non ufficialità lascia spazio a Dio per restaurare la Sua Chiesa
in modo ufficiale e corretto, a suo tempo, con il trionfo del Cuore
Immacolato di Sua Madre.

* Dopo aver iniziato con la Fede, Don Salenave termina con la
Carità (paragrafo 4). Se le roccaforti affermano di servire la
Chiesa ma non hanno Carità, soprattutto tra di loro, sono, come
dice con forza San Paolo (I Cor. XIII, 1) “come un bronzo suonante o un
cembalo squillante”. Che le roccaforti si rendano conto di quale esempio di Carità
stanno dando!

Kyrie eleison