Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson – Relativo
alla odierna esplicita volontà di fare scomparire dalla Chiesa
la Messa tradizionale.
Tra la Nuova Messa e la
Vecchia Messa è guerra
che non finirà con parole dolci, ma con spargimento di sangue!
CAMPO DI
BATTAGLIA, la MESSA
“Togli la Messa,
distruggi la Chiesa” è una famosa citazione attribuita a Martin
Lutero (1483-1546). Forse non l’ha mai pronunciata, anche se sembra
molto probabile che l’abbia fatto, ma in ogni caso la citazione
è vera, e i cattolici ne hanno avuto prova all’indomani del
Concilio Vaticano II.
Il primo dei 16 documenti del Concilio, Sacrosanctum Concilium , riguardava
la liturgia, ma le parole del testo sono molto ambigue. Possono
sembrare conservatrici, ma in realtà sono state concepite per
aprire la porta a quella rivoluzione liturgica che all’indomani del
Concilio ha praticamente distrutto la Messa.
Poco dopo la – apparente – imposizione ufficiale della Nuova Messa di
Papa Paolo VI nel 1969, l’Arcivescovo Lefebvre disse che se avesse
dovuto introdurla nel suo Seminario di Ecône, appena fondato,
avrebbe potuto chiudere il Seminario entro tre settimane.
E’ questo il potere anticattolico della liturgia “rinnovata”,
perché è solo assistendo al vero sacrificio della Messa
che la maggior parte dei cattolici vive la propria religione.
Infatti, dal 1969 a oggi, la liturgia “rinnovata” di Papa Paolo VI ha
trasformato il rito della Messa nel campo di battaglia centrale della
grande guerra della fede tra il Cattolicesimo immutabile della
Tradizione e la Rivoluzione in continua evoluzione del
Protestantico-Liberal-Modernismo.
Ed è ancora il campo di battaglia centrale, come dimostra la
perseveranza di Papa Francesco nei suoi folli sforzi per cancellare del
tutto la Messa in Latino.
Un eccellente articolo di un professore francese, Arnaud de Lassus,
è riassunto qui di seguito. Per accedere all’articolo originale,
molto più completo, in traduzione inglese, si veda: https://respicestellam.org/media/2024/12/Letter-to-Friends-of-AFS-Jan-22.pdf
Il 18 Dicembre 2021, il
Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (CCD) ha
pubblicato una nota intitolata Responsa ad dubia, per rispondere alle domande
sull’applicazione del Motu Proprio Traditionis Custodes.
Molti fedeli sono rimasti
sconvolti dalla durezza di questa risposta. Ma fin dall’inizio
l’intenzione del Motu Proprio era chiara; la risposta del Dicastero non
fa che esplicitare una fermezza già espressa nella
Traditionis Custodes.
Per la CCD, la Messa è
la “condivisione dell’unico pane spezzato” e il “memoriale della
Pasqua”. Assistere alla Messa significa “partecipare alla mensa
Eucaristica”.
Non
si menziona mai che la Messa è un Sacrificio , il rinnovo
incruento dell’Unico Sacrificio di Cristo sulla Croce.
Questa cancellazione del
carattere sacrificale è accentuata dallo scopo che la CCD
attribuisce alla Messa. Per la CCD, lo scopo della Messa è
l’unità. Il primo obiettivo della Traditionis Custodes e di conseguenza della Messa stessa,
è quello di “ continuare la
costante ricerca della comunione ecclesiale ”. Nessuno dei
quattro scopi tradizionali della Messa viene richiamato. Per la CCD, la
Messa è soprattutto una manifestazione di unità tra gli
uomini, anziché un atto interamente rivolto a Dio. E’ chiaro
quindi che l’intenzione generale della risposta della CCD è
quella di porre fine una volta per tutte all’uso del Messale
tradizionale. Il vecchio rito, dice la CCD, “non fa parte della vita
ordinaria della Chiesa”. Inoltre, la CCD insiste sul fatto che “la
riforma liturgica è irreversibile”. Qualsiasi ritorno al vecchio
rito è quindi da considerarsi impossibile.
Non dobbiamo nasconderci la
verità. La Santa Sede è entrata in guerra contro il Rito
Tradizionale con il desiderio di sradicarlo completamente dalla vita
della Chiesa. E’ una vera e propria guerra tra due concezioni diverse
della Messa e due concezioni radicalmente opposte della Chiesa e della
vita Cristiana. E’ persino legittimo chiedersi se si tratti della
stessa religione. E’ quindi
un’illusione sperare che la Santa Sede ammorbidisca la sua posizione
solo se teniamo un discorso conciliante. No! Roma vuole la fine
della Messa Tradizionale, mentre noi vogliamo mantenere il Rito
Tridentino, perché è voluto da Dio Stesso. Di fronte a
questa guerra tra i due riti, non è più possibile
rimandare una decisione. Dobbiamo scegliere una parte o l’altra.
Quale parte? Dobbiamo condannare l’errore, anche se proviene dalla
Santa Sede. La Messa è
innanzitutto un sacrificio offerto a Dio per uno scopo che è
insieme di adorazione, ringraziamento, propiziazione ed espiazione.
Nessun Papa potrà mai abrogare la Bolla di San Pio V che
autorizza l’uso del Messale Tradizionale in perpetuo.
La Messa si trova in una
situazione che, per molti versi, assomiglia a quella vissuta da Nostro
Signore durante la Sua Passione: l’autorità suprema la condanna
a morte. Ma durante la Passione, la Madonna non si ribellò:
rimase sempre vicina a suo Figlio, silenziosa e raccolta. Senza dubbio
ha pregato per i carnefici. Per quanto riguarda la Messa in Latino,
adottiamo lo stesso atteggiamento: restiamo indefettibilmente attaccati
ad essa, anche se è appena stata condannata a morte.
Kyrie eleison