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Verità e autorità – II

Si può essere
d’accordo o meno con l’affermazione di questi “Commenti” di due
settimane fa (#726, 12 giugno) che al Vaticano II (1962-1965), la
Verità Cattolica fu separata, in senso lato,
dall’Autorità Cattolica, ma in ogni caso si tratta di una
posizione che porta a spiegare l’ampiezza e la profondità
della confusione senza precedenti che regna nella Chiesa Cattolica da
allora. In effetti, i cattolici che si aggrappano alla Verità lo
fanno con forza perché sanno che è cattolica, mentre i
cattolici fedeli a ciò che sembra Autorità lo fanno con
forza perché anche loro sanno che non c’è Chiesa
cattolica se non c’è Autorità. Come diceva Monsignor
Lefebvre, è stato il capolavoro del Diavolo aver gettato i
cattolici attraverso l'”obbedienza” (all’Autorità) nella
disobbedienza (alla Verità). Da questa diagnosi seguono
importanti conclusioni:

1 Poiché la Verità
cattolica è immutabile nei suoi elementi essenziali, allora
è l’Autorità che dovrà tornare alla Tradizione
perché la crisi e la confusione causate dalla separazione tra
Verità e Autorità abbiano fine. Ora, secondo la sua vera
definizione, l’autorità può venire solo dall’alto – “Se
Dio non esiste, non ho motivo di essere un ufficiale dell’esercito”,
dice un personaggio dei Diavoli di Dostoevskij. Quindi solo Dio
può rimettere in piedi il Papa, ed Egli ci ha detto attraverso
Sua Madre a Fatima come lo farà – attraverso la Consacrazione
della Russia al Suo Cuore Immacolato, fatta dal Papa in unione con
tutti i vescovi cattolici del mondo. Ma ciò si avvererà solo quando un numero sufficiente di cattolici pregherà per questa consacrazione .

Nel frattempo nella Chiesa c’è necessariamente uno stato di
disordine da cima a fondo che, secondo le parole del proverbio, “deve
essere sopportato perché non può essere curato”. Dio
Onnipotente non ha smesso di occuparsi della Sua Chiesa, anzi sta
usando la crisi per staccare i frutti marci dall’albero. Egli sa
esattamente cosa sta facendo, così che non è il momento
di smettere di credere nella Chiesa Cattolica, così come non
sarebbe stato il momento di smettere di credere nella divinità
di Nostro Signore se fossimo stati spettatori o astanti alla prima Via
Crucis a Gerusalemme mentre Nostro Signore passava barcollando davanti
a noi. Eppure, umanamente parlando, quante ragioni avremmo avuto, di
fronte a quello spettacolo, per non credere!

Oggi, divinamente parlando, quante ragioni abbiamo per confidare nel
futuro della Chiesa. Alla fine del mondo sarà ancora più
scossa di quanto lo sia oggi, e l’Anticristo conseguirà il
più grande trionfo in tutta la storia della Chiesa.

3 Perciò i cattolici hanno bisogno oggi di una
sconfinata fiducia nella Saggezza e nell’Onnipotenza di Dio, nonostante
tutte le apparenze. Un giorno i poveri disgraziati che ora governano il
mondo e che progettano di completare il loro potere su tutta
l’umanità con una combinazione di iniezioni dall’interno e
radiazioni dall’esterno, come dice il Salmista, si scioglieranno come
cera davanti alla faccia di Dio. Essi sono diventati come le macchine
che adorano. Hanno così poca nozione di Dio, o dello spirito che
si eleva al di sopra della materia, o del libero arbitrio, che hanno
davvero intenzione di trasformare gli esseri umani in robot.

Dio ride di loro, dice ancora il Salmista (Salmo 2). Sta a noi dare a
Dio tutto l’onore, l’amore e la gloria che gli spettano, e a sua Madre
tutti i rosari che Lei chiede per poter intercedere presso Dio per la
loro e la nostra conversione e salvezza.

4 E infine, in mezzo a tutta l’attuale confusione e mancanza
di autorità, i cattolici hanno bisogno di quella carità,
specialmente verso i confratelli cattolici, che copre una moltitudine
di nostri peccati e che prepara la restaurazione e la riunione della
Chiesa di domani. Posso conoscere la Verità, ma “la conoscenza
gonfia, mentre la carità costruisce”, dice San Paolo. Anche
oggi, i globalisti e i banchieri non sono i miei veri nemici; lo sono i
“Principati e le Potestà”, “i dominatori di questo mondo di
tenebra”, “gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef.
VI, 11). La vera guerra è spirituale, tra noi e gli angeli
caduti, e si svolge in primo luogo all’interno della nostra anima.

Kyrie eleison.