Spesso il nostro mondo di menzogne dice:
“Il nero è bianco”.
Con Dio per metro, i cattolici misurano correttamente.
L’ordine della carità
Cosa pensa la Chiesa cattolica del “razzismo”? O
dell’”antisemitismo”? O del “machismo”? O dell’”omofobia”? E
così via, e così via. In un mondo liberale in cui si
suppone che tutti siano gentili con tutti, non è sorprendente
che il “politicamente corretto” sembri inventare regolarmente una nuova
classe di persone che tutti quanti dovremmo odiare? La Chiesa
Cattolica, seguendo il suo divino Maestro, dice che dobbiamo amare il
nostro prossimo e non odiare alcuno, ma non dice che dovremmo amare
tutti i nostri simili in maniera indiscriminata. Vediamo come un grande
teologo cattolico mette ordine nel nostro amore per Dio e per l’uomo.
Ecco l’essenziale dei 13 articoli della Summa Theologiae di San Tommaso
d’Aquino, 2a 2ae, Questione 26:—
1 La carità ha un ordine,
perché è un’amicizia nella beatitudine soprannaturale, e
questa beatitudine ha il suo punto di partenza in Dio, e ovunque vi
siano cose che derivano da un punto di partenza, si ha un ordine. (Si noti come il cattolico riferisca
immediatamente le questioni importanti a Dio. A cosa mai potrebbero
immediatamente riferirsi i liberali come punto di partenza per la loro
“gentilezza”? All’odio dei nazisti? Seriamente…)
2 La carità deve amare Dio al
di sopra del prossimo, perché la carità è
un’amicizia nella beatitudine, e l’intera beatitudine per me o il mio
prossimo ha il suo punto di partenza in Dio (Dove pongono i liberali il punto di
partenza della loro felicità? Nell’auto-realizzazione? Nei loro
simili? Queste sono forme relativamente povere di felicità.)
3 Dio deve essere amato al di sopra
di sé stessi, perché ogni creatura (non viziata),
ciascuna a suo modo, ama naturalmente il bene comune al di sopra del
suo bene particolare, e Dio è il bene comune naturale e
soprannaturale di tutti.
4 Il sé spirituale deve essere
amato al di sopra del prossimo spirituale, perché io sono
più vicino a me di quanto lo sia al mio prossimo di modo che se
io non mi amo (spiritualmente), è improbabile che possa amare il
mio prossimo.
Ma –
5 Il prossimo spirituale deve essere
amato al di sopra del sé corporale, cioè del mio
stesso corpo, perché lo spirito viene prima del corpo,
perché lo spirito partecipa direttamente della beatitudine,
mentre il corpo vi partecipa solo indirettamente (attraverso lo
spirito).
6 Alcuni prossimi devono essere amati
più di altri, perché tutti variano nella loro
prossimità ad uno dei due poli della carità, ossia
oggettiva a Dio o soggettiva a me. I santi sono più vicini a
Dio, i prossimi a me.
7 Oggettivamente, i Santi saranno
amati più dei parenti, ma soggettivamente i parenti
saranno amati più intensamente dei Santi, perché in vario
modo essi sono i più vicini – “La
carità comincia a casa”.
8 Essenzialmente, i consanguinei
saranno amati al di sopra dei non parenti, perché i
legami di sangue sono naturali, fissi e sostanziali. Accidentalmente
però, altri legami di amicizia possono essere più potenti.
9 Oggettivamente, i genitori devono
essere amati più dei bambini, perché, come fonte
di vita e di numerosi benefici, i genitori sono più vicini a
Dio, ma soggettivamente i bambini possono essere più vicini a
noi, per diversi motivi.
10 Il padre, in quanto tale, dovrebbe
essere amato più della madre, perché per la parte
che gioca nel darci la vita, il padre è formale e attivo, mentre
la madre è materiale (materna) e passiva (San Tommaso scriveva degli esseri umani in
quanto normali e non snaturati come lo sono oggi).
11 Oggettivamente, i genitori devono
essere amati più della moglie, perché, come fonte
di vita e di molti benefici essi sono più vicini a Dio, ma
soggettivamente la moglie, che è “una sola carne” con suo
marito, dev’essere amata di più.
12 Oggettivamente, coloro che ci
fanno del bene devono essere amati più di coloro a cui facciamo
del bene, perché essi sono una fonte di bene per noi, ma
per la soggettiva vicinanza noi amiamo di più coloro a cui
facciamo del bene, per vari motivi, ad esempio, “Vi è più gioia nel dare che
nel ricevere”.
13 Ci sarà ancora un ordine
della carità in Cielo, in particolare l’amore di Dio
sopra ogni cosa. Anche la classificazione oggettiva del prossimo per la
sua vicinanza a Dio conterà di più rispetto a
com’è qui sulla terra.
“Razzismo”? – quali razze sono più vicine a Dio, o a me? Esse
non sono tutte uguali. “Antisemitismo”? – I “Semiti” sono amici o
nemici di Dio? “Machismo”? – Le donne di oggi mi aiutano o mi
ostacolano sulla mia strada verso Dio? “Omofobia”? – Come e quando gli
omosessuali sono in rapporto a Dio?
Kyrie eleison.