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per le consacrazioni – II

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla lotta che la Fraternità San Pio X deve condurre per la
consacrazione di nuovi vescovi – Parte seconda.
La maggior parte degli uomini
fugge la realtà,

vivendo lontano da Dio perde ogni verità!

Più di una volta questi “Commenti” hanno sottolineato
l’importanza dei vescovi per l’intera Chiesa cattolica. Se i vescovi
sono cattolici, la Chiesa sarà cattolica. Se i vescovi non sono
cattolici, la Chiesa non sarà cattolica. A partire dal Concilio
Vaticano II (1962–1965) i vescovi e gli ecclesiastici sono stati, in
linea di massima, modernisti anziché cattolici.

Mons. Lefebvre (1905–1991) ha fondato in 1970 la Fraternità San
Pio X per difendere la vera Fede cattolica, e tutto ciò che ne
consegue, contro la corruzione senza precedenti di tale Fede da parte
dell’eresia senza precedenti del modernismo, che non attacca alcun
dogma in particolare ma che, minando totalmente il senso della
verità, finisce per minare ogni singolo dogma.

In altre parole, il modernismo dei più alti funzionari della
Chiesa di oggi e il vero cattolicesimo sono necessariamente e
intrinsecamente opposti l’uno all’altro come il ghiaccio e il sole. Non
appena il sole diventa abbastanza caldo, non può che sciogliere
il ghiaccio. Non appena la perdita della verità oggettiva, da
parte dei fedeli “aggiornati”, diventa abbastanza forte, non può
che minare la loro Fede.

Se non esiste una realtà al di fuori della mia mente, né
una verità all’interno della mia mente che corrisponda a quella
realtà esterna, allora per me non c’è né
realtà né verità.

Se non c’è realtà né verità, come
può esistere un Dio vero e reale? E se non c’è un vero
Dio, allora tutto il cattolicesimo e tutta la Fede sono ovviamente
favole.

Ecco come si oppongono radicalmente l’una all’altra, l’odierna
empietà e la vera Fede senza la quale non posso salvare la mia
anima.

Ora, un campo di battaglia può cambiare mentre la stessa guerra
continua. Tra la fede cattolica protetta da Mons. Lefebvre e la Roma
modernista è nata, necessariamente e intrinsecamente, una
guerra. Ora, quella stessa guerra può continuare su campi di
battaglia diversi.

Così negli anni ‘70 e ‘80 il campo di battaglia era la Messa.
Per grazia di Dio, quando Mons. Lefebvre morì nel 1991, la
guerra fu sostanzialmente vinta sul campo di battaglia della

Messa. È sorprendente che, nelle circostanze di un’opposizione
quasi unanime alla vera liturgia della Messa da parte dei Pastori della
Chiesa conciliarista (Papi, Cardinali e Vescovi), la vera Messa si sia
ripresa a sufficienza nelle menti e nei cuori dei cattolici, tanto da
non essere soppressa come era nei programmi rivoluzionari dei
modernisti.

Al contrario, essa ha riacquistato una posizione nella Chiesa che
perderà di nuovo solo sotto l’Anticristo. Ma la guerra
implacabile tra cattolicesimo e modernismo non è finita. Si
è solo spostata su un nuovo campo di battaglia: la nomina dei
vescovi. Da qui la lotta del 1988 per le Consacrazioni.

Questa è la lotta nella Chiesa del 2023, come dimostrano
chiaramente le ultime voci o notizie (non possiamo ancora sapere quali
siano quelle certe). Si dice che Roma stia offrendo alla FSSPX tre
vescovi di sua scelta, ma scelti molto abilmente per minare i resti
della Fede cattolica della Neofraternità. Un tempo questi tre
uomini erano sacerdoti della FSSPX. Tutti e tre hanno lasciato la FSSPX
nel corso degli ultimi 20 anni, per diverse ragioni in cui la vera Fede
ha avuto un ruolo più o meno importante.

Ora Roma si fa beffe della FSSPX rifiutando qualsiasi candidato della
Neofraternità stessa, e offrendo di consacrare candidati che
hanno lasciato la FSSPX. Al contempo, senza alcun dubbio, Roma sta
mantenendo il controllo su questi “Vescovi per la FSSPX”. Così i
Romani possono rassicurare i modernisti che non stanno consacrando
vescovi “della FSSPX”, ma vescovi in grado di ingannare i
tradizionalisti sul fatto che Roma e la Tradizione possono essere
riconciliate.

E molto probabilmente questi tre vescovi riusciranno a ingannare molti
cattolici che sognano ancora che il ghiaccio non si sciolga al sole;
che i modernisti vogliono veramente servire la Chiesa; che i vescovi
possano servire due padroni opposti allo stesso tempo.

Ma i cattolici che capiscono cos’è veramente il modernismo non
si lasceranno ingannare. Capiranno che l’abbandono del famoso principio
di Mons. Lefebvre, “nessun accordo pratico senza un accordo
dottrinale”, e la richiesta della FSSPX ai Romani infedeli di
proteggere la vera Fede, hanno essenzialmente tradito quella Fede.

I cattolici che vogliono preservare la vera Fede non hanno il diritto
di chiedere favori ai Romani apostati. I seguaci della Fede che
vogliono salvare le loro anime devono riporre la loro fiducia non negli
uomini ma in Dio. Nemmeno i modernisti sono in grado di superare in
astuzia Dio Onnipotente. Egli salverà la Sua Chiesa, quando
vorrà e come vorrà.

Kyrie eleison