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Mons. Tomas de Aquino

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson, relativo
all’insegnamento di Mons. Lefebvre come ricordato da Mons. de Aquino.
Questo vero discepolo non
è sceso a compromessi,

E, al suo Maestro dà prova di fedeltà e saggezza.

Mons. Tomas de Aquino,
Priore del Monastero Benedettino della “Resistenza”, sulle colline
dietro Rio de Janeiro, in Brasile, non rilascia spesso dichiarazioni
pubbliche, ma quella che ha fatto alla fine del mese scorso su “Mons.
Vigano, Mons. Lefebvre e il sedevacantismo”, potrebbe farci desiderare
che voglia prendere posizione in pubblico più spesso.

In quegli anni cruciali, gli anni ‘70 e ‘80, Padre Tomas de Aquino non
fu mai un seminarista alle dirette dipendenze di Mons. Lefebvre
all’interno della sua Fraternità San Pio X, ma nei pensieri e
nella mente era più vicino all’Arcivescovo di molti dei suoi
seminaristi, e a quel tempo poteva essere considerato un confidente
dell’Arcivescovo. La sua fedeltà al modo di pensare
dell’Arcivescovo emerge chiaramente da questo suo recente articolo,
tradotto integralmente qui di seguito, da una versione francese
dell’originale.

Mons. Viganò si è
comportato da vero eroe da quando si è reso conto, o ha
cominciato a rendersi conto, di come la Chiesa Conciliare si stia
decomponendo dottrinalmente e moralmente. Purtroppo sembra propendere
per la posizione che la Sede Apostolica sia vacante. Il tempo ci
dirà se è veramente un sedevacantista.

Quanto a Mons. Lefebvre, egli aveva già iniziato questa lotta
con la Chiesa conciliare quando era ancora più decisiva di oggi.
Si era guadagnato la fiducia dei cattolici di tutto il mondo grazie
alla sua solida formazione dottrinale e al suo superiore giudizio
pratico. Quest’ultimo gli permise di evitare sia la trappola a sinistra
delle comunità Ecclesia Dei, che tornavano sotto Roma, sia
quella a destra del sedevacantismo. Egli sottolineò proprio come
a sinistra Dom Gerard e altri come lui stavano portando le loro
comunità al suicidio ponendosi sotto l’autorità dei
modernisti, mentre i sedevacantisti, a destra, si mettevano in una
posizione tanto incerta quanto pericolosa, affermando più di
quanto l’insegnamento della Chiesa permetta di affermare.

Alcuni pensano che l’Arcivescovo Lefebvre sarebbe oggi un
sedevacantista. Io non la penso così. Penso addirittura il
contrario. Penso che le argomentazioni che forniva quando era in vita
non abbiano perso nulla della loro forza o rilevanza oggi. I suoi
argomenti sono semplici. Che ne è della Chiesa se i Papi da
Giovanni XXIII a Francesco non sono mai stati Papi? I Cardinali da loro
nominati non erano validi? Chi eleggerà il prossimo Papa? Come
potremo mai avere di nuovo un Papa? Il sedevacantismo sembra mettere in
pericolo l’esistenza stessa della Chiesa. Aspettiamo piuttosto che la
Chiesa dia un giorno un giudizio ufficiale sulla questione, in modo da
risolverla una volta per tutte.

Considerato che oggi le opinioni e le misure adottate divergono
all’interno della Tradizione, vedo solo una linea di condotta
ragionevole: mantenere e tramandare ciò che abbiamo ricevuto da
Mons. Lefebvre, nella dottrina e nella pratica. Molti obietteranno che
nella pratica bisogna tener conto di come si è evoluto lo stato
di crisi della Chiesa dai tempi di Monsignore ai nostri. È vero,
ci sono stati dei cambiamenti, ma non sono essenziali. La crisi rimane
essenzialmente la stessa. Come la crisi ariana, durata 60 anni, anche
questa crisi continua immutata. Da qui l’attualità dell’esempio
dell’Arcivescovo.

Possa la Madonna, vincitrice di tutte le eresie, concederci la grazia
di superare gli attacchi del Diavolo e dei modernisti.

† Tomas de Aquino, O.S.B.

Ecco la saggezza cattolica di Mons. Lefebvre, riaffermata per i nostri
tempi, più fruttuosa per la Chiesa se giudicata dai suoi frutti,
di non deviare né a destra o a sinistra, come il Signore Dio
comandò a Giosuè quando succedette a Mosè come
capo degli Israeliti ( Giosuè
I, 7). La Verità è la misura di questa posizione
centrale, e non a destra o a sinistra, perché la Verità
è di Dio.

Kyrie eleison