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Bambino Gesù

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo al Natale di
Nostro Signore.
Meglio essere trafitto da una
spada infuocata

che scandalizzare i piccoli di Nostro Signore.

Vieni, Bambino Gesù !

Questa è la storia di un miracolo avvenuto pochi giorni prima
del Natale del 1956 durante l’occupazione Comunista dell’Ungheria. La
storia ci giunge attraverso un certo don Norbert, un parroco di
Budapest, che in seguito fuggì in Occidente. Sarà
già nota a molti lettori di questi “Commenti”, ma non a tutti: https://americaneedsfatima.org/childrens-stories/come-infant-jesus .

Ringraziamo l’organizazione “America Needs Fatima”.

Gertrude era una rabbiosa militante Comunista che insegnava in una
scuola elementare femminile. La sua missione era cercare di far perdere
la fede Cattolica alle sue allieve, deridendole continuamente o
insegnando loro il marxismo. Un’alunna in particolare, Angela, molto
intelligente e devota, chiese a don Norbert di permetterle di ricevere
la Santa Comunione ogni giorno per aiutarla a sopportare le continue
persecuzioni della maestra.

“Ti perseguiterà ancora di più”, avvertì don
Norbert, ma la bambina di dieci anni insistette che aveva bisogno di
Gesù più che mai.

Di certo, da quel giorno, percependo qualcosa di diverso,
Gertrude iniziò a subire una vera e propria campagna di tortura
psicologica. Il 17 dicembre la maestra escogitò un trucco
crudele, destinato a sferrare un colpo mortale a quelle che definiva
“antiche superstizioni che infestano la scuola”. Con voce dolce,
iniziò a insegnare ai bambini il materialismo ateo, sostenendo
che esistono solo le cose che si possono vedere e toccare. Per
illustrare il suo punto di vista, chiese ad Angela di uscire dalla
stanza. Poi fu chiamata da tutta la classe: “Angela, entra!”, e Angela
entrò, incuriosita, ma sospettando una trappola.

“Vedete, ragazze”, diceva Gertrude, “poiché Angela è una
persona viva, qualcuno che possiamo vedere, sentire e toccare, quando
la chiamiamo ci sente. Ma supponiamo . . . di chiamare Gesù
Bambino, in cui alcune di voi sembrano credere . . . pensate che vi
sentirebbe?”. Ci fu un silenzio carico di tensione; poi alcune voci
dissero timidamente: “Sì, lo pensiamo”. “E tu, Angela?”, chiese
l’insegnante. Ora Angela capì. Si aspettava una trappola, ma non
così terribile. Tuttavia rispose con fede ardente: “Sì!
Credo che Egli mi ascolti!”. A questo punto Gertrude rise forte e a
lungo. Poi, rivolgendosi alla classe, disse: “Bene! Allora
chiamatelo!”. Ancora silenzio. Le argomentazioni della comunista non
erano state del tutto inefficaci.

All’improvviso, Angela si precipitò davanti alla classe, con gli
occhi lucidi. Di fronte alle sue compagne di classe gridò:
“Ascoltate ragazze, Lo chiameremo! Chiamiamo tutte insieme: vieni,
Bambino Gesù!”. Tutte le ragazze scattarono in piedi e
cominciarono: “Vieni, Bambino Gesù, vieni, Bambino Gesù .
. .”. Gertrude rimase sbigottita. Non si aspettava una tale reazione.
Ma le giovani continuarono. Ora c’era un’aura di speranza intorno alla
piccola Angela. E quando l’attesa giunse al culmine, la porta dell’aula
si aprì senza rumore e apparì un’intensa
luminosità, poi entrò nell’aula e aumentò
leggermente come la luce di un fuoco grande ma gentile. In mezzo a
questo splendore, c’era una sfera che brillava di una luce ancora
più chiara.

Mentre le bambine e la maestra guardavano, inchiodate al pavimento, la
sfera si aprì rivelando un bellissimo Bambino vestito con una
tunica splendente. Il Suo sorriso era incantevole, mentre le bambine
sorridevano a loro volta, in perfetta pace e gioia. Poi, delicatamente,
la sfera si richiuse e scomparve attraverso la porta. I bambini stavano
ancora guardando estasiati in direzione della porta, quando furono
riportati a terra da un urlo acuto. “È VENUTO!”, urlava la
maestra terrorizzata, “È VENUTO . . . !!!”. E fuggì lungo
il corridoio.

Don Norbert interrogò le bambine una per una. E attestò
sotto giuramento di non aver trovato la minima contraddizione nei loro
racconti. Quanto a Gertrude, fu internata in un manicomio. Il tremendo
shock dell’apparizione colpì la sua vuota mente senza Dio e non
smise mai più di ripetere: “È venuto, è venuto!”.

Kyrie eleison.