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Realtà impensabile

La separazione fra Verità e
Autorità cattoliche è qualcosa di impensabile, eppure gli
uomini di Chiesa del Vaticano II ne hanno fatto una realtà.

Realtà impensabile

Dopo che “Commenti Eleison”, dieci
settimane fa ha detto che la divisione tra Autorità
cattolica e Verità cattolica è stata responsabile
dell’odierna incomparabile rovina della Chiesa, recentemente un lettore
ha obiettato che una tale divisione sarebbe impensabile perché
la Verità cattolica passa attraverso l’Autorità
cattolica. La breve risposta è: normalmente, sì; oggi,
no.
Vediamo come l’obiezione sia sbagliata, e quindi perché.
Che Verità e Autorità siano divise è provato dai
frutti (cfr. Mt. VII, 15-20).
La Verità cattolica produce buoni frutti, ma il Conciliarismo
che l’Autorità cattolica ha portato avanti a partire dal
Vaticano II ha prodotto solo frutti cattivi – su tutti i fronti la
Chiesa conciliare è al collasso, a meno che non si ridefinisca
il termine “collasso”. Questo collasso può essere riconosciuto
dai laici più facilmente che dai chierici, in parte
perché i laici di solito non subiscono quel pesante
indottrinamento conciliare oggi normale per il clero, in parte
perché i laici di solito non hanno messo in gioco la loro vita e
la loro reputazione sul successo del Concilio, come ha fatto la maggior
parte delle odierne autorità della Chiesa.
Un modo per descrivere la grandezza di Mons. Lefebvre consiste nel dire
che egli fu una delle pochissime autorità della Chiesa, che in
seguito al Concilio non solo vide come la Verità cattolica fosse
stata abbandonata dall’Autorità cattolica, ma anche quale grande
costo personale comportasse ciò che vedeva. Quante volte gli
abbiamo sentito dire, negli anni ‘70: “È
inconcepibile, è inimmaginabile”, il che significa che il
disastro in corso nella Chiesa era – “impensabile”.
Ma questo non gli ha mai impedito di riconoscere che la realtà
fosse quella.
Come fosse diventata realtà, egli usava spiegarlo attraverso i
precedenti 500 anni di storia della Chiesa: il protestantesimo si
levò contro il cattolicesimo, e una volta postosi contro il
cattolicesimo, diede luogo al liberalismo, secondo il quale tutte le
“verità” sono buone indifferentemente. Per un certo tempo tale
assurdità fu contrastata da ciò che rimaneva ancora del
buon senso degli uomini e della fede, soprattutto da parte degli uomini
di Chiesa cattolici – L’Autorità era ancora ancorata alla
Verità – ma alla fine, al Concilio, anche questi uomini di
Chiesa hanno rinunciato a resistere. Se il sole declina, alla fine si
spegne. Se si va a bere, alla fine ci si ubriaca. Se la marea continua
a salire, alla fine supera la cima di tutte le dighe costruite per
tenerla indietro.
La grande Enciclica di San Pio X sul Modernismo, “Pascendi”, illustra quella
corruzione finale della mente che, superando tutti gli argini, segna la
fine dei tempi, se non la fine del mondo. Tale corruzione ha sommerso
gli uomini di Chiesa cattolici al Vaticano II, ed essi hanno
abbandonato la Verità cattolica.
Dunque, Dio Onnipotente avrebbe abbandonato la Sua Chiesa cattolica?
Nient’affatto (Mt. XXVIII,
20). Ma Egli non ha mai promesso che la Sua Chiesa non avrebbe potuto
ridursi a un piccolo resto, o adesso o alla fine del mondo (Lc. XVIII, 8).
Kyrie eleison.