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Vescovo Williamson – parte terza – introduzione –

lezioni presso il Seminario San Tommaso d’Aquino – 1996

É questo che Dio vuole: Dio non vuole un trionfo sulla terra, non ha bisogno di un trionfo sulla terra. C’è stato un trionfo sulla terra, la quarta epoca e ci sarà un altro trionfo sulla terra nella sesta. Ma l’epoca terribile in cui viviamo, la quinta, che è una lunga discesa, è anche un’età di trionfo per molti, il trionfo particolare e individuale di molti e diversi santi. E anche oggi ci sono santi nella Chiesa Cattolica, come Padre Pio e Santa Teresa di Lisieux. Nel XIX secolo, San Giovanni Bosco, nel XVIII secolo, Alfonso Maria de’ Liguori, nel XVII secolo, San Vincenzo de’ Paoli e San Francesco di Sales, nel XVI secolo Sant’Ignazio di Loyola, San Filippo Neri e Santa Teresa d’Avila. Ogni epoca ha i suoi santi, ed è questo che Dio vuole. E sotto l’Anticristo, naturalmente, ci saranno dei giganti, giganti di santità, perché la persecuzione sarà terribile e la persecuzione farà emergere dei veri eroi. Se non c’è persecuzione, non ci possono essere eroi. Se la vita è sempre facile e tranquilla, allora per i Cristiani non c’è eroismo. Quindi bisogna avere degli ostacoli per avere degli eroi. Dio vuole degli eroi in Cielo, ed è per questo che permette che le cose siano complicate sulla terra. Quindi, evitare le difficoltà sulla terra non è ciò che vuole il Signore Dio.

Ora consideriamo la storia dal Medioevo al XX secolo in due prospettive: così come la vede il Cattolicesimo e così come la vede il Liberalismo. I fatti principali, accaduti in ordine cronologico, da considerare sono appunto l’Inquisizione intorno al 1400, la “Riforma” del 1517, le guerre di religione in Europa, dal 1560 al 1648 circa, la Pace di Westfalia nel 1648, le rivoluzioni di fine XVIII secolo, ovvero, quella americana e quella francese. E poi c’è il XX secolo, che ci porta fino ai giorni nostri. Come lo vede il Cattolicesimo? Beh, abbiamo già visto fondamentalmente come lo vede il Cattolicesimo con Bartolomeo Holzhauser. Il Medioevo era la Cristianità, la Cristianità in trono, e il suo punto culminante, guardando le cose da un punto di vista umano, si potrebbe dire che fu tra il 1200 e il 1250. Cristo era in trono, almeno in linea di principio. Voglio dire, gli uomini erano peccatori, basta leggere la Divina Commedia di Dante per vedere quanto fossero peccatori nel 1300. Erano cattivi ragazzi. Tuttavia non negavano i principi e confessavano la Fede.

Cos’era l’Inquisizione? Dal punto di vista dell’odierna educazione massonica e della loro stampa, buona solo da usare sotto i sacchetti a pardere, essa fu un orrore. Ma non è vero. La Santa Inquisizione preservò la Spagna e il Portogallo dal protestantesimo. Difendendo l’integrità e la purezza della Fede, i due imperi poterono creare un intero mondo Cattolico, libero dai marci protestanti inglesi e civilizzato attraverso i conquistadores. E tutto ciò era Cattolico e rimase tale fino a tempi recenti, prima del Concilio Vaticano II, quando più della metà dei Cattolici del mondo viveva in questo mondo spagnolo-portoghese, creato in gran parte grazie all’Inquisizione. Quindi, da un punto di vista Cattolico, l’Inquisizione non è una cosa negativa, e la Regalità di Cristo veniva difesa con vigore. L’Inquisizione nel 1400 Lo difendeva ancora come Re e Lo difendeva vigorosamente. L’Inquisizione era una ottima cosa e per questo i liberali la odiano: non sopportano l’idea dell’Inquisizione e di quello che è stata in grado di fare e che avrebbe potuto ancora fare. L’Inquisizione era il bastione a difesa della Regalità di Gesù Cristo Nostro Signore. Ma per il Liberalismo il Medioevo fu un’epoca buia di oscurantismo superstizioso e tirannia politica. E l’Inquisizione, dal loro punto di vista, fu il peggiore dei mali. Basta pronunciare la parola Inquisizione per farli andare su tutte le furie. In realtà, da un un punto di vista storico, reale, l’Inquisizione non fece del male maggiore di qualsiasi altro tribunale, non era così terribile come la descrivono i liberali. Ma poichè essa si fondava su principi agli antipodi dei loro, allora, i liberali devono far passare l’Inquisizione come un orrore, perché è l’esatto contrario dei loro principi.

La “Riforma”, d’altra parte, fu così chiamata dai protestanti perché sono loro a scrivere i libri di storia; se fossero stati i Cattolici a scrivere i libri di storia, sarebbe stata chiamata diffamazione, non “Riforma”. Il 1517 è l’inizio della fine, è il grande crollo sulla strada verso il mondo moderno. É tutta una questione di Fede. Quando questi fatti accaddero in Europa, gli Stati Uniti non erano neanche un sogno negli occhi di qualche malvagio eretico inglese. Le guerre di Religione furono prima di tutto in Francia, in particolare dal 1560 al 1590, poi in Inghilterra negli anni ‘40 del Seicento, durante la guerra civile inglese, e poi soprattutto nella guerra dei trent’anni in Germania dal 1618 al 1648. In quest’ultima fu una guerra terribile, che praticamente devastò la gran parte della Germania che conosciamo oggi. Le guerre di Religione in Europa furono combattute soprattutto tra Cattolici e protestanti. I Cattolici stavano ovviamente combattendo per difendere il Cattolicesimo, mentre i protestanti stavano combattendo per affermare il protestantesimo. Le guerre, dal punto di vista Cattolico, rappresentavano l’ultima possibilità per la Cristianità di risollevarsi. In caso di vittoria si sarebbe potuto invertire il declino, diversamente, era inevitabile che la situazione sarebbe continuata a peggiorare. Purtroppo, non ci furono abbastanza Cattolici per estirpare l’eresia protestantica che portò e tutt’oggi porta tante anime alla dannazione. Dopo trent’anni di guerra in Germania, i Cattolici e i protestanti, esausti, si sedettero al tavolo delle trattative e stipularono la Pace di Westfalia nel 1648 che fu, più o meno, vivi e lascia vivere. Il principio era che se il principe di una regione era Cattolico, allora quella regione sarebbe rimasta Cattolica, ma se il principe era protestante, allora quella regione sarebbe diventata interamente protestante. Questa era la Pace di Westfalia.

Quando fu stipulata la Pace di Westfalia, il Papa dell’epoca [Papa Innocenzo X] disse che non gli piaceva, e a ragione, perché dal punto di vista Cattolico significava, di fatto, detronizzare Cristo. In linea di principio non era ancora stato detronizzato. I Cattolici non dovettero abiurare, ma dovettero ammettere che nella parte protestante del mondo, Cristo non era più Re. I protestanti potevano fingere che Egli fosse ancora Re anche lì, ma non ammettendo e cacciando la Chiesa Cattolica, de facto, stavano cacciando Cristo Re. Per questo la Pace di Westfalia fu una grande sconfitta. Ma in assenza di sufficienti forze per combatttare e conquistare i protestanti, i Cattolici non poterono fare di meglio. Del resto non c’era abbastanza Fede. La Fede stava già declinando in Europa. Nel 1648 l’Europa era già piuttosto decadente e il periodo successivo fino al 1748, al 1776 e al 1789, portò a compimento il progetto di detronizzazione di Cristo Re. In quei 150 anni Cattolici e protestanti vissero fianco a fianco, fino a quando il fatto divenne principio. Ora, c’è una grande differenza tra il fatto di coesistere e il principio di coesistere. Ma se si lascia che il fatto di coesistere si affermi, è quasi inevitabile che porti al principio di coesistere. È molto difficile vivere per anni fianco a fianco, Cattolici e protestanti, e non finire per dire: “ehi, sapete, viviamo tutti in pace: loro sono brava gente, noi siamo brava gente. Giochiamo a calcio insieme. Quindi, in fondo, che problema c’è?”. Questo è ciò che è successo nei successivi 150 anni, e questo è il principio della Massoneria. Mettiamo la “pace” e l’unità davanti alla Verità. Ma è questo che è mortale. La pace di Westfalia fu il viatico per le rivoluzioni. La destituzione di Cristo Re in linea di principio infranse ogni sorta di argine: i troni furono rovesciati, il re decapitato e poi gli altari. Molti sacerdoti e suore in Francia furono assassinati e uccisi, proprio come era accaduto durante la “Riforma” in Inghilterra. Alla destituzione di Cristo seguirono l’istituzione dei diritti dell’uomo, della democrazia e, poi, la falsa libertà, la falsa uguaglianza e la falsa fraternità.

Ora consideriamo la Rivoluzione Americana, ma non come la maggior parte delle persone pensano sia stata. Essa non è stata il problema centrale, ma se la tua educazione è costruita attorno all’idea che la Rivoluzione Americana sia stata una meraviglia, allora è molto difficile capire perché i Papi siano così arrabbiati con il mondo moderno e così sconvolti da esso. Possiamo invece considerare la Rivoluzione Americana come una sorta di reazione a una situazione negativa, ma, comunque, non la giusta reazione. Se la Massoneria fu chiaramente il motore della Rivoluzione Francese, in maniera meno evindente lo fu anche nel caso della Rivoluzione Americana. La differenza tra la Rivoluzione Americana e la Rivoluzione Francese fu che la prima fu meno brutale della seconda, e non dovette tagliare la testa a nessuno per raggiungere i suoi obiettivi. Anche se il motivo di questa maggiore premura fu che il nemico era già stato fatto fuori. Il Cattolicesimo era già oppresso dal regime coloniale britannico. Ai britannici non piaceva la Chiesa Cattolica e la reprimevano. Pertanto, quando scoppiò la Rivoluzione Americana, nessuno pensò che fosse una rivoluzione contro il Cattolicesimo, perché non lo era, dato che la Chiesa Cattolica era completamente distrutta. Ma in un certo senso fu una rivoluzione contro ciò che restava del Cattolicesimo, ovvero, fu una rivoluzione contro la Monarchia. Non tagliarono la testa al re Giorgio III, perché il vecchio re Giorgio III era tornato in Inghilterra, ma abbatterono tutte le sue statue. E se fosse stato negli Stati Uniti, oserei dire che George Washington lo avrebbe gettato in prigione. Forse non gli avrebbe tagliato la testa, perché non era così importante tagliare la testa a un re protestante come lo era tagliare la testa a un re Cattolico. La decapitazione del re Cattolico nel 1793 fu un evento molto, molto importante nella Rivoluzione Francese. Solo pochi giorni fa, il 14 luglio, cioè l’altro ieri, a Parigi si è tenuta la parata, alla quale hanno partecipato Nelson Mandela e il presidente Chirac. La parata si è svolta a pochi metri dal luogo in cui Luigi XVI fu decapitato, in Place de la Concorde, e non è un caso. La Repubblica Francese glorifica questo luogo sacro dove decapitò il re francese. È un dogma del Liberalismo che ogni re sia un tiranno. Un Cattolico non pensa che i re siano necessariamente buoni o necessariamente cattivi, sono esseri umani, quindi possono essere entrambi. E nelle Scritture è ovvio che la maggior parte dei re di Giuda e la maggior parte dei re di Israele non fossero molto buoni. La natura umana è una cosa misera. Ma non tutti i re sono tiranni, come pensano i liberali. Quindi in Francia la questione era molto più chiara, mentre nella vecchia e confusa cultura anglosassone, dove tutto è un po’ sfocato, un po’ compromesso e un po’ appiattito, lo scontro non fu evidente. E ci sono molti americani che vi diranno che la Rivoluzione Americana fu conservatrice. Sebbene sia un po’ difficile da sostenere, vi diranno che la Rivoluzione Americana cercava essenzialmente di conservare il buon vecchio stile di vita inglese. Ma temo che non sia vero. Ad esempio, a Bunker Hill, fuori Boston, dove gli americani dimostrarono davvero di avere il coraggio di opporsi ai soldati britannici e di combattere, su quella collina, ancora oggi, se si vola da e verso l’aeroporto internazionale Logan di Boston, è possibile vedere su una delle colline un grande obelisco che è innanzitutto un simbolo massonico. E se si visita quell’obelisco, vicino alla sua base, c’è un altro piccolo obelisco che è un monumento commemorativo dedicato al dottore Joseph Warren, un massone molto importante che fu anche un rivoluzionario molto importante. Quando i soldati britannici trovarono sul campo di battaglia il cadavere di questo dottore e massone americano, il generale britannico disse che valeva 500 morti, perché era un vero agitatore come Hancock e Adams. E uccidere quell’uomo per gli inglesi fu davvero importante. La Massoneria americana fu centrale nelle idee della Rivoluzione Americana che fu la prova generale per la Rivoluzione Francese. E poi, naturalmente, Benjamin Franklin e Thomas Jefferson [due delle figure chiave della Rivoluzione Americana] da quel momento in poi si trasferirono in Francia per contribuire a fomentare la Rivoluzione Francese. Una chiave della Bastiglia fu portata negli Stati Uniti ed è ancora esposta a Mount Vernon, la casa di Geroge Washington in Virginia. Il legame tra le due rivoluzioni è chiaramente evidente. Non che George Washington fosse un sanguinario assassino regicida come Danton, Robespierre e gli altri. George Washington era un gentiluomo, ma era un gentiluomo rivoluzionario, e ne parleremo in un’altra analisi di questi ultimi 400 anni.

Con le due rivoluzioni, in linea di principio, non è più Cristo ad avere diritti. Da quel momento compaiono la Carta dei Diritti (Americana) e la Dichiarazione dei Diritti (Francese). E il primo di questi diritti, il primo emendamento dei dieci emendamenti che compongono la Carta dei Diritti della Rivoluzione Americana, è la libertà religiosa. Molti pensano che la libertà religiosa non possa essere poi così male, e ci sono molti argomenti a suo favore. Ma non è così. La libertà religiosa mette tutto in discussione. Da quel momento in poi, tutto inizia a scivolare. Se sei libero in materia di religione, allora Dio non può più dirti cosa fare. Qualsiasi dio che conviva con la libertà religiosa non ha più molta sostanza. La libertà religiosa, il principio della libertà religiosa, svuota il Signore Dio del Suo significato. Egli diventa, sapete, una piccola cosa carina da mettere sullo scaffale per farmi sentire bene la Domenica, ma non molto più di questo. È difficile per le persone di oggi rendersene conto, essendo state, fin dalla loro nascita e dalla loro educazione, immerse e marinate nel principio della libertà religiosa.