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Vescovo Williamson – parte undicesima – l’influenza della Massoneria –

lezioni presso il Seminario San Tommaso d’Aquino – 1996

Dicevamo, i princìpi della massoneria. I princìpi malvagi della massoneria. Il fondamento è il naturalismo, ovvero l’esagerazione della realtà naturale. Poi il razionalismo, che è il fanatismo della ragione, e il liberalismo, che è l’eccesso di libertà. Quindi, il naturalismo è l’esagerazione della natura al punto da negare qualsiasi realtà soprannaturale. Non c’è Dio al di sopra del regno della natura e non c’è autorità al di sopra di ciò che cade sotto i sensi: la natura è la sua stessa autorità, il che significa che l’uomo è la sua stessa autorità, che l’uomo è re, l’uomo è Dio. Questo è il naturalismo. Poiché tutta la verità è un blocco coerente, se viene meno solo una parte, il resto crollerà. Anche solo ignorare la Chiesa Cattolica, alla fine, porta a ciò che abbiamo oggi: persone che negano l’esistenza di qualsiasi verità naturale, che negano l’esistenza di qualsiasi verità, che negano l’oggetto della verità. Questo è il punto a cui sono giunte oggi le menti, ed è un punto piuttosto disperato. E così tutte le verità naturali, per non parlare delle verità soprannaturali, e infine l’oggetto della verità stessa, si dissolvono.

Quando queste grandi verità fondamentali, vale a dire che tutte le cose sono state create dal libero arbitrio di Dio Creatore, che il mondo è governato dalla Provvidenza, che le anime non muoiono, che a questa vita degli uomini sulla terra ne seguirà un’altra eterna, quando queste grandi verità vengono ribaltate, allora, anche quelle verità che sono conosciute dall’insegnamento della natura, cominciano a cadere. E oggi siamo arrivati al punto che anche “due più due fa quattro” viene negato. E passando dai princìpi alla pratica, i paragrafi 19, 20, 21, 22 e 23, sono come un ritratto del mondo di oggi. Il matrimonio ridotto a contratto, la famiglia che viene distrutta dal divorzio, i bambini che vengono diseducati, la morale negata: «similmente l’altra impresa, in cui tanto si travagliano i massoni, di atterrare i precipui fondamenti della morale e di farsi complici e cooperatori di chi, a guisa di bruto, vorrebbe lecito ciò che piace, altro non è che sospingere il genere umano alla più abbietta e ignominiosa degradazione». La degenerazione della politica e della libertà, la “uguaglianza” e la “fraternità”, lo stato senza Dio (22 e 23). Ecco quindi le perverse dottrine politiche attraverso cui i naturalisti stabiliscono che tutti gli uomini hanno gli stessi diritti in quanto uguali l’un l’altro: «le “massime” di scienza sociale dove i naturalisti insegnano che gli uomini hanno tutti gli stessi diritti e sono di condizione perfettamente eguali, che ogni uomo è, per natura, indipendente, che nessuno ha diritto di comandare agli altri, che voler gli uomini sottoposti ad altra autorità, da quella in fuori che emana da loro stessi, è tirannia». Tutto ciò è liberalismo. Invece, sebbene è vero che gli uomini nascono uguali davanti a Dio, sotto nessun altro aspetto sono uguali tra loro. Ogni essere umano ha lo stesso Creatore, ha la stessa natura umana e alla fine della propria vita risponderà allo stesso Dio. Ma questi sono gli unici aspetti in cui gli uomini sono uguali. Per il resto sono diversi in tutto: per colore degli occhi e dei capelli, per peso e altezza, per razza, per intelligenza e volontà, per area geografica, famiglia e per tutto il resto. Continuare a martellare e dire che sono uguali è semplicemente un’assurdità. E poi giurano che tutti siamo naturalmente liberi. Beh, è vero, abbiamo il libero arbitrio, sì, ma ognuno di noi nasce con il proprio libero arbitrio gravemente compromesso dal peccato originale. Non siamo così naturalmente liberi. E poi sono certi che nessuno ha il diritto di comandare su un altro. Ecco, questo è un altro slogan della vita moderna. E certamente non è una verità evangelica e non è il modo in cui si comportava il centurione: «Signore, anch’io sono uomo sottoposto a un’autorità e ho sotto di me dei soldati. E dico all’uno: va. Ed egli va. E a un altro: vieni. Ed egli viene. E al mio servo: fa questo. Ed egli lo fa» (Lc 7, 8). È naturale, dunque, dare ordini e ricevere ordini, far parte di una gerarchia. È naturale. E il Signore lodò il centurione per essersi comportato così, perché è perfettamente normale comportarsi così. Ed è questo che ha reso grande Roma. E, curiosamente, è questo che ha reso grande l’America. L’Esercito americano ha funzionato perché non opera secondo il principio che siamo tutti uguali e che nessuno dà ordini.

Tutte le cose appartengono al popolo libero. Il potere è detenuto dal comando o dal permesso del popolo. «Noi, il popolo» sono le prime parole della Costituzione americana (21 giugno 1788). E dello stesso tenore era l’inizio della Dichiarazione d’indipendenza (4 luglio 1776). Continua Leone XIII: «quindi il popolo è sovrano. Chi comanda, non aver l’autorità di comandare se non per mandato o concessione del popolo; tantoché a talento di questo egli può, voglia o non voglia, esser deposto». Questo non è Cattolico, ma è ciò che credeva T. Jefferson (1743-1826). «L’origine di tutti i diritti e doveri civili è nel popolo, ovvero nello Stato, che si regga per altro secondo i nuovi principi di libertà». Questo è falso. «Lo Stato inoltre dev’essere ateo; tra le varie religioni non esservi ragione di dar la preferenza aver una: doversi fare di tutte lo stesso conto». Questo è il primo Emendamento su cui si fonda il sistema americano, il modo di fare americano. «Ora, che queste massime piacciano ugualmente ai frammassoni, e che su questo tipo e modello vogliano essi foggiati i governi, è cosa notissima e che non ha bisogno di prova»: perché c’era un gran numero di massoni tra coloro che hanno redatto la Costituzione americana, come vantano gli stessi massoni. Gli Stati Uniti sono stati il primo e più (in)glorioso degli Stati massonici, ed è subito diventato il modello da imitare in tutto il mondo grazie al potere della massoneria. Qualcuno potrebbe dirvi che l’America è un paese Cristiano. No. Ad essere buonisti si potrebbe dire che l’America è un paese per metà cristiano e per metà massonico, ad essere realisti si dovrebbe dire che è più massonico che cristiano, perché, sostanzialmente, sono stati i massoni a fondarlo. E la metà parte cristiana fu subito in declino, mentre quella massonica fu subito in ascesa. Questo è vero. C’era un’eredità Cristiana tra i signori che hanno redatto la Costituzione, ma era solo un’eredità, ed era già in declino, mentre le idee massoniche la stavano sostituendo. Fu una sostituzione e non un’integrazione, perché le idee liberali non si possono conciliare con quelle cristiane, come l’olio con l’acqua. Esse sono in netto contrasto e divergenza le une con le altre. «Già da tempo infatti essi apertamente operano a questo fine [ateismo relativista] con tutte le loro forze e sostanze in modo da spianare la via ai numerosi più audaci, protesi verso i peggiori misfatti, fautori della uguaglianza e comunanza di tutti i beni, dopo aver fatto scomparire nella società ogni distinzione di classe e di censo». Questo è il comunismo. E quando il comunismo è scoppiato in Russia, molti americani, ovviamente, hanno gioito perché il tirannico zar era stato finalmente rovesciato. E gioire quando uno zar religioso di vecchio stampo viene cacciato è la cosa più naturale del mondo per un popolo massonico, perché lo zar era originariamente religioso, sebbene ortodosso e non Cattolico. Ma ancora una volta, gli zar e l’aristocrazia non stavano più esercitando quella direzione religiosa che il popolo li aveva originariamente incaricati di esercitare, o che originariamente dovevano esercitare, e che quindi il popolo si aspettava che esercitassero e aveva bisogno che esercitassero. E così il popolo disse: «andatevene».

Ecco che, quindi, la massoneria apre la strada al comunismo. È pur vero che ci sono alcuni massoni “rispettabili” che resistono al comunismo, che non amano il comunismo, ma questo semplicemente dimostra che gli uomini sono contraddittori. Un massone “rispettabile” è una contraddizione in termini. E perché gli uomini sono contraddittori? Perché non sanno cosa stanno facendo. Possono credere a cose opposte senza rendersi conto che sono inconciliabili. Pensano che tutto coincida. Non è così, ma loro pensano che lo sia e quindi ci credono. Ecco perché ci sono molti cattolici americanisti che si scontrano con la società, e la società si scontra con loro. Come ad esempio l’associazione John Birch, composta da uomini onorevoli sotto molti aspetti e che amano il proprio Paese. Ma quando pensano che il Cattolicesimo debba adattarsi alla loro idea di patriottismo, piuttosto che la loro idea di patriottismo adattarsi al vero Cattolicesimo, allora sbagliano. E purtroppo, il loro Cattolicesimo è asservito al loro patriottismo e non viceversa. E questo è mortale. Non si può fare. Nostro Signore non entra nella combinazione di nessun altro. Non è così che opera. Dai paragrafi 24 al 29, il verdetto del Papa sulla massoneria. «È somma stoltezza ed empietà temeraria», è la ripaganizzazione della società. Il mondo sta tornando pagano sotto ai nostri occhi. Sapete, in Messico stanno tornando a glorificare i sacrifici umani: via Hernan Cortes, via i conquistadores, via la cultura spagnola, via il Cattolicesimo, si torna alla religione nativa. Nel Dakota del Sud, il Vescovo Chaput [ora Arcivescovo] incoraggia gli indiani a portare la loro cultura nella Chiesa Cattolica. E questo è incoraggiato da Roma, perché Roma è piena di massoni. Massoni sotto un papa fuorviato. Il papa è gravemente fuorviato.

Ricordo che una volta, nel 1976 o 1977, chiesi all’Arcivescovo Lefebvre se pensava che papa Paolo VI fosse un massone. Stavo camminando lungo un bellissimo ruscello svizzero e ricordo di avergli fatto quella domanda. Mi rispose che non era necessario che lo fosse. Disse: «Non credo che Paolo VI sia un massone, e non credo che abbia bisogno di esserlo. Che lo sia o no, non credo che lo sia, e che lo sia o no, non ha bisogno di esserlo, perché in ogni caso è pieno di idee massoniche, ed è tutto ciò di cui i massoni hanno bisogno». In realtà, per loro è meglio che il Papa non sia un massone, purché sia permeato dalle idee massoniche, perché se fosse un massone, in primo luogo, un giorno potrebbero saltar fuori dei documenti che lo provano, e questa sarebbe una brutta notizia per i cattivi, perché sono figli delle tenebre e non vogliono che si scopra chi sono veramente. In secondo luogo, se il Papa stesso sapesse di essere un massone registrato, non potrebbe agire con quella dolcezza e innocenza che è così attraente per i Cattolici. Non potrebbe dare una sincera dimostrazione di buona volontà in pubblico. Quindi non credo che Giovanni Paolo II o Paolo VI siano massoni. Non credo. Potrei sbagliarmi. Chi di noi sa quanto possono essere perversi gli esseri umani? Nessuno di noi lo sa, solo Dio sa quanto possono essere perversi gli esseri umani. Ma in ogni caso, l’Arcivescovo ha risposto in modo corretto. Non è fondamentalmente una questione di persone, e la questione se questi uomini siano effettivamente massoni o agenti infiltrati della CIA o del KGB, è una questione secondaria. In ogni caso abbiamo le loro parole e i loro atti pubblici che dimostrano che il pensiero di Paolo VI e Giovanni Paolo II è completamente fuori strada. Poveri uomini. Voglio dire, poveri uomini è un modo caritatevole per dirlo. Sono davvero da compatire perché subiranno un giudizio terribile. Potranno salvare le loro anime, ma cavolo, avranno sicuramente un posticino caldo in Purgatorio dove pagare: Dio è il loro giudice e non noi, e sicuramente avranno un Purgatorio molto duro se sfuggiranno all’Inferno a causa di tutto il male che è stato fatto alla Chiesa sotto la loro guida e di cui avrebbero dovuto avere consapevolezza. E poiché Dio non può abbandonare la Sua Chiesa Cattolica, inevitabilmente fornisce anche a questi papi grazie sufficienti affinché si rendano conto di ciò che stanno facendo. Ma se non fanno ciò che dovrebbero fare, allora stanno rifiutando quelle grazie. Pertanto, sono da biasimare. Dire che sono ignoranti o sciocchi non è una scusa. È una colpa molto grave. Ma loro sono ciechi. Lo sono davvero. Papa Giovanni Paolo II è davvero cieco. La massoneria ha una grande responsabilità in questo declino della società, che è il declino della Cristianità. Il fine della Chiesa era quello di onorare di Gesù Cristo come Re di tutta la società e del mondo. Ma Dio, dopo aver offerto il proprio Figlio ed essersi mostrato come sovrano dell’universo, ha permesso che, da quel momento in poi, la malvagità degli uomini, potesse sostituire Dio con l’uomo e “trasformare” (se mai fosse possibile) l’uomo in Dio. Dunque il fine ultimo della massoneria è la deificazione dell’uomo: sarete come dei. La massoneria promette di trasformare gli uomini in divinità, proprio come il Diavolo promise di trasformare Adamo ed Eva in divinità: «quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio». «Sarete come dei se seguirete la nostra via massonica». E così gli uomini ci credono. In verità, la massoneria ha illuso i governanti e ingannato il popolo mettendoli contro il Cristianesimo, mentre in realtà la pace e la concordia dipendono dalla Chiesa Cattolica e dal rifiuto della massoneria. Perché la pace dipende dalla Chiesa Cattolica? Perché il principale ostacolo alla pace è il peccato che è un’offesa contro Dio. E Dio ha stabilito che c’è un solo e unico modo per vincere il peccato, ed è attraverso i Suoi Sacramenti e il Suo sacramento della confessione e penitenza che riceviamo mediante la Sua Chiesa. E il vero Dio, come voi ed io sappiamo, ha una sola Chiesa che ha fondato a partire dalla Sua unica Incarnazione. Questo è il vero Dio e la vera Chiesa. Il resto sono bugie. Quindi, come si può avere la pace tra gli uomini escludendo il vero Dio e la vera Chiesa? Se la pace fosse semplicemente una questione di spostare mattoni o acqua o qualcosa di materiale, allora si potrebbe avere la pace anche senza la Chiesa Cattolica. Ma poiché la pace dipende dal cuore degli uomini che è contaminato dal peccato, allora per stabilire la pace dovete affrontare il peccato. E c’è solo un modo per affrontare il peccato, ed è la grazia di Nostro Signore Gesù Cristo. Pertanto, l’unico modo per stabilire la pace nel mondo è la grazia di Nostro Signore Gesù Cristo. Ecco perché soltanto la Chiesa Cattolica può dare la pace. E quando il povero Santo Padre va in giro dicendo: «riformiamo le Nazioni Unite, facciamo aderire tutti alle Nazioni Unite e questo ci darà la pace nel mondo», è fuori di testa. Solo la Chiesa Cattolica può dare la pace al mondo perché Nostro Signore Gesù Cristo è il Principe della Pace. E non è il Segretario Generale delle Nazioni Unite il principe della pace. Questi è solo lo strumento dei sostenitori del governo unico mondiale e dei massoni, perché le Nazioni Unite sono un’organizzazione completamente massonica.

Conclusione: il rimedio. Dal paragrafo 30 al 33. Il primo è il rimedio all’interno della Chiesa, il secondo è il rimedio tra i laici. «Tutti i decreti che i Romani Pontefici nostri predecessori promulgarono per ostacolare i propositi e i tentativi della setta massonica, tutti i provvedimenti che essi sancirono per allontanare o richiamare i fedeli da siffatte associazioni, tutti e singolarmente noi li ratifichiamo e li confermiamo con la nostra autorità Apostolica». I vescovi sono in prima linea: se i vescovi si raddrizzeranno e faranno il loro dovere, allora la Chiesa si raddrizzerà. E se la Chiesa Cattolica si raddrizzerà, solo allora anche l’umanità si raddrizzerà. I vescovi Cattolici sono il vero cuore del problema. Vescovi! «Restituire ai massoni la loro faccia, strappate loro la maschera», mostratela per quello che è, non lasciate che gli idioti e i media fingano che sia davvero un’organizzazione di brava gente. «Nessuno si lasci ingannare da una simulata onestà: a certuni può sembrare che i massoni nulla chiedano che sia apertamente contrario alla santità della religione o dei costumi; ma siccome lo scopo e la natura della setta sono totalmente nel vizio e nell’inganno, non può esser lecito aggregarsi ad essa o giovarle in qualsiasi modo». Purtroppo, con l’entrata in vigore del nuovo Codice di diritto canonico, ora ai Cattolici è quasi permesso essere massoni. E ciò è delinquenziale e folle. Non sanno quello che stanno facendo. Pertanto «è necessario, con insistenti discorsi ed esortazioni, trascinare la moltitudine al diligente apprendimento dei precetti della religione e, a tal fine raccomandiamo caldamente che con scritti e discorsi opportuni siano esposti i principi fondamentali della santissima dottrina in cui si raccoglie la filosofia cristiana. Questo impegno è rivolto a risanare le menti degli uomini con l’istruzione e a premunirle contro le numerose forme di errori e i vari allettamenti dei vizi, soprattutto in questa sfrenata libertà di scrivere e inesauribile avidità d’imparare». Poi Leone XIII ha altre tre idee pratiche. «È necessario propagare e proteggere con cura il Terzo Ordine dei Francescani di cui recentemente, con prudenza, mitigammo la regola. Come infatti è stato stabilito dal suo autore, questa è la sua ragione d’essere: chiamare gli uomini alla imitazione di Gesù Cristo, all’amore per la Chiesa, alla pratica di tutte le virtù Cristiane. Perciò può essere molto adatto ad eliminare il contagio di inique associazioni. Si rinnovi pertanto e cresca di giorno in giorno questo santo sodalizio, da cui ci si possono aspettare molti frutti e soprattutto il più prezioso, quello cioè che gli animi siano condotti a libertà, alla fraternità, alla uguaglianza di fronte alla legge: non quali i Massoni assurdamente concepiscono, ma quali Gesù Cristo donò al genere umano e Francesco seguì. Ci riferiamo alla libertà dei figli di Dio, per cui rifiutiamo di servire sia a Satana, sia alle passioni, iniqui tiranni; alla fraternità, la cui origine risalga a Dio, creatore e padre comune di tutti; alla uguaglianza che, fondata sulla giustizia e sulla carità, non elimini le differenze tra gli uomini, ma dalla varietà della vita, dei doveri, delle culture derivi quel mirabile consenso e quasi un concento che per natura tende al profitto e alla dignità dei cittadini». Inoltre, «esiste una istituzione, saggiamente fondata dai nostri antenati e poi abbandonata con l’andar del tempo, la quale può servire anche oggi come forma e modello a qualcosa di simile. Ci riferiamo ai Collegi, o Corporazioni, di mestieri, atti a tutelare insieme gli interessi e i costumi, sotto la guida della religione. Se i nostri antenati, per uso ed esperienza protratti nel tempo, avvertirono l’utilità di quelle associazioni, forse a maggior ragione dovrebbe avvertirla l’età nostra, poiché esse hanno la singolare opportunità di fiaccare le forze delle sette. Coloro che soffrono per mancanza di lavoro e di salario, oltre ad essere, per la loro condizione, degnissimi più di tutti di carità e di assistenza, sono pericolosamente esposti alle lusinghe di chi usa la frode e l’inganno. Perciò occorre aiutarli con la maggiore generosità possibile e invitarli in associazioni oneste, in modo che non si lascino trascinare in quelle disoneste». Ed infine, «per conseguire più facilmente il nostro intento, raccomandiamo caldamente alla Fede e alla vigilanza vostra la gioventù, speranza dell’umano consorzio. Dedicate la massima parte delle vostre cure alla sua educazione e non dovete mai credere che il vostro impegno sia stato tanto grande da non richiederne uno maggiore per tenere lontana l’adolescenza da quelle scuole e da quei maestri da cui si teme che possa emanare l’alito pestifero delle sette».