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Vescovo Williamson – parte ottava – da Cristo all’anticristo –

lezioni presso il Seminario San Tommaso d’Aquino – 1996

La soluzione alla crisi odierna è la fedeltà al Papa. Il Papa nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Questa crisi non può essere superata da piccole sacche o riserve di resistenza che brontolano nei boschi come stiamo facendo noi qui. No, questo non porrà fine alla crisi. Servirà semplicemente a custodire il Deposito e a mantenere la sacra fiamma nelle zone remote finché Dio non salverà il Suo Papa. E poi, quando Dio salverà il Papa, il Papa dirà: «ehi, voi che siete ancora lì, venite qui, abbiamo bisogno di voi. Vogliamo portarvi in tutti gli Stati Uniti, vogliamo che voi…». Il Papa farà appello a coloro che hanno mantenuto la Fede, non solo alla società, ma a tutti coloro che hanno mantenuto la Fede in questi tempi difficili. Il Papa, quando sarà restaurato, farà appello a loro. Quindi, fedeltà incondizionata all’autorità della Sede di Pietro nel suo pieno diritto, al fine di proteggere il Deposito della Fede. Ecco, dunque, su cosa poggia la sua autorità: sul Deposito della Fede. Il suo unico compito è custodire la Fede. E non ha il diritto di cambiarla. Il Papa non può andare in giro a dire che Lutero era un brav’uomo, perché Lutero era un terribile nemico della Fede Cattolica. Il Papa non può farlo. E se lo fa, non ha il diritto di essere obbedito. E noi non abbiamo il dovere di obbedirgli, se fa cose del genere. Lo consideriamo il Papa. Lo rispettiamo come Santo Padre. Ma quando dice sciocchezze, diciamo: «Santo Padre, no». Quando dice cose sensate, diciamo: «Santo Padre, sì». Quando dice sciocchezze, diciamo: «Santo Padre, no». Altrimenti saremmo papolatri. Come si fa a capire se dice cose sensate o sciocchezze? Abbiamo 2000 anni di storia della Chiesa per giudicare. Abbiamo avuto 2000 anni di Papato per giudicare i papi moderni, o meglio, 1950 anni di Papato, prima che i papi diventassero liberali: la Fede è la misura dei Papi, giammai il contrario. I Papi sono normalmente lo strumento per dichiarare cos’è la Fede. Ma i Papi non possono cambiare la Fede, che è ciò che questi recenti liberali, Paolo VI, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, cercano di fare. Non possono farlo, ma ci stanno riuscendo. Come? Sfruttando la stessa struttura gerarchia ecclesiastica che fino alla prima metà del XX secolo ha ordinato l’obbedienza alla Verità: finché il Papa faceva il Papa, finché i vescovi obbedivano al Papa, i sacerdoti obbedivano ai vescovi e il popolo obbediva ai sacerdoti, allora tutto rimaneva com’era, tutto si reggeva saldamente. Ma se voi foste il diavolo, cosa cerchereste di fare? Se tutti fossero Cattolici semplicemente per obbedienza, cosa fareste? Cerchereste di colpire l’uomo al vertice, perché se riusciste a mettere fuori gioco l’uomo al vertice, tutto il resto cadrebbe nelle vostre mani. È esattamente quello che è successo con Paolo VI. Paolo VI ha usato tutta la sua autorità di Papa per schiacciare i conservatori. E c’è stato solo un vescovo che gli ha veramente tenuto testa e gli ha detto: «Santo Padre, no». Ed era l’Arcivescovo Lefebvre, assieme al Vescovo De Castro Mayer. Tutti gli altri hanno detto: «Santo Padre, sì, Santo Padre, quanto in alto?». Il Santo Padre ha detto: «saltate e tuffatevi nel liberalismo». E tutti i vescovi obbedivano con grande devozione al papa, incondizionatamente. L’Arcivescovo, però, disse: «no, non potete dirmi di convertirmi al liberalismo. Voglio morire Cattolico. Devo vivere e morire Cattolico. Ho un’anima da salvare. Se divento liberale, non salverò la mia anima». Quindi la subordinazione dall’alto verso il basso della gerarchia ecclesiastica va bene fintanto che chi sta al vertice mantiene la Fede. Ma se chi sta al vertice non mantiene la Fede, sei nei guai. Ecco perché oggi i religiosi fedeli al Deposito della Fede dicono ai laici: «guardate, questa è la Fede, e finché insegniamo questa Fede, ascoltateci». E non vi dicono: «saltate, saltate, saltate». Ed eccole qui. Leggetele voi stessi. Avete le encicliche nelle vostre mani. Leggetele voi stessi. Leggete, leggete, leggete. Non sto dicendo: «ascoltatemi e obbeditemi». Non sto dicendo: «sedetevi lì e credete a tutto quello che vi dico perché ho i bottoni viola». Beh, lo direi se indossassi una di quelle tonache. Ma sto dicendo: «credetemi perché quello che vi dico è quello che hanno tramandato i Papi nel pieno possesso delle loro facoltà mentali». Questo è quello che dice la Chiesa: «obbedite ma con criterio». Perché altrimenti potremmo impazzire. Io potrei impazzire. Un giorno arriva qualcosa di dolce e il povero vescovo perde la testa. Ah, è già successo prima. Quindi, sapete, pregate per me. Sono un povero peccatore proprio come voi. Quindi, non sto dicendo: «seguite me, seguite me, seguite me». Ma, come diceva anche l’Arcivescovo Lefebvre, seguite i Papi che si facevano strumenti della Verità e non “autori”. E l’Arcivescovo diceva che dobbiamo fare un uso maggiore delle encicliche. Se solo più uomini Cattolici come voi leggessero.

Quindi, tornando alla Mirari vos,i paragrafi 8 e 9 sono il cuore e l’anima di questa piccola Enciclica. Ma poi passiamo immediatamente all’azione. Dalle idee passiamo all’azione. In primo luogo, la disciplina. La struttura e la disciplina della Chiesa devono essere rispettate. Questo affinché ci sia obbedienza alla gerarchia e alla Fede, obbedienza dei sacerdoti, attraverso i vescovi, al Papa. Obbedienza alla Fede. Il Papa è giudice di ogni opportuna modifica. Se c’è qualche aggiornamento da fare, deve farlo il Papa. Ma deve essere in linea con la Tradizione che è misura del Magistero. Qualunque decisione che sia contraria alla Tradizione è un errore. E gli errori sono contrari al celibato sacerdotale. Con merito, Giovanni Paolo II ha difeso con forza il celibato sacerdotale, senza cedere mai su questo punto. Ma stanno solo aspettando che se ne vada, e poi ci sarà un’altra grande spinta affinché i sacerdoti si sposino. E non si tratta solo del celibato per il sacerdozio, ma anche del fatto che i Cattolici si sposino, e che si sposino correttamente. Sposare una ragazza e poi stare con lei fino a che morte non li separi. Questo è il modo Cattolico. E quel matrimonio sacramentale è una parte fondamentale della società. Attraverso le encicliche del XIX secolo i Papi hanno anche ripetutamente difeso il matrimonio Cattolico. É vero d’altronde che il matrimonio Cattolico è difficile, perché è una scelta da cui non puoi più tornare indietro. Ma questa è la nostra legge. Certo, potresti vincere alla lotteria. Potresti avere una ragazza meravigliosa che ti farà piangere a dirotto quando morirà. Ma se ti capita una persona assolutamente così e così, devi comunque rimanere sposato. Questo è il modo Cattolico. Ma i massoni attaccano il matrimonio Cattolico perché se riescono a separare marito e moglie, se riescono a separare la famiglia, allora i figli sono allo sbando. I figli sono facili prede, proprio come oggi. I figli sono terribilmente vulnerabili se la loro mamma e il loro papà non stanno insieme. Lo si può vedere. Ogni bambino i cui genitori non sono rimasti insieme, che non ha avuto una madre e un padre che lo crescessero, ogni bambino del genere è inevitabilmente e gravemente ferito. Naturalmente, poi loro si costruiscono la propria vita e Dio non li condanna per gli errori dei loro genitori. Ma per un bambino è un handicap non avere avuto mamma e papà insieme. Quindi, la Chiesa Cattolica difende il matrimonio indissolubile fino a che morte non li separi. È un punto chiave. Paragrafo 13. Lui non lo discute. Leone XIII scriverà un’intera enciclica sul matrimonio in cui dimostrerà perché il matrimonio indissolubile è così importante. Gregorio XVI non lo discute. Lo espone e basta. Dice: «ragazzi, questo è ciò che serve. Vi dico che è così. Credetemi. Obbedite a me. Perché sono in linea con la Tradizione».

E dunque, gli errori liberali. Gli orrori. In primo luogo nella Chiesa: contro la Fede, contro la disciplina, contro la Tradizione, contro il Sillabo, contro il matrimonio. E poi, gli errori liberali nel mondo che si riducono ad una locuzione: il fraintendimento della libertà. “Libertà” di religione (paragrafo 14). “Libertà” di coscienza (paragrafo 15). “Libertà” di stampa (paragrafi da 16 a 18). “Libertà” dall’autorità (dal paragrafo 19). E poi, al paragrafo 22, i praticanti della libertà. E qui, ancora una volta, Gregorio XVI non ha bisogno di nominarli, come a “l’agnellino” Félicité. Sono le idee che contano. Ancora una volta, egli non nomina gli ebrei, i massoni, i comunisti e tutti questi vari nemici della Chiesa, perché non ne ha bisogno. Ma dimostra di conoscere quelle “società” cospiratrici che difendono le false libertà. Il Papa è ovviamente aggiornato. Conosce la massoneria. Ma non serve a nulla dire che i massoni sono i cattivi, che basta ucciderli tutti e il problema sarà risolto. No, non finirà. È come strappare il fiore e lasciare tutte le radici. Se le persone hanno il peccato nel cuore, allora è inutile sparare a tutti i massoni. Non servirà a nulla. Bisogna eliminare il peccato dai cuori. Bisogna fare in modo che le persone rimangano fedeli alle loro mogli o ai loro mariti (paragrafo 13). Bisogna rendere le persone fedeli, questa è la risposta. È difficile. È molto più facile prendere una mitragliatrice e andare a sparare a qualche massone, ma non è questo che risolverà il problema. Enrico VIII (1491 – 1547) doveva rimanere con sua moglie e, per il futuro della sua dinastia, doveva affidarsi a Dio per ciò che sarebbe accaduto alla sua dinastia. Poi la “libertà” di religione (paragrafo 14). L’indifferentismo religioso è un errore rovinoso che danneggia le anime. Qualcuno potrebbe dire che la “libertà” religiosa, espressa dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, è solo una questione pratica e non di principio. No. Dal 1648 (Pace di Vestfalia) al 1789 (inizio della Rivoluzione francese) la pratica si è fatta principio. L’indifferenza religiosa è un errore letale. La conseguente “libertà” di coscienza è la rovina della Chiesa e dello Stato che consente alle persone scegliere la “religione” che preferiscono, che è esattamente ciò che fa lo Stato qui negli Stati Uniti, e anche altrove. Stabilire come principio che le persone possano seguire la “religione” che preferiscono è la rovina della Chiesa e dello Stato. Mentre La Mennais avrebbe detto: «ehi, ragazzi, possiamo conciliare la “libertà” nella Chiesa, tutto quello che dobbiamo fare è dare a tutti la libertà di essere Cattolici». Il che significa anche la “libertà” di fare qualsiasi altra cosa, se lo desiderano. Ah! Questo non è Cattolicesimo. Dio non ci dà la libertà di essere protestanti o maomettani o buddisti. Egli permette che queste false religioni esistano, ma non dice che abbiamo il diritto di seguire le false religioni. Nel Vangelo dice che chi crede e viene battezzato sarà salvato, chi rifiuta di credere sarà condannato. Tutto qui. Voi ed io dobbiamo essere Cattolici se vogliamo salvare le nostre anime. Punto. La “libertà” di coscienza è la rovina della Chiesa e dello Stato. Avete visto cosa è successo all’Europa quando ha permesso la coesistenza dei protestanti con i Cattolici. Ha lacerato l’Europa. E poi non è che da quel momento i protestanti e i Cattolici abbiano vissuto in pace e felicità, perché i protestanti stavano lavorando per distruggere il Cattolicesimo e questo ha portato alla Rivoluzione francese. E durante la Rivoluzione francese è stato versato molto sangue. E il sangue continuerà a scorrere. Si potrà avere una convivenza pacifica e felice tra Cattolici e non cattolici solo quando tutti saranno Cattolici, allora ci sarà la pace. Non ci sono state guerre importanti in Sud America per 500 anni. Perché? Perché sono tutti Cattolici. Un esempio recente è il Cile e l’Argentina. Stavano litigando per una stupida isoletta, dico stupida isoletta perché a loro non sembrava stupida, ma un piccolo pezzo di territorio proprio giù a sud nel canale di Beagle. Stavano per entrare in guerra. Hanno chiesto alla Gran Bretagna di arbitrare ma l’arbitrato non è andato bene. Ma questi due paesi Cattolici hanno poi chiesto al Papa di mediare. Credo che fosse intorno al 1980-81. E l’arbitrato del Papa è stato accettato da entrambi perché lui è Cattolico, era Cattolico. Quindi non sono entrati in guerra. Allora, cosa fecero i massoni? Fomentarono un conflitto tra la corrotta Inghilterra e l’Argentina, usando l’oramai collaudato metodo di mettere i protestanti contro i Cattolici. Così, l’Inghilterra andò laggiù e iniziò una rissa con l’Argentina. Ma se tutti sono Cattolici, nessuna guerra diventa veramente sanguinosa. Rispetto ai tempi moderni, nel “Medioevo” la guerra era una sorta di gioco. Guardate i campi di battaglia della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Nella Prima Guerra Mondiale sono morte 14 milioni di persone. Nella Seconda Guerra Mondiale sono morte 66 milioni di persone. Nel “Medioevo”, considerando il rapporto del numero totale di abitanti, non si ebbero mai tali stragi. Morivano poche decine o centinaia di persone, forse qualche migliaio. Tutto qui. Non andavano in guerra durante la Quaresima, non combattevano la Domenica. Ci volle G. Washington per attaccare attraverso il Delaware il giorno di Natale, giusto? E lui considerò un grande colpo il suo attacco. Fu una mossa intelligente attaccare il giorno di Natale perché vinse. Fu efficiente. Ma fu davvero una mossa così intelligente? C’è un compromesso, come si suol dire. Se gli americani minano la pace, se rendono sanguinosa la guerra, se sono orgogliosi di sparare ai soldati inglesi da dietro gli alberi, è solo questione di tempo prima che tutti i vietnamiti sparino loro da dietro gli alberi. Chi la fa l’aspetti. Quindi, per quanto riguarda la libertà di stampa (paragrafo 16), «quale portentosa mostruosità di errori si spargono e disseminano per ogni dove». Ma la “libertà” di stampa per Thomas Jefferson era un pilastro della “democrazia”. Beh, Jefferson diceva: «abbiate la “libertà” di stampa». La Mennais diceva: «beh, abbiate la libertà di stampa, così avremo anche una stampa Cattolica». E il vecchio Papa diceva: «libertà” di stampa? Scordatevela. Sta inondando il mondo con un diluvio di errori». Guardatevi intorno. Guardate questi vili media che abbiamo oggi. Il Papa ammetteva che dalla falsa libertà di stampa possa derivare un po’ di bene, ma non sarà molto. E non c’è modo di compensare il terribile errore che ne deriverà. Invece, la Chiesa bruciava pubblicamente i libri dannosi. Questo è l’Indice, questa è la Santa Inquisizione. La Chiesa ha decretato un Indice per condannare tali libri e ha tutto il diritto di esercitare la sua censura su di essi. Pensate che oggi ci sia “libertà” di stampa? Oggi non esiste la “libertà” di stampa. È solo censura, ma abilmente mascherata. I poveri stupidi pensano di essere liberi. Non lo sono affatto. Non siete “liberi” di leggere ogni genere di cose. E in televisione ci sono un sacco di cose che vengono completamente censurate. Se qualcuno inizia a dire cose sensate in televisione, viene zittito, e rimettono in onda qualche sporco mercante di letame. Possono zittirti in televisione. Ovviamente hanno tutti i tipi di censori e pulsanti per intervenire. Quindi ti zittiscono e basta. Nei media odierni c’è una rigida e severa censura liberale contro qualsiasi verità reale o pensiero Cattolico. Ma non si chiama censura, e non si chiama Indice. La povera gente stupida che pensa di essere libera, in realtà viene condotta al macello dai liberali criminali, il che è molto peggio di qualsiasi cosa la Chiesa abbia mai imposto loro con la censura.

Ed ecco un’altra falsa libertà, quella dall’autorità. L’autorità dei prìncipi deve essere salvaguardata. È di Dio. Quindi la Chiesa Cattolica difende i prìncipi e difende l’autorità. I rivoluzionari sediziosi che detronizzano i prìncipi sono dannabili. Beh, sapete, Washington aveva in parte ragione a ribellarsi contro Enrico VIII, perché Enrico si era ribellato contro la Chiesa Cattolica. Washington avrebbe avuto perfettamente ragione se fosse tornato alla Chiesa Cattolica e avesse preservato tutto ciò che era buono, davvero buono, nella monarchia britannica ripristinando la vera Fede. Allora sarebbe stato completamente giustificato. Ma non è quello che ha fatto. Ha abbattuto tutto, ha rovesciato il re e il principio dell’Autorità, costruendo gli Stati Uniti su un principio di Rivoluzione che da allora è stato un fattore di destabilizzazione nel Paese. Perché, ogni volta che le persone tornano alle origini della repubblica americana per rafforzarla e consolidarla, cosa trovano? Trovano un principio di Rivoluzione. Pertanto, i bambini americani si ribellano naturalmente ai loro genitori perché Washington si ribellò. La Rivoluzione è intrinseca all’intera faccenda. Oggi la gente si lamenta della distruzione della famiglia, ma se si glorifica la rivoluzione, non si può difendere la famiglia. Quando si glorifica la rivoluzione, si mette la famiglia in ginocchio. Nella monarchia britannica la famiglia è stata minata. Non è solo negli Stati Uniti. Quando Enrico VIII si ribellò a Dio, mise di nuovo a repentaglio tutto, dall’alto al basso in Gran Bretagna. Ma oramai il caos è generalizzato e a perdita d’occhio. In tutti i paesi. In tutto ciò che non è contrario alla Religione, i Cristiani hanno sempre obbedito. Sono sempre stati pronti a obbedire al loro principe. Hanno sempre obbedito ai loro prìncipi, anche quando i Cristiani erano in grande maggioranza. Nel paragrafo 19 Papa Gregorio XVI cita l’esempio eccezionale di San Maurizio che era l’ufficiale romano a capo di un’intera legione di ufficiali che avrebbero potuto facilmente ribellarsi e dire: «ehi, sentite ragazzi, se volete giustiziarci o costringerci ad adorare falsi dei, noi ce ne andremo». Oppure: «abbiamo 6.000 soldati, combatteremo». Le autorità dissero: «obbedite». E loro risposero: «no, non possiamo obbedire perché è contro Dio». «Beh, in tal caso, prenderemo un soldato su dieci». La legione fu decimata. Questo è il significato di decimare. Così presero un soldato su dieci e lo uccisero. «E ora obbedirete». «No, non obbediremo». Così presero il secondo su dieci soldati, e li uccisero. Ne uccisero molti, compreso San Maurizio e molti altri ufficiali. Preferirono essere uccisi piuttosto che combattere. Non si ribellarono e non opposero resistenza. E non intentarono nemmeno una causa contro l’imperatore romano perché non era questo il modo di pensare dei Cristiani. Leggete la storia di San Maurizio se non l’avete già fatto. Cosa spingeva quest’uomo? “Doveva essere fuori di testa…”. Beh, il Papa, il vecchio e burbero scapolo romano, disse che il Santo era nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Invece, i liberali, in nome della “libertà”, rovesciano criminalmente l’autorità e lottano ardentemente per la separazione tra Chiesa e Stato. Ma il vecchio scontroso dice di no. La separazione tra Chiesa e Stato non è un buon principio. Naturalmente, sta parlando della Chiesa Cattolica. Che lo Stato si separi da qualsiasi falsa chiesa, sì, certo. Ma che lo Stato si separi dalla Chiesa Cattolica, no. Franklin Delano Roosevelt (1882 – 1945) si consultò con il cardinale conservatore F. J. Spellman (1889 – 1967). L’unione tra la Chiesa Cattolica e gli statisti, è la cosa più naturale del mondo. Reagan si consultò con il sacerdote tradizionalista G. A. DePauw (1918 – 2005) a Long Island, credo. Il presidente Reagan voleva sapere cosa pensavano i Cattolici. E un prete Cattolico perbene farà tutto il possibile per sostenere e appoggiare gli uomini che hanno il difficile compito di esercitare l’autorità. È naturale ed è molto utile. Questa è l’unione tra Chiesa e Stato. Ma i liberali dicono: no, no, no. Lo Stato non deve essere unito alla Chiesa. Lo Stato deve stare lontano dalla Chiesa.

Ultimi paragrafi. Cari vescovi, combattete la buona battaglia e lasciate che la ragione si sottometta alla Fede. Lasciate che la Fede guidi le menti degli uomini. Cari prìncipi, se volete difendere i vostri regni, cioè le autorità secolari, difendete la Fede. Abbiate cura della Fede, proteggete la Chiesa, e allora la Chiesa vi aiuterà generosamente a proteggervi. Perché la Chiesa dirà al popolo di obbedire ai propri prìncipi. La Chiesa dirà che è necessario rimanere sposati fino al giorno della propria morte e non andare in giro con un sacco di amanti. Beh, ai principi non piace sentirsi dire questo. Potrebbero ribellarsi o meno, ma la Chiesa dirà ai prìncipi di obbedire, ed è per questo che il popolo si fiderà della Chiesa. E se il popolo si fida della Chiesa, la Chiesa dirà al popolo di obbedire. Dirà ai prìncipi di fare il loro dovere, dirà al popolo di obbedire, e ci saranno armonia e ordine. Se tutti ascoltano la Chiesa, ci saranno armonia e ordine. Beh, anche qui, nei cari Stati Uniti, fondati sulla separazione tra Chiesa e Stato, l’unione ricomincia a crescere. Spellman e Roosevelt, Reagan e DePauw, ecc.

Ultimo paragrafo. Che «la Beata Vergine Maria, la grande Avvocata, col suo patrocinio, in mezzo a tanti bisogni del gregge Cristiano, implori benigna un esito fortunatissimo a favore dei Nostri propositi, sforzi ed azioni. Tanto con umile preghiera domandiamo ancora al Principe degli Apostoli San Pietro e al suo Co-Apostolo San Paolo, affinché rimaniate tutti saldi come solido muro, e non si ponga altro fondamento diverso da quello che fu già posto». Qual è la lamentela dei Pink Floyd? Il muro. Ma il vescovo, il Papa vuole che i suoi vescovi siano come un muro, una fortezza, per difendere la Verità. Devono stare lì senza muoversi, senza battere ciglio, e devono tenere fuori il nemico. «Con la Nostra Apostolica Benedizione apostolica, 15 agosto 1832».