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Vescovo Williamson – parte settima – da Cristo all’anticristo –

lezioni presso il Seminario San Tommaso d’Aquino – 1996

Mirari vos[1], 1832. Contestualizziamo. Alla fine del XVIII secolo la corruzione aveva raggiunto il limite, stava solo aspettando di esplodere da un momento all’altro, ed esplose nella Rivoluzione francese. Molti sacerdoti furono uccisi. E molte suore furono uccise. E il re fu ucciso. E molti aristocratici furono uccisi. Il Vecchio regime, come veniva chiamato, l’Ancien Régime, semplicemente non stava lavorando Cattolicamente. Se ci fossero stati aristocratici e re veramente Cattolici, il popolo sarebbe stato felice. E non avrebbe fatto rivoluzioni. Perché se sono veramente Cattolici, sono onesti. Si prendono cura del popolo. Fanno il loro dovere. Sono paterni nel modo giusto. Il popolo non fa rivoluzioni. Il popolo fa rivoluzioni quando le autorità non svolgono il loro compito Cattolicamente. Allora il popolo dice: “ehi, voi non meritate di stare al potere. Ci state tradendo. Ci state portando via le nostre donne. Ci state prendendo i nostri soldi. Non ci state dando alcuna guida. Andatevene”. E poi, come sapete, hanno montato una ghigliottina e hanno tagliato tutte le loro teste. Ma se si studiano gli eventi, si capirà che la rivoluzione è stata satanica. Uno studio veramente oggettivo sulla Rivoluzione francese è quello dello storico americano Warren H. Carroll (1932-2011). È molto diverso dai soliti libri di storia contraffatta. Se si legge la Rivoluzione dal punto di vista del liberalismo, è stato un momento meraviglioso e grandioso. Se si legge la Rivoluzione dal punto di vista Cattolico, si scopre che è una grande sceneggiata. Una grande bugia. Per esempio, la presa della Bastiglia (14 luglio 1789), che dovrebbe essere il grande momento della Rivoluzione francese. Ma quando hanno aperto la Bastiglia sono usciti cinque prigionieri rognosi e tarlati. La liberazione di questi cinque rognosi, diciamo così, doveva essere un grande evento. Ma non è stato affatto un grande evento così importante come volevano far credere. Nel 1815 ci fu la battaglia di Waterloo, dove Napoleone Bonaparte (1769-1821) fu sconfitto da Arthur W. Wellington (1769-1852) su un campo di battaglia in Belgio. Napoleone era una sorta di derivato della Rivoluzione. Il 1815 fu la fine di Napoleone. Visse gli ultimi anni esiliato su un’isola nel mezzo dell’Atlantico dove fu avvelenato e morì nel 1821. Fu avvelenato dagli inglesi e non morì di vecchiaia. E poi iniziò la Restaurazione (1815-1831): la Monarchia francese fu restaurata sebbene non fosse più la stessa, infettata dal veleno liberale e anticattolico della Rivoluzione. Quindi, quando la monarchia fu restaurata, da quel momento in poi, per tutto il XIX secolo, in Francia si assistette a questo oscillare avanti e indietro tra monarchia e liberalismo, tra idee monarchiche e idee liberali. La Restaurazione giunse al termine con la rivoluzione successiva, quella del 1830. Rivoluzione in Francia, ma anche in Italia. All’inizio dell’Enciclica Mirari vos, il Papa menziona una seconda esplosione, quindi ci fu una doppia esplosione, e le idee liberali e anticattoliche si imposero tanto in Francia quanto in Italia. I liberali credevano nella “libertà”, nella “uguaglianza” e nella “fraternità”, credevano nell’umanità e nell’uomo, giammai a Dio. Il Nuovo ordine mondiale sta davvero prendendo piede, e quindi c’è uno scontro. Lo scontro non è così forte in Inghilterra essendo stata sotto il dominio dei demoni del liberalismo per molto più tempo. Lo scontro in Inghilterra risale molto più indietro nel tempo, all’epoca della Riforma, e anche allora non fu così forte perché, sebbene ci siano stati gloriosi martiri, non c’erano abbastanza inglesi Cattolici per opporre una vera resistenza. L’Inghilterra divenne protestante e da allora in poi si rosolò nel protestantesimo e nel liberalismo. In Francia, invece, dove il Cattolicesimo era forte, ci è voluto molto e i massoni e i liberali hanno dovuto lavorare sodo per tutto il XIX secolo per cercare di sradicare il Cattolicesimo. Ci fu quindi una rivoluzione. Poi, nel 1848, ci fu un’altra grande rivoluzione, non solo in Francia e in Italia, ma anche in altri paesi europei, sempre guidata dalla Massoneria. Era la Massoneria a stare dietro a tutte queste rivoluzioni. I massoni sono le truppe d’assalto del liberalismo, e sono stati proprio loro i responsabili di queste rivoluzioni. È interessante notare che gli inglesi sono dalla parte degli “angeli”. Sapete, gli inglesi combatterono Napoleone, e al tempo della Rivoluzione francese risalgono le famose riflessioni dello statista anglo-irlandese Edmund Burke (1729-1797) che non amava la rivoluzione, e aveva ragione. Ma sapete perché Edmund Burke non amava la rivoluzione? C’è un famoso passaggio in cui parla della regina Maria Antonietta (1755-1793) e dice: “oh, questa regina gentile, com’era adorabile, rappresentava tutto ciò che era nobile e bello in tanti secoli in Europa, e ora questa povera ragazza va alla ghigliottina e viene decapitata”. Si può ricostruire l’Europa su questo? No, non si può. Nonostante la graziosa regina che era così bella e si comportava così bene e rappresentava tutto ciò che era più femminile e onorevole nei secoli, non si può ricostruire l’Europa su questo. E quindi Edmund Burke non è la risposta, perché Edmund Burke non era Cattolico. O il Cattolicesimo o niente. E se il Signore Dio sta permettendo che questi grandi problemi scuotano la civiltà Occidentale, lo sta permettendo affinché gli occidentali tornino a Dio, tornino alla Chiesa Cattolica. Questa è l’unica ragione per cui Dio permette questi disastri, affinché le persone salvino le loro anime. Oggi negli Stati Uniti tutto sta andando in pezzi, perché Dio sta permettendo che tutto vada in pezzi, e da un momento all’altro Wall Street andrà nuovamente in pezzi bruciando i risparmi di una vita di milioni di poveri risparmiatori e ingenui investitori. Ma almeno si porranno delle domande. «Chi posso andare a uccidere?». Forse è l’unica domanda che si porranno. O forse alcuni di loro diranno: «c’è qualcosa che non va nel sistema? Forse non avrei dovuto adorare il denaro, dopotutto, forse il denaro non è Dio». Alcuni forse lo faranno. Quando non potranno fare nulla che accollarsi i costi dell’ennesimo crack finanziario, quanti di loro torneranno a Dio? È a tale scopo che serve tutto questo. Ma gli uomini ne faranno un uso corretto?

Torniamo al 1832. Poco prima, al tempo della Restaurazione, ci fu un prete francese che si fece un nome inventando un modo completamente nuovo di difendere il Cattolicesimo. Si chiamava Félicité de La Mennais (1782-1854). Era un uomo molto brillante e aveva un temperamento romantico. In altre parole, per temperamento, apparteneva in qualche modo alla Rivoluzione. Ma per Fede, e aveva Fede, apparteneva anche al Cattolicesimo. Ma dopo la rivoluzione del 1830 fondò e diresse il giornale L’Avenir col quale propose un compromesso tra la Chiesa e le nuove idee della Rivoluzione. Fu quindi il primo cattolico-liberale. È il primo e più famoso cattolico-liberale. In altre parole, un “cattolico” che cerca di combinare la difesa della Fede con la difesa della libertà. Sta cercando di mescolare insieme la libertà e Cristo Re. Sta cercando di combinare le due cose. Ora, se ci riesci, se ci riesci, sarà un grande successo di vendite. Andrà a ruba, perché, sapete, è esattamente quello che sta cercando di fare Giovanni Paolo II (1920-2005). Sta cercando di mescolare insieme il mondo e la Chiesa. Da un lato sta cercando di essere tradizionale, è contro l’aborto, contro il divorzio e contro le donne sacerdote. Dal punto di vista morale, dunque, è tradizionalista. Ma dal punto di vista dogmatico è favorevole a tutte le altre religioni ed è gentile con Lutero. È appena stato in Germania a lodare Lutero[2]. Quindi sta cercando di mescolare le cose, ed è un prodotto molto popolare. Voglio dire, Giovanni Paolo II è amato dai media di tutto il mondo, dalla gente, dalle grandi folle, ed è in qualche modo amato perché va ovunque dicendo a tutti che sono meravigliosi. E, sapete, questo è un modo per rendersi popolari, andare ovunque e dire a tutti che sono meravigliosi, e dirglielo con parole altisonanti e un linguaggio adorabile. Voglio dire, a tutti piace sentirsi dire che sono meravigliosi, dopotutto. Quindi, La Mennais diceva: «guardate, il Cattolicesimo è meraviglioso, e il nuovo mondo della Rivoluzione è meraviglioso». Ma i due sono in contrasto tra loro. Però, vedete, con la “libertà” religiosa si possono conciliare le due cose, perché “libertà” religiosa significa “libertà” per la religione. Questa è la combinazione. “Libertà” religiosa. Fantastico: abbiamo risolto il problema. Quindi, questo è l’inizio. La Mennais è l’inizio della “libertà” religiosa. Ma al vecchio burbero scapolo di Roma, vestito di bianco, Gregorio XVI, il Papa, non sembrava piacere molto. Così La Mennais andò a Roma per vedere il vecchio Papa e cercare di convincerlo. Questo avvenne, credo, alla fine del 1831 o all’inizio del 1832, per vedere se riusciva a ottenere l’approvazione per le sue brillanti nuove idee sul futuro. La Mennais incontrò il Papa che gli diede il benvenuto e gli disse: «ah, è un piacere vederla, padre. Come sta sua madre?». Il Papa doveva conoscere Madame de La Mennais. «Come sta sua madre?». «Oh, mia madre sta bene». «Come ha dormito nel suo hotel romano?». «Bene». «Da quando è a Roma? Padre, desidera che le dia alcuni rosari?». Quindi gli porse alcuni rosari e poi congedò il brillante giovane sacerdote. Ma il brillante giovane sacerdote non vedeva l’ora di parlare del suo meraviglioso piano per salvare la Chiesa in tempi rivoluzionari. E il burbero vecchio scapolo lo congedò semplicemente. Quindi La Mennais se ne andò, e poco dopo, nel 1832, uscì proprio questa enciclica nella festa dell’Assunzione. E in questa enciclica, il Papa dice esattamente cosa pensa di Félicité de La Mennais. Nel testo non viene nominato perché non è un problema di persone, è un problema di idee. Gli scontri di idee sono molto più importanti degli scontri tra persone. Gli americani pensano che siano gli scontri tra persone a contare. Perché gli americani in genere non danno molta importanza alle idee, ma sono le idee che governano le persone.

Spero che abbiate letto Mirari vos e che abbiate colto la drammaticità del linguaggio: «voi ben sapete per quale procella di mali e di calamità fin dai primi momenti del Nostro Pontificato fummo d’improvviso balzati in un mare così tempestoso, che se la destra del Signore non avesse testimoniato la propria virtù, avreste dovuto per la più perversa cospirazione degli empi compiangere il Nostro fatale sommergimento. […]. E piuttosto ci piace innalzare riconoscenti benedizioni al Padre di ogni consolazione, il quale con la dispersione dei ribelli ci trasse dall’imminente pericolo e sedata la furiosa tempesta ci fece respirare. […]. Un nuovo motivo per tenerci silenziosi giunse dalla insolenza dei faziosi, che tentarono di alzare nuovamente il vessillo della fellonia. […]. Dovemmo infine, sebbene con acerbissimo dispiacere, ricorrere alle armi spirituali (1Cor 4,21) per frenare tanta loro pervicacia, valendoci dell’autorità conferitaci a tal fine da Dio». Il Papa è inarrestabile, è davvero sconvolto, si vede, e sta dicendo che dietro le tempeste di tumulti ci sono queste nuove idee, e ovviamente è così. C’è un Nuovo ordine mondiale rivoluzionario in netto contrasto con il Vecchio ordine mondiale Cattolico. Ed è una lotta per cui entrambe le parti sono disposte a versare sangue. È Satana contro Cristo. E il Nuovo ordine mondiale è Satana. Io dico che è più evidente nel caso della Francia che in quello dell’America e dell’Inghilterra. In Francia, dove il Cattolicesimo era ancora forte, è lì che lo scontro è stato più sanguinoso e dove lo si può vedere più chiaramente. Ma anche in Italia, in misura leggermente minore. Rivolgendosi ai vescovi e ai membri del clero sullo stato della Religione, «per l’acerbità dei tempi in cui essa versa miseramente, davvero potremmo dire che questa è l’ora delle tenebre per vagliare come grano i figli di elezione (Lc 22,53)». Il Papa riprende continuamente espressioni tratte dalle Scritture. L’ora delle tenebre è Nostro Signore che parla nel Giardino del Getsemani mentre gli scagnozzi del Sinedrio si avvicinano. E il Papa sta senza dubbio pensando che i predoni e i malfattori stanno circondando la Chiesa, proprio come hanno circondato Nostro Signore. Lora delle tenebre e della corruzione mondiale. «A ragione si può ripetere con Isaia: pianse, e la terra avvelenata dai suoi abitanti scomparve, perché avevano mutato il diritto, avevano rotto il patto sempiterno (Is 24, 5)». Si può dire lo stesso di oggi? Per esempio, è una descrizione corretta degli Stati Uniti moderni? Certamente. Non solo degli Stati Uniti moderni, ovviamente. Ma anche della Francia e dell’Inghilterra moderna, del Canada. Di ovunque vi piaccia. «Superba tripudia la disonestà, insolente è la scienza, licenziosa la sfrontatezza». E lo disse nel 1832. Cosa avrebbe detto oggi? E potreste trovare una descrizione migliore in una sola frase del mondo moderno? «Superba tripudia la disonestà, insolente è la scienza, licenziosa la sfrontatezza», è esattamente il 1996. «Viene disprezzata la santità delle cose sacre: e l’augusta maestà del culto divino, che pur tanto possiede di forza e di necessità sul cuore umano, viene indegnamente contaminata da uomini ribaldi, riprovata, messa a ludibrio». Ed è per questo che abbiamo avuto il Vaticano II: sbarazzatevi di quei “vecchi” misteri, sono tutta “spazzatura”. Buttate via i bellissimi paramenti sacri, rovesciate gli altari, usate latta invece che oro. «Quindi si stravolge e perverte la sana dottrina, ed errori d’ogni genere si disseminano audacemente», con scandalo dallo stesso Santo Padre negli anni ’90. I riti della Chiesa, tutto ciò che è più santo e disciplinato, sono forse al riparo dalla sfrontatezza di queste lingue di iniquità? «Non leggi sacre, non diritti, non istituzioni, non discipline, anche le più sante, sono al sicuro di fronte all’ardire di costoro, che solo eruttano malvagità dalla sozza loro bocca. Bersaglio di incessanti, durissime vessazioni è fatta questa Nostra Romana Sede del Beatissimo Pietro, nella quale Gesù Cristo stabilì la base della Chiesa; i vincoli dell’unità di giorno in giorno maggiormente s’indeboliscono e si sciolgono. La divina autorità della Chiesa viene contestata e, calpestati i suoi diritti, si vuole assoggettarla a ragioni terrene; con suprema ingiustizia si vuole renderla odiosa ai popoli e ridurla ad ignominiosa servitù». Ora, l’unica differenza con oggi è che il Papa stesso che sta riducendo la Madre Chiesa a una spudorata schiavitù. Il Papa stesso sta subordinando il Cattolicesimo ai protestanti glorificando Lutero e accogliendo gli ebrei e andando a dire: “Maomettani, voi e noi adoriamo lo stesso Dio”. È il Santo Padre stesso che lo sta facendo. Oggi il Papa dice di rifiutare la corruzione, ma è uno dei principali strumenti della corruzione. Lo scandalo ha ormai raggiunto i vertici della Chiesa. Gregorio XVI mantenne la linea, e i papi fino a Pio XII mantennero la linea, e sono loro che scrissero le encicliche che vedremo. Ma dopo Pio XII, invece di resistere alla Rivoluzione, i papi si sono uniti alla Rivoluzione. Un vecchio proverbio dice: se non puoi batterli, unisciti a loro. Ed è quello che dicono oggi i Cattolici. Se non puoi battere la Rivoluzione, unisciti a lei. Ed è quello che alla fine hanno detto anche gli ecclesiastici. Ma non si può. Non ci si può unire alla rivoluzione. È anticattolico. Ricordava il Papa ai vescovi: «a noi spetta guidare le pecore soltanto a quei pascoli che siano per esse salubri, e scevri d’ogni anche lieve sospetto d’essere dannosi». Col paragrafo 7 finisce l’introduzione e inizia il cuore dell’enciclica, sulle idee che stanno lacerando il mondo, le idee della rivoluzione e, peggio ancora, le idee di un prete “cattolico” che cerca di integrare il Cattolicesimo nella Rivoluzione o di integrare la Rivoluzione nel Cattolicesimo. Ma non può funzionare.

Dal paragrafo 8 al 13 vengono trattati gli errori all’interno della Chiesa, mentre dal 14 al 27 vengono esaminati gli errori nel mondo. E non è un caso che egli metta prima gli errori nella Chiesa, perché se c’è una cattiva dottrina tra gli ecclesiastici, è molto peggio che se ci fosse una cattiva dottrina tra i laici, perché gli ecclesiastici sono il sale della terra e la luce del mondo, e se sono corrotti, allora i laici non hanno alcuna possibilità. Notate ancora una volta che inizia con la Fede. Non inizia con la Carità. Non inizia con “siamo tutti gentili”. Se solo fossimo tutti gentili gli uni con gli altri, tutti i problemi scomparirebbero. Sciocchezze. È una questione di Fede che è nella mente, nell’intelletto. Quando i Cattolici si riapproprieranno della propria Fede, allora avranno naturalmente più Carità gli uni verso gli altri. I Cattolici che hanno la Fede hanno l’essenza dell’unità. Potreste andare tutti alle isole Fiji, e incontrereste un gruppo di Cattolici tradizionali nelle isole Fiji, ce n’è un piccolo gruppo nelle isole Fiji: vi capireste immediatamente l’un l’altro. Diventeresti più amico, in cinque minuti, dei Cattolici tradizionali delle isole Fiji che non hai mai incontrato in vita tua, che del tuo vicino con cui vivi da vent’anni nello stesso quartiere, perché lui appartiene a un mondo mentale, spirituale e intellettuale completamente diverso. Anche se vivete fianco a fianco da vent’anni, lui è in un mondo diverso dal tuo. Mentre l’isolano delle Fiji che ha la Fede Cattolica è nel tuo mondo mentale se anche tu hai la Fede. La Fede è un formidabile fattore di unificazione. Questa è la vera Unità. Ma oggi vogliono l’unità senza la Fede, senza la Verità. Non funzionerà. Quindi passa alla disciplina della Chiesa (10), alla Tradizione della Chiesa (11), al celibato (12) e al matrimonio (13). Vi chiedo: oggi attaccano mai il celibato o il matrimonio cristiano? Il paragrafo 8 e 9 sono il fulcro dell’azione, sono l’uranio nel reattore. E vedremo che ancora e ancora, sono i princìpi, sono le idee che contano più dell’amore, perché l’amore in senso reale può derivare solo dalle idee giuste. E quando si tratta di idee, è una questione di Fede. Perché la Fede è la Verità soprannaturale nelle nostre idee. La Chiesa Cattolica non ha bisogno di innovazioni, e come raccomandava il Santo Papa Agatone (575-681), «delle cose che furono regolarmente definite, nessuna dovessi diminuire, nessuna mutare, nessuna aggiungere, ma tali esse debbono essere custodite intatte nelle parole e nei significati». Notate che Gregorio XVI sta citando un antichissimo Papa. Il Cattolicesimo non cambia e non può cambiare. Egli non dice ciò che pensa, ma ciò che pensava un antico Papa di molti secoli fa. Dunque questa è la risposta del vecchio scontroso scapolo a quel “brillante” giovane intellettuale che avrebbe salvato la Chiesa del mondo moderno. Pensava tra sé: «se solo questo vecchio mi ascolterà, imparerà da me come convertire il mondo moderno e rendere Cattolico il mondo intero». Ma il vecchio: «padre, come sta sua madre? Padre, vuole un rosario? Arrivederci. Si comporti bene. Vada pure». Questa è la risposta. La Chiesa Cattolica non ha bisogno di innovazioni. Non abbiamo bisogno di giovani brillanti che rivoluzionino la Chiesa per dare una lezione a Gesù Cristo. Come disse una volta l’Arcivescovo Lefebvre: «Nostro Signore non è né liberale né riformatore, non ha bisogno di essere cambiato e non ha bisogno di essere riformato». Lui è Dio e, in quanto Dio, lo sa e ha ragione. E la Chiesa Cattolica sa cosa dice Nostro Signore, e la Chiesa Cattolica sostiene ciò che dice Nostro Signore, e la Chiesa Cattolica non ha bisogno di adattare al mondo moderno ciò che dice Nostro Signore. La Rivoluzione è sbagliata, e Nostro Signore Gesù Cristo ha ragione. Punto. La Chiesa Cattolica non ha bisogno di essere aggiornata, di essere innovata o di essere allineata ai tempi, nemmeno di cambiare le parole. Invece, il Vaticano II ha affermato che non stiamo cambiando i dogmi, ma abbiamo bisogno di una riformulazione pastorale affinché le stesse vecchie verità siano riadattate per i tempi moderni. Poi hanno cambiato le parole, e cambiando le parole hanno cambiato completamente la dottrina. In Francia hanno eliminato la consustanzialità nel Credo e hanno inserito la stessa natura. Non significa affatto la stessa cosa. Tu ed io siamo della stessa natura, ma certamente non siamo della stessa sostanza. Quindi i modernisti francesi hanno cambiato il Credo. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono solo della stessa natura, ma anche della stessa sostanza. Dio è una sostanza, consustanziale. Non solo connaturale, ma andando molto oltre, consustanziale. Siccome le persone non capiscono più la parola sostanza, dobbiamo usare parole che le persone capiscano. Quindi dobbiamo esprimere la Fede Cattolica nel linguaggio televisivo di Walt Disney. Questo è ciò che vogliono fare i modernisti, abbassare la Fede al livello della gente semplice di oggi, e tutto ciò che la gente moderna di oggi non riesce a capire, non ha bisogno di essere insegnato. Non si tratta di insegnarglielo, di elevare le persone alla dottrina. Dobbiamo abbassare la dottrina alle persone. E quindi, sapete, diremo: «chi era Gesù Cristo? Beh… Gesù Cristo era un bravo ragazzo». Questo è più o meno il livello a cui abbassano la Fede oggi. Ma il principio non è abbassare la Fede al livello delle persone. Il principio del Cattolicesimo è elevare le persone al livello della Fede. Perché bisogna elevare le persone al Cielo. È per questo che le persone sono sulla Terra. Devono andare in Paradiso. In secondo luogo, qual è il rimedio a questo terribile errore, a questa voglia di innovare, cambiare e aggiornare? La risposta è la fedeltà alla Sede di Pietro per custodire il Deposito della Fede. Perché il Papa è la garanzia del Deposito della Fede. E quando c’era Gregorio XVI, ovviamente era vero. E fino a Pio XII, morto nel 1958, era ancora vero.


[1] https://www.vatican.va/content/gregorius-xvi/it/documents/encyclica-mirari-vos-15-augusti-1832.html

[2] «Quest’anno celebriamo il 450° anniversario della morte di Martin Lutero. Dopo secoli di dolorosa estraneità e di discussione, il suo ricordo ci permette oggi di riconoscere più chiaramente l’alta importanza della sua richiesta di una teologia vicina alle Sacre Scritture e della sua volontà di un rinnovamento spirituale della Chiesa», discorso di Giovanni Paolo II del 22 giugno 1996, durante l’incontro con i rappresentanti delle chiese evangeliche e del gruppo di lavoro delle chiese cristiane in Germania (https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1996/june/documents/hf_jp-ii_spe_19960622_incontro-ecumenico.html).