Vescovo Williamson – parte quinta – introduzione –
lezioni presso il Seminario San Tommaso d’Aquino – 1996
Il 1517 fu l’anno della Rivoluzione protestante, il 1717 fu l’anno della Rivoluzione massonica, il 1789 fu l’anno della Rivoluzione francese, il 1917 fu l’anno della Rivoluzione socialista. Ed è molto importante, molto utile, molto semplice e molto chiaro vedere il protestantesimo, la massoneria e il comunismo come tre parti dello stesso attacco al Cristianesimo. Il collegamento tra protestantesimo e massoneria, e tra massoneria e comunismo, non è difficile da stabilire. Tutto fa parte, essenzialmente, dello stesso attacco alla Chiesa Cattolica, la marcia verso l’abisso.
Ora, ciò che ci interessa è l’idea generale. «Se il Signore non edifica Egli la casa, invano si affaticano coloro che la edificano» (Sal 126, 1). Quando ci si allontana dalla Chiesa Cattolica, si percorre una strada in continua discesa. E così è accaduto per la storia americana (così come per quella francese). Abbiamo cinque personaggi principali. I primi quattro sono Re Enrico VIII (1491-1547), George Washington (1732-1799), Abraham Lincoln (1809-1865) e Franklin D. Roosevelt (1882-1945). Il quinto forse è Bill Clinton (1946-), o forse qualcuno che gli succederà. In ogni caso, la strada, alla fine, porta all’Anticristo. Re Enrico VIII ha piazzato una bomba sotto la Chiesa Cattolica. Quella bomba era la Riforma o Scisma. Washington ha piazzato una bomba sotto Re Giorgio III (1738-1820), e quella bomba era la Rivoluzione americana. Lincoln ha piazzato una bomba sotto il generale Robert E. Lee (1807-1870), per così dire, sotto il Sud [gli Stati Confederati d’America], e quella bomba era la Guerra civile. F. D. Roosevelt ha piazzato una bomba sotto il Partito Repubblicano. E, più recentemente, la New Age ne ha piazzata una sotto i socialisti. Poi l’Anticristo piazzerà l’ultima bomba. Questa è la battaglia di cui ci parla l’Apocalisse 13, 7, quando l’Anticristo supererà la situazione globalista che si sta creando in questo momento e la trasformerà nel regno dell’Anticristo. Forse (questa è un’ipotesi), il globalismo potrebbe essere portato a termine dal castigo che ripristinerà le nazioni. La Scrittura ci dice che l’Anticristo sconfiggerà tre delle dieci nazioni, e le altre sette si sottometteranno a lui. Quali sono queste dieci nazioni? La Scrittura ne menziona dieci in ogni caso. Ora, Enrico VIII combatté la Chiesa Cattolica, mentre Giorgio III si scontrò con Washington. Quindi abbiamo prima il re che combatte contro la Chiesa Cattolica, e poi l’aristocrazia che combatte contro il re. Washington non fu propriamente un aristocratico perché non era di origini nobili, ma era un piantatore della Virginia (che negli Stati Uniti era una sorta di classe aristocratica). Anche in Francia è molto chiaro che la Rivoluzione francese sarebbe stata impossibile senza alcuni aristocratici, quelli che si ribellarono al loro re. Lee, il famoso generale Confederato, si considerava il successore di Washington. È interessante conoscere questo piccolo dettaglio della storia americana. Washington viveva a Mount Vernon e Lee visse non lontano, ad Arlington. Lee era imparentato in qualche modo con Washington. Sposò una delle nipoti di Washington o qualcosa del genere. Lee si considerava un gentiluomo [una sorta di aristocratico] della Virginia, proprio come lo era Washington di cui si considerava il successore. Poi, però, la classe media si ribellò all’aristocrazia. E qui subentra Lincoln. Ora, potreste anche dire che Lincoln non appartenesse alla classe media. È vero, Lincoln era un boscaiolo proveniente dalle zone rurali, ma Lincoln rappresentava gli interessi della classe media, dei capitalisti, degli uomini d’affari del nord, che si rivoltarono contro i piantatori della Virginia perché questi ultimi ostacolavano i loro piani. E così Lincoln guidò il Nord e la classe media schiacciando ciò che restava di uno stile di vita antiquato e leggermente aristocratico del Sud. Essenzialmente, tranne qualche dettaglio qua e là, il modello era quello della classe media che combatteva contro l’aristocrazia. E poi, inevitabilmente si giunge alla ribellione del popolo contro la classe media. E quello, il popolo, è rappresentato da F. D. Roosevelt e dai socialisti che combattono contro i pezzi grossi repubblicani. A questo scopo, il New Deal, lo stato sociale, si prenderebbe cura del popolo cacciando i ricconi. E questo è il ritornello e slogan democratico da allora fino ad oggi: il New Deal è la lotta del popolo contro la classe media privilegiata, o troppo privilegiata. Fuori di retorica, quello che si vede oggi è che la feccia del popolo si ribella contro ciò che è rimasto di decente tra la gente. Si glorificano i criminali a spese della gente perbene che lavora sodo e paga le tasse. Questi ultimi vengono completamente ignorati, mentre i fannulloni che vivono di sussidi sono privilegiati rispetto ai lavoratori. C’è una tale mancanza di rispetto per l’umanità che la parte finale di questo processo potrebbe essere la Terra, o ambiente, come viene chiamato, che si ribella contro la popolazione. Ecco quindi i globalisti o gli ambientalisti che dicono che la popolazione dovrebbe essere spazzata via dalla faccia della terra, che i popoli devono essere sterminati, e che solo allora risolveremo i nostri problemi. Pertanto, il risultato finale di questo processo Rivoluzionario è l’idea diabolica, che viene sbandierata e applaudita, secondo cui nove decimi della popolazione mondiale dovrebbero essere sterminata. Quindi, una volta che il re [il trono] si è separato dalla Chiesa Cattolica [l’altare], è inevitabile che il creato inferiore si sarebbe ribellato contro gli esseri umani. Fa tutto parte dello stesso processo. Ci si separa dalla Chiesa Cattolica e alla fine i bastoni e le pietre si ribelleranno contro gli esseri umani. Se gli esseri umani tradiscono il loro Dio e continuano a tradirLo, l’universo stesso di Dio si ribellerà contro gli esseri umani, per così dire. La New Age e i globalisti fingono di essere al livello della Terra, e in nome della Terra, o globo, si ribellano contro lo stato sociale, l’inquinamento, lo stato sociale inquinante ed egoista, e così via. E potete vedere come il diavolo stia portando il processo sempre un passo avanti, sostituendo ininterrottamente un nuovo establishment a quello precedente sotto cui è stata piazzata una bomba. Enrico VIII piazza una bomba sotto la Chiesa Cattolica e crea un nuovo establishment, ovvero la monarchia britannica. Ma poiché la monarchia britannica è stata infedele a Dio, arriva Washington e dice: «voi siete infedeli, non vi vogliamo». E piazza una bomba sotto di loro e crea il suo nuovo establishment, ovvero i piantatori della Virginia, la Costituzione americana. Poi arrivano Lincoln e i repubblicani che dicono ai piantatori: «siete un branco di rivoluzionari». Ma il Sud ribatte al Nord: «ricordatevi che il principio dell’indipendenza americana è che gli Stati devono essere liberi. Beh, noi del Sud vogliamo essere liberi». Se il Nord aveva ragione a ribellarsi contro la Gran Bretagna, allora il Sud ha il diritto di ribellarsi contro il Nord. Quindi, in altre parole, nel momento in cui si fonda un nuovo regime su una base rivoluzionaria, si ottiene automaticamente instabilità e disordine. La monarchia britannica è intrinsecamente instabile perché si è separata dalla Chiesa Cattolica, il principio di unità e ordine. La costituzione americana è intrinsecamente instabile perché si basava anch’essa sul principio rivoluzionario di separazione. Così come il sistema di Lincoln, ovvero il capitalismo. Il sistema rivoluzionario, qualunque forma assuma, è per natura instabile. E ogni nuova fase, per giustificarsi, mostra (in maniera però ideologica, di parte) la rottura provocata dalla fase precedente. Ma anche il passo successivo sarà instabile. E questo processo si perpetuerà fino a quando l’intero sistema non scivolerà verso l’Anticristo. Questo è quello che succede quando si abbandona la Chiesa Cattolica. Quello che Washington avrebbe dovuto fare era guardare alla monarchia britannica e dire: «questa monarchia britannica è infedele. Noi saremo fedeli a ciò a cui la monarchia britannica è stata infedele». In altre parole, noi americani torneremo alla Chiesa Cattolica. Ma non disse affatto questo. Ciò che Washington disse fu: «costruiremo un nuovo sistema basato sulla libertà religiosa, in modo che Cattolici e protestanti non combattano più tra loro. Vivremo insieme e in pace». E vivere in pace verrà prima di qualsiasi religione, il che significa, ovviamente, che la vera religione è l’unità, l’unità nazionale. Il che significa che la nazione diventa una religione, che il Vaticano viene sostituito da Washington, il Papa viene sostituito dal Presidente, i sacerdoti vengono sostituiti dai politici, la Croce viene sostituita dalla bandiera, la Bibbia viene sostituita dalla Costituzione. Ci sono citazioni interessanti di Lincoln che dimostrano come, all’inizio della sua carriera, era ben consapevole che si sarebbero dovuti trasformare i padri fondatori in un nuovo tipo di religione. È un discorso che ha tenuto in un liceo negli anni ‘30 dell’Ottocento. La morale di Lincoln era questa: “per tenere unita questa nuova nazione, dovremo trasformarla in una nuova religione”.
Da quando le fondamenta della società, la Chiesa Cattolica, sono state sostituite con surrogati fittizi, il mondo, in irrimediabile instabilità, sprofonda sempre più in basso. Se Washington aveva ragione nel dire che Enrico VIII era infedele, e nel volere qualcosa di meglio, al contempo aveva torto a non tornare alla Chiesa Cattolica. Lincoln aveva ragione nel dire che il Sud era infedele al governo. Il Sud era fedele a Washington come gentiluomo della Virginia, ma era infedele al rivoluzionario Washington, perché Washington era due cose. Era un gentiluomo rivoluzionario. Come gentiluomo, R. Lee era il suo successore. Come rivoluzionario, Lincoln era il suo successore. E Lincoln è spesso definito il salvatore della Rivoluzione Americana, e per questo fu anche conservatore. E la Guerra Civile è stata anche definita la Seconda Rivoluzione. La Guerra Civile è la continuazione della Rivoluzione Americana e la sua conservazione. In ciascuno di questi rivoluzionari c’è una contraddizione intrinseca. C’è una contraddizione in Enrico VIII e in Giorgio III, in Washington, in Lee e in Lincoln, perché nessuno di essi basa la società sulla Chiesa Cattolica o su Nostro Signore Gesù Cristo. Tutti cercano di sostituirli. Ma questo non è possibile. Infatti «se il Signore non edifica Egli la casa, invano si affaticano coloro che la edificano» (Sal 126, 1), e la storia degli ultimi 400 anni della civiltà occidentale ne è la prova. Se metti i bastoni tra le ruote ai tuoi predecessori, i tuoi successori metteranno i bastoni tra le ruote a te. Ed è esattamente lo stesso con il Vaticano II da cui sono scaturiti i conservatori e i liberali. I primi dicono: «guardate i documenti, i documenti non dicono che abbiamo bisogno di una rivoluzione». Mentre i secondi dicono: «ma è lo spirito del Concilio». Entrambi hanno “ragione”, sia i liberali che i conservatori sono i veri successori del Concilio Vaticano II. I conservatori hanno perfettamente ragione quando dicono: «guardate il testo del Concilio Vaticano II, non parla di celebrare la messa in inglese, non parla delle donne sull’altare, non parla di distruggere tutte le chiese e così via». Ma poi i liberali ribattono: «sì, ma guardate lo spirito del Concilio Vaticano II. Questo è lo spirito del Concilio Vaticano II». E vogliono passare al Concilio Vaticano III, e così via. Quindi, anche il Concilio Vaticano II è una rivoluzione che ha una contraddizione intrinseca. Ogni rivoluzione ha una contraddizione intrinseca. Secondo l’ordine soprannaturale della gerarchia Cristiana, la Terra è sotto il popolo e il popolo è sotto la classe media. La classe media era sotto gli aristocratici. Gli aristocratici erano sotto i re, purché il re fosse sotto la Chiesa Cattolica. Dopo che il re diede un calcio nei denti alla Chiesa Cattolica, fu solo questione di tempo prima che gli aristocratici dessero un calcio nei denti al re, poi la classe media agli aristocratici, e così via. Quale è stata la causa della disintegrazione della Cristianità che sta portando all’Anticristo? Per molti secoli la Chiesa Cattolica ha rappresentato e incarnato la Fede Cattolica. Ma poi è arrivata la Riforma che ha detto che la Fede Cattolica era tutta una superstizione medievale: questo slogan fu la bomba piazzata sotto la Chiesa Cattolica. E un altro slogan fu il diritto divino dei re. I re che volevano prendere il posto di Dio. Il diritto divino dei re era una dottrina protestante che i teologi Cattolici, tra cui Bellarmino, criticavano. C’è del vero nel diritto divino dei re, ma a quel tempo fu esagerato di molto a causa della corruzione dell’epoca, e non solo dai protestanti, ma anche dai Cattolici. Luigi XIV era un re Cattolico, ma esagerava il suo diritto di fare ciò che voleva. Un re Cattolico è essenzialmente obbediente alla Chiesa o obbediente alla legge di Dio: la monarchia è sottomessa a Dio. E quando gli americani dicono una nazione sotto Dio, questo è Cattolico. Voglio dire, questo è l’inizio di un modo di pensare Cattolico. E se la nazione americana fosse veramente sottomessa Dio, essa si salverebbe da tutto ciò che di distruttivo c’è nella Rivoluzione. Alla rivoluzionaria concezione del diritto divino dei re, segue la sua condanna con lo slogan antiromano tirannia oppressiva, da parte di Washington. Quindi a partire dalla ribellione alla Fede Cattolica, è seguito il diritto divino dei re e poi la Costituzione americana. Costituzione rappresentata dai latifondisti della Virginia, a sua volta condannata come élite schiavista. La guerra civile americana avrebbe dovuto riguardare la schiavitù. In realtà non riguardò la schiavitù. Lincoln disse una volta: «se posso salvare l’Unione permettendo la schiavitù, permetterò la schiavitù. Se posso salvare l’Unione distruggendo la schiavitù, distruggerò la schiavitù. Qualunque cosa sia necessaria per salvare l’Unione». Questo era Lincoln. Questo era il vero motivo per cui Lincoln combatteva la guerra. Ma il “fattore schiavitù” fu introdotto nella guerra per motivare i soldati del Nord. Fuori dalla retorica e dagli slogan politici, la guerra era essenzialmente tra i liberali progressisti del Nord e i liberali più conservatori del Sud. tra il Sud agricolo e il Nord mercantile. E la schiavitù era fondamentale, perché era l’unico modo in cui il Sud agricolo poteva continuare a essere competitivo con il Nord mercantile. Il Nord non avrebbe mai potuto gestire completamente il potere fino a quando non avesse distrutto il Sud agricolo. La questione morale della schiavitù era solo una facciata, la giustificazione politica per attaccare ed indebolire il precedente establishment. Ciò che fa ogni rivoluzione è piantare un cuneo nelle crepe dell’instabile ordine che lo precede. Gli uomini di potere sanno che in ognuna di queste false istituzioni c’è qualcosa che non va. E i rivoluzionari piantano il cuneo e dicono: «questo è sbagliato». E poi la gente dice: «beh, sì, è sbagliato». Poi la Rivoluzione dice: «beh, quello che bisogna fare è scendere di un altro livello». «Beh, sì, quello che dobbiamo fare allora è scendere di un altro livello». E così, seguendo il principio rivoluzionario, si sprofonda sulla via del declino. La vera soluzione alla caduta è tornare su come eravamo. E automaticamente scatta l’accusa di volere tornare indietro nel tempo, altro slogan. La soluzione Cattolica ai problemi odierni non è solo tornare al medioevo (cosa evidentemente impossibile), ma ripristinare i valori eterni della Cristianità, che nel medioevo erano penetrati in tutti i gangli della società. Ma non è così che la vedono i personaggi di cui stiamo trattando. Lincoln anticipò il New Deal favorendo l’istituzione di sindacati di uomini liberi. Pensava: «ora abbiamo un sindacato di uomini liberi, siamo virtuosi, ci siamo liberati dalla schiavitù, siamo brave persone, persone nobili e giuste». E, come previsto, i socialisti ribatterono: «siete un branco di ricchi speculatori senza scrupoli, mercanti di nuovi schiavi».