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Viganò con Carlson – II

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson, Relativo
alla concordanza tra il pensiero di Mons. Viganò e le
osservazioni fatte dal giornalista americano Tucker Carlson. – Seconda
parte
La Cristianità ha
assolutamente bisogno di Cristo.

L’insegnamento de Mons. Viganò deve essere ascoltato.

La scorsa settimana
questi “Commenti” hanno presentato in forma sintetica la prima parte di
un interessantissimo articolo dell’Arcivescovo Viganò dello
scorso anno, ispirato da una trasmissione del giornalista americano
Tucker Carlson.

Carlson sosteneva che l’umanesimo secolare può pretendere di
ripudiare ogni religione, ma lo fa solo agendo come una vera e propria
religione sostitutiva.

L’Arcivescovo ha corroborato l’idea di Carlson come solo un eminente
uomo di Chiesa Cattolico può fare, perché solo un tale
uomo di Chiesa può avere la verità, l’altezza e
l’ampiezza di vedute sufficienti per cogliere appieno la posta in
gioco.

Con questa o quella soluzione proposta dall’Arcivescovo si può
dissentire, come per esempio il sedevacantismo (qualora ancora lo
tentasse), o la cacciata dei rappresentati traditori
dell’autorità e dell’umanità, tanto nella Chiesa quanto
nello Stato (come si potrebbe fare, visto che detengono tutte le leve
del potere, come mai prima d’ora?). Ma l’Arcivescovo sta almeno
affrontando la profondità del problema. Se solo la Madre Chiesa
avesse oggi una dozzina di vescovi con la sua chiarezza e il suo
coraggio, non si troverebbe negli stessi guai. Per una sintesi del
resto dell’articolo dell’Arcivescovo, continuate a leggere.

E’ sconcertante che tra i
convertiti alla religione universale ci sia anche Jorge Mario
Bergoglio, con tutta la vigliaccheria degli ecclesiastici che gli
restano fedeli. L’apostasia della gerarchia Cattolica è arrivata
al punto di adorare l’idolo della Pachamama, che è la
personificazione demoniaca del globalismo ecumenico, inclusivo e
sostenibile “amazzonico”. Quello a cui stiamo assistendo non è
altro che l’applicazione inversa del processo che ha portato alla
diffusione del Cristianesimo nell’Impero Romano e in tutto il mondo,
una sorta di rivincita della barbarie e del paganesimo sulla Fede di
Cristo. Quello che Giuliano l’Apostata tentò di fare nel IV
secolo, cioè ripristinare il culto degli dei pagani, oggi
è perseguito con zelo da nuovi apostati, tutti accomunati da un
“sacro furore” che li rende tanto pericolosi quanto convinti di poter
riuscire nei loro intenti, grazie agli infiniti mezzi a loro
disposizione.

Questa religione non è altro che una realizzazione moderna del
culto di Lucifero. Non è un mistero che gli ideologi del
pensiero globalista siano tutti anticristiani e anticlericali,
significativamente ostili alla morale Cristiana, contrari alla
civiltà e alla cultura che il Vangelo ha plasmato in duemila
anni di storia. Tutti i precetti della religione globalista sono una
versione contraffatta dei Dieci Comandamenti, una loro grottesca
inversione, un osceno capovolgimento. In pratica, utilizzano gli stessi
mezzi che la Chiesa ha usato per l’evangelizzazione, ma con l’obiettivo
di dannare le anime e sottometterle non alla Legge di Dio, ma alla
tirannia del diavolo, sotto il controllo inquisitorio dell’anti-chiesa
di Satana. Alla base di tutto questo c’è l’odio per Dio e
l’invidia per la beatitudine soprannaturale che Egli ha riservato agli
uomini, riscattandoli dal peccato con il Sacrificio della Croce di Suo
Figlio.

L’inimicizia tra il seme della Donna e quello del serpente (Gen 3,15)
è una realtà teologica in cui credono soprattutto i
nemici di Dio. Uno dei segni dei tempi finali è l’abolizione del
Santo Sacrificio e la presenza dell’abominio della desolazione nel
tempio (Dan 9, 27). I tentativi di sopprimere o limitare la Messa
tradizionale accomunano Deep Church e Deep State, rivelando la matrice
essenzialmente luciferina di entrambi. Essi sanno bene quali sono le
infinite grazie che si riversano sulla Chiesa e sul mondo attraverso
quella Messa, e vogliono impedire che tali grazie vengano elargite per
non ostacolare i loro piani.

Per troppo tempo i cittadini e i fedeli hanno subìto
passivamente le decisioni dei loro leader politici e religiosi di
fronte all’evidenza del loro tradimento. Se i rappresentanti
dell’autorità dello Stato e della Chiesa agiscono contro i
cittadini e i fedeli, il loro potere è usurpato e la loro
autorità è nulla. Se non vogliono essere come padri per
noi, se non vogliono il nostro bene e se anzi fanno di tutto per
corromperci nel corpo e nello spirito, è tempo di cacciarli
dalle loro posizioni e di chiamarli a rispondere del loro tradimento,
dei loro crimini e delle loro scandalose bugie.

Kyrie eleison