Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson, Relativo
alla concordanza tra il pensiero di Mons. Viganò e le
osservazioni fatte dal giornalista americano Tucker Carlson. – Prima
parte
Oggi ci viene raccontato che
Dio non esiste.
Ma se questo fosse vero, perché si sente tanto la Sua mancanza?
Tucker Carlson è
un noto giornalista americano, e non è cattolico, ma un suo
programma televisivo, trasmesso lo scorso anno, ha ispirato
all’Arcivescovo Viganò un articolo molto interessante a cui si
potrebbe dare il titolo “La religione che non dice il suo nome”.
L’idea centrale di Tucker Carlson è che l’umanesimo secolare
pretende di essere libero da ogni e qualsiasi religione, ma questo lo
ottiene solo comportandosi come da religione sostitutiva. In altre
parole, “Scacciate la natura e tornerà al galoppo” (proverbio
Francese). Oppure: “Puoi scacciare la natura con un forcone,
tornerà sempre” (Orazio, poeta romano). Gli uomini possono
rifiutare Dio, ma non possono vivere senza di Lui, perché
è da Lui che vengono e a Lui che sono destinati ad andare.
Per vedere quanta luce l’Arcivescovo trova nelle osservazioni del
giornalista, continuate a leggere.
In un’intervista su Fox
News intitolata La chiesa
dell’Ambientalismo , il
giornalista Tucker Carlson ha portato alla luce una contraddizione che
forse è sfuggita a molti, ma che è estremamente
rivelatrice.
Carlson ricorda che la
Costituzione degli Stati Uniti vieta qualsiasi religione di Stato, ma
da tempo il Partito Democratico al governo ha imposto al popolo
americano il culto globalista. Una religione a tutti gli effetti,
onnicomprensiva, con la sua agenda verde, i dogmi woke , la cancel culture , i sacerdoti dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità e i profeti del World Economic Forum.
In nome della religione
globalista, i suoi aderenti esigono che tutti i cittadini si comportino
secondo la morale del Nuovo Ordine Mondiale, accettando acriticamente,
e con un atteggiamento di devota sottomissione, le dottrine definite ex
cathedra dal Sinedrio di Davos. Ai cittadini non si chiede
semplicemente di condividere le motivazioni che giustificano le
politiche sanitarie, economiche o sociali imposte dai governi, ma di
dare il loro assenso cieco e irrazionale. Non è consentito
contestare la psico-pandemia, sostenere l’infondatezza degli allarmi
climatici, opporsi alla provocazione della NATO nei confronti della
Federazione Russa con la crisi ucraina o rifiutarsi di stare a guardare
mentre i bambini vengono corrotti con le oscenità LGBTQ.
I sommi sacerdoti di questa
religione sono arrivati persino a teorizzare il sacrificio umano
attraverso l’aborto e l’eutanasia: un sacrificio richiesto dal bene
comune, per non sovrappopolare il pianeta o sovraccaricare la
sanità pubblica. L’adesione al globalismo non è
facoltativa: è la religione di Stato e lo Stato “tollera” i non
praticanti solo nella misura in cui la loro presenza non impedisce alla
società di esercitare questo culto. L’atto pubblico della
vaccinazione ha rappresentato una sorta di “battesimo” nella fede
globalista, l’iniziazione al culto.
La “chiesa dell’ambientalismo” si definisce inclusiva, ma non tollera
il dissenso. Coloro che non accettano l’anti-Vangelo di Davos sono ipso
facto eretici e devono quindi essere puniti, scomunicati, separati dal
corpo sociale e considerati nemici pubblici.
Questa religione di Stato si è diffusa in tutte le nazioni del
mondo occidentale, i cui leader sono stati convertiti al “Verbo”
globalista dall’apostolo del Grande Reset , Klaus Schwab, il suo autoproclamato
“papa”, investito di un’autorità infallibile e incontestabile.
Sul sito web del World Economic Forum, troviamo l’elenco dei “prelati”
del globalismo.
Una rete potentissima, organizzatissima, diffusa non solo ai vertici
delle istituzioni, ma anche nelle università e nei tribunali,
nelle aziende e negli ospedali, negli enti periferici e nei comuni,
nelle associazioni culturali e sportive, tanto che è impossibile
sfuggire all’indottrinamento anche in una scuola elementare di
provincia o in una piccola comunità rurale.
L’osservazione di Tucker Carlson mette in luce l’inganno a cui siamo
quotidianamente sottoposti dai nostri governanti: l’imposizione teorica
della laicità dello Stato è servita a eliminare la
presenza del vero Dio dalle istituzioni, mentre l’imposizione pratica
della religione globalista serve a introdurre Satana nelle istituzioni,
con l’obiettivo di instaurare quel distopico Nuovo Ordine Mondiale in
cui l’Anticristo pretenderà di essere venerato come un dio, nel
suo folle delirio di sostituirsi a Nostro Signore.
Kyrie eleison