Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
all’equivoco che può generarsi con l’uso della gentilezza nei
seminari della Fraternità San Pio X.
Spesso la “gentilezza” deve
essere messa da parte.
Quando gli uomini sono molli, cosa gentile è l’essere crudeli.
Non smettiamo di ringraziare Dio per tutto il bene che la
Fraternità San Pio X ha fatto e continua a fare per le anime, ma
essa è cambiata molto rispetto a quando era diretta da Mons.
Lefebvre (1905–1991).
Ecco un’interessante testimonianza di una persona che conosce la
Fraternità.
Nel corso degli ultimi anni ho
notato un cambiamento dell’approccio alla formazione del candidato
sacerdote che viene praticato nei seminari della FSSPX. Per esempio, mi
domando se io abbia ragione nel distinguere tra la sana dottrina (che
la FSSPX insegna ancora) e una certa “gentilezza” che oggi è
adoperata nel presentarla, che sembra indebolire, e perfino vincolare,
la capacità della FSSPX di combattere gli errori e di predicare
la dottrina senza piegarsi al rispetto umano.
La presentazione “gentile”
della sana dottrina può essere utile nelle situazioni difficili
in cui si potrebbe essere accusati di scendere a compromessi, e si
potrebbe rispondere che la dottrina non viene cambiata, ma che sia la
situazione a richiedere un approccio più gentile.
Questa risposta sa di
liberalismo, ma se è coperta con la fedeltà alla dottrina
allora si può pensare che non ci sia alcun compromesso.
Tuttavia, non si perde forse
quella semplicità che consente alle anime di sapere esattamente
cosa bisogna dire o fare?
Mi sembra di non riuscire a
capire esattamente cosa sia questa nuova mentalità.
Ritiene che sia fondata la mia
preoccupazione che l’ortodossia possa alla fine essere compromessa?
Ed ecco una seconda domanda
legata alla prima.
Nella formazione al
sacerdozio praticata nei seminari, non dovrebbero essere apprezzati e
incoraggiati quei seminaristi che vogliono andare oltre la superficie
delle cose per penetrare tutte le conseguenze della verità?
Negli ultimi anni i sacerdoti o i seminaristi della FSSPX sembrano
essere diventati sospetti se fanno domande o cercano di capire il
perché delle decisioni. Anche se si mostra la massima prudenza e
il massimo rispetto, il semplice fatto di mettere in discussione
qualcosa viene accolto con preoccupazione dalle attuali autorità
della FSSPX. Così le personalità più forti vengono
esaminate più scrupolosamente e, anche se hanno la vocazione,
sembrano vivere un periodo più difficile nell’apostolato.
Quindi pensa che sia ingenuo da
parte mia chiedermi se gli uomini buoni che cercano di predicare Cristo
Re in modo efficace, senza essere politicamente corretti, saranno
ancora in grado di portare frutto nell’apostolato, dato che
l’attenzione (che la FSSPX mostra all’esterno) è più
sull’immagine della Tradizione che sulla lotta per le anime?
Io voglio offrire la mia vita a
Dio, ma qualcuno nella mia posizione potrebbe incontrare
difficoltà dato l’attuale approccio della FSSPX? Naturalmente
Dio può fare di noi ciò che vuole e noi non conosciamo il
futuro né dovremmo conoscerlo, ma Le chiedo se pensa che lo
spirito guerriero sia stato neutralizzato da uno spirito che
praticamente evita il confronto e dissuade da qualsiasi analisi
indipendente.
L’applicazione dei principi
della Fede all’ambito secolare è sicuramente legata intimamente
al Regno di Cristo sull’intera società, e non solo alla propria
personale vita spirituale.
Kyrie eleison.