Il
buon senso sta diventando così raro oggi che, da qualunque parte
provenga, deve essere accolto. Alcune persone pensano che il Presidente
Russo Vladimir Putin sia l’ennesima pedina del potere mondiale che
attualmente usa il Covid per arrivare a una dittatura anti-umana sul
mondo intero. Ciò può essere in parte vero, nella misura
in cui quello stesso potere ha oramai un tale controllo sugli affari
mondiali che Putin difficilmente sarebbe potuto diventare un leader
mondiale senza il suo consenso. Di converso, altre persone pensano che
Putin sia l’unico vero statista sulla scena mondiale attuale, per via
del suo buon senso per i reali interessi del mondo intero, e non solo
della Russia. In ogni caso, egli è capace di parlare con buon
senso come pochi politici oggi. Vedete ad esempio questo riassunto di
parte del suo discorso dello scorso 21 Ottobre all’incontro annuale del
Valdai Discussion Club a Sochi, in Russia, che ha riunito quasi 300
partecipanti del mondo accademico, politico e dei media. Link in lingua
inglese: Putin´s speech at the plenary session of the 18th Valdai
Club – Global Review ( global-review.info )
Alcune persone in Occidente credono che un’aggressiva eliminazione di
intere pagine della propria storia, una vera e propria “discriminazione
inversa” contro la maggioranza, nell’interesse di una particolare
minoranza, e la richiesta di rinunciare alle nozioni tradizionali di
madre, padre, famiglia e persino genere, siano punti di riferimento
sulla strada del rinnovamento sociale.
I sostenitori del cosiddetto “progresso sociale” credono di fornire
all’umanità una sorta di nuova e migliore coscienza. Tuttavia,
le loro prescrizioni non sono affatto nuove. La Russia è
già stata lì. Dopo la rivoluzione del 1917, anche i
Bolscevichi, basandosi sui dogmi di Marx ed Engels, affermarono che
avrebbero cambiato i modi e i costumi esistenti, e addirittura la
nozione stessa di moralità umana per gettare le basi di una
società sana. La distruzione dei valori secolari, della
religione e dei rapporti tra le persone, fino al totale rifiuto delle
famiglie manifestata nella denuncia reciproca tra parenti stretti allo
Stato, era allora proclamata come progresso, ed era largamente
sostenuta, come oggi.
Nei paesi Occidentali la lotta per l’uguaglianza e contro la
discriminazione si è trasformata in un dogmatismo aggressivo al
limite dell’assurdo. Le opere dei grandi autori del passato come
Shakespeare, non vengono più insegnate nelle scuole o nelle
università. I classici sono dichiarati arretrati e privi di
comprensione sui temi del genere o della razza. A Hollywood vengono
distribuiti promemoria sulla scelta della razza e del genere dei
personaggi nei film. Questo è anche peggio del dipartimento
Agitprop del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione
Sovietica.
I fanatici di questi nuovi approcci arrivano addirittura a voler
abolire del tutto questi concetti. Chiunque osi menzionare che uomini e
donne esistono davvero, perché è un fatto biologico,
viene attaccato attraverso l’orwelliana “Neolingua”, negando il fatto.
Ma anche questo non è una novità; negli anni ‘20, i
cosiddetti “in-culturer” sovietici inventarono una Neolingua, credendo
così di poter creare una nuova coscienza e di cambiare i valori.
Ma fecero un tale pasticcio che fa ancora rabbrividire.
E oggi è mostruoso che ai bambini, fin da piccoli, venga
insegnato che un maschio può facilmente diventare una femmina e
viceversa. Rasenta un crimine contro l’umanità, e viene fatto in
nome e all’insegna del progresso. Il costo di tali esperimenti sociali
mal concepiti a volte è al di là di ogni stima. Tali
azioni possono distruggere non solo le basi materiali, ma anche
spirituali dell’esistenza umana, lasciando dietro di sé un
relitto morale dove, per lungo tempo, nulla può essere costruito
per sostituirlo.
Kyrie eleison.