Che fa la nobiltá della sua musica.
Da
cosa dipende il potere di condizionamento del cinema sulle persone?
cattolici sono suscettibili; e la natura umana ha bisogno di musica,
storie e immagini; e i film le combinano tutti e tre. Quindi, quando
Hollywood è stata creata all’inizio del XX secolo, i nemici di
Dio hanno immediatamente compreso, diversamente dagli amici di Dio, il
potere e l’influenza che la cinematografia può esercitare sulle
menti e sui cuori degli uomini, e se ne sono tempestivamente assicurati
il controllo. In ogni caso, che almeno i genitori cattolici si rendano
conto di quanto sia importante conoscere e controllare la musica che
ascoltano i loro figli, e che bandiscano assolutamente dalla casa
musica della giungla.
Tutto ciò premesso, i
genitori cattolici devono proteggere i propri figli, e devono rendersi
conto di quanto sia necessario controllare la musica che i propri
bambini ascoltano, e bandire dalla casa la musica della giungla. Questo
è un compito arduo, perché dal momento in cui i bambini
mettono piede fuori casa, essi vengono risucchiati in una cultura
malvagia e pervertiti dal branco di coetanei. I bambini devono essere
in grado di stare in piedi da soli, e per questo i genitori devono
essere i primi a dare il buon esempio ed evitare di ascoltare musica
ribelle, immorale e corruttrice. Spesso il cavallo di Troia attraverso
il quale il diavolo fa breccia nelle anime dei loro figli è la
cattiva musica che li inizia alla corruzione.
Dall’utilizzo che la Madre Chiesa fa della musica sacra durante la
Messa, i genitori cattolici dovrebbero immaginare l’uso che il diavolo
può fare della musica a suo vantaggio, grazie soprattutto alla
loro negligenza. La musica è un linguaggio unico dell’anima e ha
un’influenza unica sulla vita delle persone.
Il 16 dicembre scorso è stato il 250° anniversario del
compleanno di Ludwig van Beethoven, un evento che rievoca il valore e
l’importanza della buona musica. Ora alcuni amanti della musica
obietteranno che la sua musica è spesso troppo impetuosa,
preferendogli compositori di epoche precedenti e più tranquille.
E se così fosse, è cosa buona e giusta che tali genitori
tramandino ai loro figli la propria cultura musicale. Ma il grande
vantaggio di Beethoven è di essere vissuto (1770–1827) e
conosciuto in età matura la Rivoluzione Francese (1789–1794),
nell’infanzia l’Ancien Régime e il vecchio modo di vivere, e nei
suoi ultimi anni la restaurazione successiva al Congresso di Vienna
(1815), quando l’Europa tentò di domare le forze rivoluzionarie
che erano state liberate.
Ma come nella musica di Beethoven, quelle forze furono domate a stento
e, al contrario, hanno gradualmente e costantemente plasmato il nuovo
mondo e la sensibilità degli uomini, così che
innumerevoli giovani oggi non hanno più la sensibilità
per la musica che ha preceduto Beethoven, mentre nel Maestro di Bonn
possono percepire chiaramente i propri caotici impulsi.
Eppure la musica di Beethoven non è affatto solo, o
principalmente, caotica. Il vecchio ordine è sempre stato fin
dentro le sue ossa, lo aveva formato durante l’infanzia, e ha
consentito alla sua potente mente musicale di modellare e controllare
un infuocato coacervo di sentimenti, rendendo la sua passione
architettonica, o architettura appassionata, indiscutibilmente unica.
In generale, i capolavori della sua maturità esprimono
più sentimento di tutti i compositori più equilibrati che
lo hanno preceduto, e più ordine di tutti i compositori
più irrequieti che lo hanno succeduto. E così come si
può dire che Shakespeare, a cavallo tra l’epoca medievale e
quella moderna, debba la sua statura di artista mondiale alla sua
personale combinazione di teologia medievale e psicologia moderna,
così la grandezza di Beethoven può essere attribuita alla
sua combinazione di una testa del XVIII secolo con un cuore del XIX
secolo.
Ha
scritto molti generi musicali, più precisamente, un’opera, due
Messe, cinque concerti per pianoforte, nove sinfonie, 10 sonate per
violino, 17 quartetti d’archi e 32 sonate per pianoforte. Ma le
più popolari e conosciute di tutte sono, senza dubbio, le nove
sinfonie, dove l’orchestra completa e la libertà d’invenzione
hanno dato al suo genio il massimo sfogo.
A un orecchio sconosciuto le sinfonie possono suonare tutte allo stesso
modo, ma più le si conoscono, più diventa difficile dire
quali si assomigliano di più, tanto sono diverse. Le parole
scritte non possono rivelare quello che la musica esprime, possono solo
tentare di descriverlo, cosa che delle sinfonie proveremo a fare in un
altro numero di questi “Commenti”. Non si deve permettere che la
cultura, senza rivali, dei maschi bianchi europei muoia! Essa porta con
se Dio.
Kyrie eleison.