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Madiran – Proposizione VII

quadro e un piano,

Dai quali l’uomo moderno è lontano anni luce.

La Parte V non è la più facile delle sei Parti del libro
del 1968 di Jean Madiran (1920–2013) “L’eresia del XX secolo”,
perché tratta della Legge Naturale, che è un concetto
difficile da afferrare per le menti moderne. E questo perché Dio
Creatore è ad un tempo l’autore della Legge Naturale e Colui che
la impianta in tutte le Sue diverse creature, e Dio Grande e Buono
è mistero inaccessibile per la stragrande maggioranza delle
menti moderne. All’interno dell’informe eresia del XX secolo, la Legge
Naturale, rivista e reinterpretata dal Vescovo Schmitt di Metz in
Francia, è alla base della settima delle sette Proposizioni di
Madiran che danno, a loro modo, forma alla stessa eresia. Ecco la
settima Proposizione:

7 La legge naturale è
l’espressione della coscienza collettiva dell’umanità . Da
cui segue che non esisterebbe una Legge Naturale, morale e oggettiva,
promulgata da Dio e inscritta nel cuore dell’uomo.

Sembra che Mons. Schmitt neghi l’esistenza della vera Legge Divina
negli uomini perché essa renderebbe la vita sociale dell’uomo
troppo meccanica, come se le soluzioni a tutti i problemi sociali degli
uomini potessero essere trovate in un manuale di istruzioni. Ma il
manuale di Dio per l’uomo consente pienamente la libertà umana
anche nella società, mentre la negazione della Legge Naturale,
dice Madiran, fonda il bene e il male non più
sull’oggettività divina ma sull’arbitrio della soggettiva
coscienza umana, in definitiva su nessuna legge. L’uomo è dotato
da Dio della libertà e responsabilità di fare il bene ed
evitare il male, e per questo non è libero di fare lui le sue
leggi. E se è vero che la dottrina sociale della Chiesa ha come
presupposto la Legge Naturale di Dio, la Chiesa, in virtù della
propria libertà e responsabilità, deve costantemente e
faticosamente applicarla all’immensa varietà di nuove situazioni
concrete del proprio tempo, come fu fatto al tempo di Pio XII e ai
tempi dei suoi predecessori.

Ma soprattutto, senza Legge o Ordine Naturale nell’uomo, come
può esserci più qualcosa di soprannaturale? (Qual sarebbe
la natura sotto il soprannaturale?). Non possono esserci più i
Dieci Comandamenti (che esprimono la Legge Naturale); niente più
Carità, (che è l’inizio e la fine dei Dieci
Comandamenti); nessuna religione naturale (costituita dalla Legge
Naturale); niente più vita sociale (che presuppone la Giustizia
Naturale); né la vita Cristiana (che presuppone virtù
naturali); e così via. Infatti, se non esiste una Legge
Naturale, ogni nozione di società Cristiana diventa impossibile,
sia come società sia come Cristiana.

Obiezione: ogni buona legge è chiara e certa. Ma se la Legge
Naturale richiede una così complessa elaborazione, essa non
può essere chiara né certa. Quindi non è una buona
legge.

Risposta: il fondamento
della Legge Naturale – “Fai il bene, evita il male” – è chiaro e
incrollabile. Tutto
ciò che deriva da quel fondamento può non essere
chiaro a noi esseri uma ni,
e può essere scosso o contestato, ma è chiaro in
sé, come quando, ad esempio, un buon giudice fa emergere la
giustizia da un litigio confuso. La Legge Naturale ci è nota
dall’interno per ragione e dall’esterno per rivelazione, come ad
esempio la rivelazione dei Dieci Comandamenti a tutti gli uomini da
parte di Mosè.

Nel terzo e ultimo capitolo della Parte V del suo libro, Madiran
presenta le conseguenze spirituali della negazione della Legge Naturale
prodotta dall’eresia del XX secolo. Il risultato nel singolo Cattolico
è il suo allontanamento dalla vera comprensione sia della vita
Cristiana sia di quanto sia lontana la sua vita da essa. Il Cattolico
moderno non ha più consapevolezza dell’assoluta necessità
della grazia soprannaturale per vivere una vita Cristiana. Egli presume
che con le sole proprie forze possa condurre una vita dignitosa, anche
se da quella vita i Comandamenti dal primo al quarto sono svaniti, il
quinto e il settimo possono essere ancora validi, ma l’ottavo è
indebolito e il sesto, il nono e il decimo sono per lo più
dimenticati.

Tuttavia, attraverso un amore sentimentale verso il prossimo,
disciplinato da nessuna legge oggettiva, il Cattolico moderno pensa di
adempiere al comandamento di Cristo di amarsi gli uni gli altri come
Cristo ha amato noi, e quindi è soddisfatto di se stesso. Ma a
tale soddisfazione, dice Madiran, non c’è salvezza. Non
c’è da stupirsi che un uomo del genere chieda “un cambiamento
nel concetto stesso di salvezza portato da Cristo”. E così,
siamo tornati al punto di partenza, alla prima delle sette Proposizioni
attraverso le quali Madiran riassunse l’eresia del XX secolo.

Kyrie eleison.