Quando le istituzioni cattoliche cadono a
pezzi,
I sacerdoti devono aiutare la casa paterna ad assorbire i colpi.
Viveri di riserva
Nelle questioni militari, è normale che i
generali ed anche i soldati tengano presente l’ultima guerra combattuta
piuttosto che quella che stanno combattendo. Chi immaginava la guerra
di trincea prima della I Guerra Mondiale? Poi, al momento della II
Guerra Mondiale, lo sviluppo dei carri armati prodottosi tra le due
guerre rese obsolete le trincee. Lo stesso accade nelle questioni
religiose. Nel XXI secolo non è più come nel XX.
Sicuramente i cattolici resistenti dal 2012 sono stati meno saggi nello
sperare in qualcosa di simile alla creazione e all’espansione della
Fraternità San Pio X nel secolo prima. Ad esempio, da due
lodevoli resistenti di oggi giungono una lamentela generale ed una
particolare, che forse mancano entrambe della necessaria saggezza…
La lamentela generale è che la “Resistenza” stia cadendo a
pezzi, piuttosto che fare dei progressi. Questi “Commenti” hanno spesso
posto tra virgolette la parola “Resistenza”, proprio per suggerire che
la resistenza cattolica alla conciliarizzazione della FSSPX non
è una sorta di organizzazione, ma un movimento indefinito con
uno scopo preciso: salvare la Fede cattolica, ma che per il momento non
ha una struttura che l’aiuti a farlo. Tuttavia, i resistenti è
bene che si rincuorino, perché mentre l’uomo propone, Dio
dispone, così che ciò che può apparire come un
fallimento umano può non essere un fallimento dal punto di vista
di Dio Onnipotente.
Per esempio, quando nel 1970 Mons. Lefebvre si propose di radunare una
mezza dozzina di vescovi cattolici per dar vita ad un concreto ostacolo
sulla via intrapresa dai conciliaristi per distruggere la Chiesa, Dio
dispose differentemente. In questo suo proposito Monsignore avrebbe
fallito, ma col suo tentativo avrebbe avuto successo nel costruire un
prezioso caposaldo mondiale in grado di salvaguardare i tesori della
dottrina, della Messa e del sacerdozio della Chiesa, per tempi
migliori. Allo stesso modo oggi ci sono i Resistenti che si propongono
di costruire qualcosa in grado di rimpiazzare la FSSPX in via di
estinzione; e il loro apparente fallimento (almeno fino ad ora)
può suggerire che tale sostituzione non sia nei piani o nelle
disposizioni di Dio Onnipotente. Tuttavia, nel tentativo, i Resistenti
stanno garantendo (almeno per ora) la sopravvivenza della Fede
cattolica, cosa che è certamente nelle disposizioni della
Provvidenza.
La lamentela particolare è che se solo la “Resistenza” avesse
delle scuole, molti genitori legati alla FSSPX potrebbero ingrossare le
sue fila, diversamente da come possono fare adesso, perché
facendolo i loro figli verrebbero immediatamente buttati fuori dalle
scuole della FSSPX senza che ci sia un’alternativa decente. Ma, ancora
una volta, noi stiamo lottando per la Fede nel XXI secolo e non nel XX.
Negli anni ‘80 c’erano ancora abbastanza genitori, insegnanti e
sacerdoti cattolici che erano in grado di costituire quella cornice
triangolare entro la quale i bambini potevano crescere bene. Ma oggi?
Oggi si viene a sapere di una scuola per ragazzi della FSSPX che
è in gravi difficoltà a causa del fatto che tra le sue
mura vi è un focolaio di quel peccato contro natura che grida
vendetta al Cielo. Ma quali mura possono impedire che gli adolescenti
apprendano di quella glorificazione di tale peccato, vigente tra la
massa dei maschi adulti del loro paese, ed anche della nuova parola
inventata per reprimere la condanna del nuovo vizio – “omofobia”? E
quali mura possono impedire che fin da adolescenti imitino gli adulti?
In realtà, come si può impiantare una seria scuola
maschile dopo l’invenzione di Internet, col suo accesso tascabile? Sono
ancora possibili oggi delle istituzioni cattoliche?
Nell’odierna guerra di religione, sicuramente l’ordine del giorno
è “viveri di riserva”, che significa che i soldati devono
limitarsi allo stretto necessario per la sopravvivenza, nel nostro
caso: mantenere la Fede. Questa guerra deve essere vinta in casa o
verrà perduta. Dio dà ai genitori una forza naturale per
formare i loro figli, che supera, diciamo, cinque a due la forza di
qualsiasi istituzione che li deforma, ma solo a condizione che i
genitori prendano in mano il loro potere. Un piccolo timone può
guidare una grande nave, ma non se il timoniere lo lascia andare. Se i
genitori lasciano andare i loro figli, non possono dare la colpa al
mondo perché essi sono governati verso l’Inferno. E se tutti i
genitori hanno voluto le scuole della FSSPX per qualificare i propri
figli per il mondo, piuttosto che per il Cielo, non è questa una
delle ragioni importanti perché la FSSPX sta deviando?
Kyrie eleison.