San Tommaso d’Aquino analizza la struttura
e l’ordine dei Dieci Comandamenti, mostrando come essi riassumano la
legge naturale.
Struttura morale
Con la loro esauriente brevità e con la loro promulgazione
divina, i dieci Comandamenti di Dio (Deut.V, 6-21) costituiscono
l’insigne presentazione di quella legge naturale che ogni uomo conosce
attraverso la sua innata coscienza e che egli può negare o
sfidare a suo rischio e pericolo. I “Commenti Eleison” della scorsa
settimana hanno mostrato come questa legge renda facile la diagnosi dei
mali dell’arte moderna. In realtà tale diagnosi è pari
per una moltitudine di problemi moderni, ma questa settimana
considereremo la struttura dei dieci Comandamenti, come analizzata da
San Tommaso d’Aquino nella sua Summa
Theologiae, 1a 2ae, 100,
artt. 6 e 7.
La legge è l’ordinamento di una comunità dettato dal suo
leader. La legge naturale è l’ordinamento di Dio per la
comunità degli uomini con se stesso, di se stesso con gli
uomini. Di questa comunità Dio stesso è il centro e lo
scopo principale, quindi la prima “tavola della Legge” definisce i
doveri degli uomini verso Dio (C. 1, divieto degli idoli, C. 2, non
bestemmiare, C. 3 osservare il Sabato), mentre la seconda tavola (C.
4-10) precisa i doveri degli uomini verso i loro simili.
I primi tre Comandamenti rappresentano i doveri di lealtà,
rispetto e servizio, presentati nell’ordine. Infatti, come per un
soldato in un esercito, dice San Tommaso, la slealtà verso il
suo generale, o il tradimento, è peggiore della mancanza di
rispetto, che a sua volta è peggiore dell’omettere di servirlo,
così un uomo riguardo a Dio deve fuggire in primo luogo altri
dèi (C.1), secondo poi in nessun modo deve offendere lui o il
suo nome (C. 2), terzo deve rendergli il servizio da lui richiesto (C.
3).
Per quanto riguarda i doveri di un uomo verso i suoi simili (C. 4-10),
di primaria importanza sono i suoi rapporti con il padre e la madre che
gli hanno dato la vita. È così che la seconda tavola
della Legge inizia col dovere di onorare i propri genitori (C. 4). Per
tutta l’umana società, è tanto basilare questo onore da
rendere ai genitori che senza di esso la società cade a pezzi,
come vediamo che accade oggi intorno a noi nella “civiltà
occidentale” (che sarebbe meglio fosse chiamata “disintegrazione
occidentale”).
I rimanenti sei comandamenti, anche San Tommaso li analizza in ordine
decrescente di importanza. Il male commesso contro il prossimo per
mezzo di azioni (C. 5-7) è peggiore di quello commesso solo con
le parole (C. 8), che a sua volta è peggiore di quello commesso
col solo pensiero (C. 9-10). Quanto al male commesso con azioni: quello
fatto contro la persona del prossimo (C. 5, non uccidere) è
più grave di quello fatto contro la propria famiglia (C. 6, non
commettere adulterio), che a sua volta è più grave di
quello fatto contro la semplice proprietà (C. 7, non rubare). Le
azioni malvagie commesse con la parola (C. 8, non dire falsa
testimonianza), sono peggiori di quelle commesse col solo pensiero,
dove a sua volta l’invidia per il matrimonio o la famiglia del prossimo
(C. 9, non desiderare la donna d’altri – concupiscenza della carne)
è più grave dell’invidia per la sua sola proprietà
(C. 10, non desiderare la roba d’altri – concupiscenza degli occhi).
Comunque, la violazione di tutti e dieci i comandamenti implica
orgoglio – quello che gli antichi Greci chiamavano “hybris” –, tale che mi ergo
contro l’ordine stabilito da Dio, contro Dio. Per i Greci, la hybris era la chiave della rovina
dell’uomo. Per noi, oggi, l’orgoglio universale è la chiave dei
terribili problemi del mondo moderno, insolubili senza Dio, il che
significa che, a partire dall’Incarnazione, sono insolubili senza
Nostro Signore Gesù Cristo.
Sacro Cuore di Gesù, salvaci!
Kyrie eleison.