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UNIVERSITY WASTELAND. (EC 158)

Un ex professore universitario raccomanda
ai cattolici di evitare le “università” di oggi, prive di ogni
verità e autorità,
se non per ottenere un lavoro.

Le “Università” devastate
Diversi anni fa, quando scrissi che le ragazze non dovrebbero andare
all’università, un certo numero di lettori rimasero scioccati.
Ma quando oggi ascolto un giovane professore che recentemente ha speso
sei anni nell’insegnamento della letteratura inglese in una
“università” (che non è la stessa cosa di una vera
università!) inglese, mi sembra di poter aggiungere che neanche
i ragazzi dovrebbero andarci. Oppure dovrebbero almeno riflettere molto
seriamente prima di andarci, e i loro genitori dovrebbero pensarci molto
seriamente prima di sborsare il denaro per le costose tasse.
Qui, nell’ordine, riporto quello che ha osservato il professore, quali,
secondo lui, sono le cause e quali i rimedi.
Nell’“università” dove ha insegnato, non ha riscontrato alcuna
ricerca della verità, né alcuna educazione alla
verità.
“Il linguaggio – egli dice — è un gioco indipendente della
realtà, è autoreferente. Gli studenti sono portati a
percepire che tutto è relativo, non esistono norme, valori,
né strutture morali, né riferimenti morali. Le scienze
sono infettate da un evoluzionismo che oppone “scienza” a religione.
Gli “studi umanistici” sono degradati da una interpretazione freudiana
che centra tutto sul sesso. I professori consigliano agli studenti di
avere una vita sessuale perché “è un bene per loro”.
Queste “università” sbandierano la loro vita notturna, e quasi
celebrano il peccato contro natura. Sono assolutamente sessualizzate.
“Per quanto riguarda i professori, molti riconoscono che c’è un
problema di fondo, ma tanti continuano a stare al gioco. Sono tutti
marxisteggianti, se non marxisti. Insegnano come se ogni
autorità fosse soffocante, ogni tradizione opprimente. Regna
l’evoluzione.”
“Per quanto riguarda gli studenti, molti più di quanti si
potrebbe pensare anelano a qualcosa, ma non guardano più alla
loro “università” in vista della verità. Se vogliono una
“laurea”, è solo per ottenere un lavoro, e se cercano una buona
“laurea”, è solo per ottenere un lavoro meglio retribuito.
Raramente discutono di idee.”
E allora, quali sono le CAUSE per le quali l’università è
rimasta intrappolata in un tale processo formativo puramente
utilitaristico atto a servire il sistema?
Il professore dice: “La causa basilare è la perdita di Dio,
derivata dalla guerra condotta da diversi secoli contro l’Incarnazione.
Di conseguenza l’istruzione non consiste più nel fornire la
verità o la moralità per vivere, ma piuttosto mira a che
si sviluppi il proprio potenziale per essere diversi e migliori di
chiunque altro. Nel vuoto lasciato dalla Verità subentrano la
cultura pop e la Scuola di Francoforte, con la loro liberazione da ogni
autorità. Nel vuoto lasciato da Dio subentra lo Stato, che vede
le “università” come fabbriche di tecnocrati e di ingegneri. Gli
assoluti non sono di alcun interesse, tranne uno: l’assoluto
scetticismo.”
Per ciò che riguarda i RIMEDI, il professore dice: “Queste
“università” difficilmente potranno uscire dalla trappola in cui
sono cadute. Per imparare qualcosa di veramente utile, è meglio
che un ragazzo rimanga a casa, o parli con i sacerdoti o frequenti un
Ritiro.”
“I fedeli cattolici devono fare da sé e devono unirsi per
ri-costruire delle istituzioni proprie, cominciando magari con dei
corsi estivi. Gli studi umanistici devono essere ripristinati,
perché essi trattano dei fondamentali dell’esistenza umana:
ciò che è giusto, buono e vero. Le scienze naturali,
specifiche e derivate, devono rimanere secondarie. Esse non possono
prevalere sugli studi umanistici. I genitori possono mandare i loro
ragazzi in queste “università” per ottenere un lavoro, ma non
per imparare qualcosa di veramente utile.”
“La perdita di Dio” – tutto
detto!
Kyrie eleison.