perché accetti l’offerta di unità del Papa. Che il Papa
consacri la Russia, piuttosto.
Risposta pubblica
alla Lettera Aperta di Mons. Nicola Bux
Londra, 22 marzo, 2012.
Monsignore,
nella lettera
aperta del 19 marzo , indirizzata a Mons. Fellay e a tutti i
sacerdoti della Fraternità San Pio X, Lei ci chiede di accettare
la sincera e calorosa offerta di riconciliazione che il Papa Benedetto
XVI sta facendo alla Fraternità per sanare l’annosa spaccatura
fra Roma e la FSSPX. Essendo uno dei sacerdoti della FSSPX ai quali Lei
si è rivolto, mi permetta di esprimerLe la mia opinione, su
come, secondo me, avrebbe potuto rispondere quel “grande uomo di
Chiesa” che fu Mons. Marcel Lefebvre.
La sua lettera inizia con un appello a fare “ogni sacrificio per
l’unità”. Ma non può esserci vera unità cattolica
che non sia fondata sulla vera Fede Cattolica. Il grande Arcivescovo
fece ogni sacrificio per l’unità nella vera dottrina della Fede .
Ahimè, i colloqui dottrinali del 2009-2011 hanno dimostrato che
la spaccatura dottrinale fra la Roma del Vaticano II e la FSSPX
è quanto mai ampia.
Riferendosi a questa spaccatura, Lei, il 19 marzo, parla solo di
rimanenti “perplessità, punti da approfondire, da meglio
chiarire”, ma il 16 marzo il Card. Levada è stato categorico
dichiarando che la posizione assunta da Mons. Fellay il 12 gennaio “non
è sufficiente a superare i problemi dottrinali”. Una volta Mons.
Fellay ha osservato che per quanto gli uomini di Chiesa di Roma possano
differire tra loro, sarà la loro unità a contare, ma in
ogni caso sacrificare la Fede per l’unità equivarrebbe ad una
unità infedele.
Certo, come Lei ci ricorda, la Chiesa è un’istituzione insieme
divina e umana; e come è certo che l’elemento divino non
può fallire, così in definitiva è la Chiesa stessa
che non può fallire e il sole sorgerà di nuovo. Ma quando
Lei dice che “già si intravede l’alba”, mi permetta di
dissentire, perché la vera Fede che la FSSPX ha apportato nei
colloqui dottrinali, non la si vede splendere nella Roma del Vaticano
II, dove di conseguenza la FSSPX non può essere al sicuro. Essa
non potrebbe apportare della luce se adottasse le tenebre conciliari.
La sincerità del Papa nel suo desiderare il ritorno della FSSPX
alla “piena comunione ecclesiale”, com’è dimostrato da una serie
di gesti di buona volontà, è fuori dubbio, ma “una comune
professione di fede” fra la FSSPX e coloro che credono nel Vaticano II
non è possibile, tranne che la FSSPX non venga meno alla Fede da
essa difesa nei colloqui dottrinali. E quando al cospetto di ogni
cedimento la FSSPX grida “Dio non voglia!”, questo grido, tolto
là dov’è soffocato, viene compreso dovunque nel mondo e
apporta alla Chiesa Cattolica quei frutti che oggi sono l’eccezione
piuttosto che la regola.
Certamente, “questo è il momento opportuno”, è “l’ora
favorevole” per una soluzione degli agonizzanti problemi della Chiesa e
del mondo. Tuttavia, la soluzione sta in ciò che la Madre
Celeste ha chiesto da lungo tempo, e questa soluzione dipende solo dal
Santo Padre . Infatti, quando Nostro Signore affidò tale
soluzione a Sua Madre, lei disse che si trattava dell’unica soluzione
idonea, così che Egli
non potrebbe permettere una soluzione diversa senza far passare
Sua Madre per bugiarda! Cosa inconcepibile!
Pur essendo da tempo nota questa soluzione, com’è possibile che
il Cielo abbia lasciato il mondo in un’angoscia come quella degli
ultimi 100 anni, senza provvedere ad un rimedio come quello fornito
tramite il profeta Eliseo per la lebbra del generale siriano Naaman?
Umanamente parlando, bagnarsi nel Giordano sembrava ridicolo, ma
nessuno poteva dire che fosse impossibile. Bastava solo un po’ di fede
e di umiltà. Il generale pagano mise insieme la fede e la
fiducia nell’uomo di Dio e fece ciò che aveva chiesto il Cielo,
e ovviamente fu istantaneamente guarito.
Sia il Santo Padre a mettere insieme bastanti fede e fiducia nella
promessa della Madre Celeste! Sia lui a cogliere questo “momento
opportuno”, prima che l’intera economia mondiale crolli in rovina e
prima che dei pazzi scatenino la terza guerra mondiale nel Medio
Oriente! Sia lui, lo preghiamo, lo imploriamo, a salvare la Chiesa e il
mondo, facendo semplicemente ciò che ha chiesto da tempo la
Madre Celeste. Non è impossibile. Lei supererebbe tutti gli ostacoli
a suo modo . Facendo ciò che lei chiede da tempo, solo il
Papa potrà salvarci oggi da inimmaginabili – e inutili –
sofferenze.
E se egli ritiene che un qualche apporto in preghiera e in azioni da
parte dell’umile FSSPX, possa aiutarlo a consacrare la Russia al Cuore
Immacolato di Maria, in unione con tutti i vescovi del mondo, che la Madre Celeste vuole radunati ,
egli sa che può contare in primo luogo sul sostegno di Mons.
Fellay e degli altri tre vescovi della FSSPX,
l’ultimo dei quali è
il suo devoto servitore in Cristo
+ Richard Williamson