Un
commentatore su Internet propone riforme finanziarie e politiche per la
crisi odierna, ma tutte queste soluzioni per avere successo devono
dipendere dalla religione.
Soluzioni finanziarie
Numerosi commentatori di questioni economiche oggi scrivono o dicono
che il sistema finanziario del mondo è sull’orlo del collasso.
Nessuno di loro è certo sul tempo, ma molti di loro prevedono
che si tratterà di un collasso pesante. Prima dell’inizio della
crisi finanziaria del 2008, poche persone la presagivano, perché
conducevano confortevolmente un tenore di vita che sembrava ben
consolidato e destinato a durare per sempre. Tuttavia, se questi
commentatori hanno ragione, esso sta per scardinarsi.
Tutti noi dovremmo riflettere su cosa è andato storto e su come
si possa raddrizzarlo. Qui di seguito vi è una serie di proposte
pratiche, adattate sulla scorta di un recente articolo pubblicato sul
sito Burning Platform. Non
è necessario concordare con ognuna di esse per considerare delle
alternative al nostro attuale sistema ormai sfasciato. Si tratta di
proposte politiche e finanziarie. Incominciamo con le seconde:-
* Nazionalizzare quelle banche che
per essere “troppo grandi per fallire” possono tenere in ostaggio lo
Stato. Si lasci che le perdite ricadano sui responsabili o su chi
è coinvolto, non sui contribuenti.
* Ripristinare (negli USA) il
Glass-Steagall Act per impedire che in futuro le banche possano
nuovamente divenire così grandi.
* Ripristinare dei limiti nelle
regole contabili di mercato, così che le banche non possano
più pretendere che i loro beni valgano molto di più del
loro valore di mercato.
* Regolamentare il mercato dei
derivati così che parimenti nessuna entità finanziaria
possa diventare talmente grande da minacciare il crollo dell’intero
sistema, nel momento in cui fallisce (come accaduto negli USA con
l’AIG).
* Semplificare l’attuale
sistema altamente farraginoso delle imposte sul reddito o sostituirlo
interamente con un’imposta sui consumi, ed eliminare le agevolazioni
fiscali alle imprese.
Si noti come tali proposte siano esplicitamente
finanziarie, ma al tempo stesso implicitamente politiche, perché
per essere attuate è necessario un significativo cambiamento del
modo di pensare della gente e specialmente dei dirigenti. La finanza dipende dalla politica.
Ecco quindi le proposte politiche più ovvie, passibili di
discussione, ma che indicano almeno la giusta direzione:-
* Combattere la corruzione dei
fin troppo benestanti politici, imponendo dei limiti di mandato.
Combattere la corruzione delle elezioni mossa da interessi particolari,
abolendo tutte le lobby e i lobbisti.
* Limitare il potere della banca
centrale, togliendole il controllo della moneta nazionale.
* Riorganizzare le prestazioni
sociali degli Stati, alle cui finanze esse attingono così tanto
che domani non saranno più in grado di aiutare nessuno.
* Rieducare la gente a limitarsi e
ad accettare un tenore di vita più basso, così che invece
di spendere a scapito della società contribuiscano ad edificarla
col risparmio.
* Fare il possibile per rimpiazzare
le caotiche periferie con dei quartieri più autosufficienti.
* Rinunciare all’impero mondiale
così da tagliare le enormi spese militari degli Stati Uniti, per
esempio riportando a casa le migliaia di truppe presenti nelle basi
sparse nel mondo.
Anche qui, per attuare tali proposte sono necessari grandi
cambiamenti nel modo di pensare della gente e specialmente dei
dirigenti. Le decisioni politiche si basano su ciò che ha valore
per la gente. Perché siamo vivi? Per godere sulla terra o per
essere veramente felici nell’eternità? È questa una
domanda aut-aut? C’è un’eternità? In effetti, la politica
dipende dalla religione o dalla mancanza di essa. Un crollo finanziario
sarà in grado oggi di riportare qualcuno al buonsenso?
Kyrie eleison.