Tutti
oggi nel mondo sentono che esso è bello,
Ma agli occhi di Dio questo è un vizio da auto-abbaglio.
Politica della Resistenza – II
La
Fede dev’essere preservata nonostante il Pastore sia colpito (cfr. EC
348). Se ci fu un uomo datoci da Dio per mostrarci come mantenere
la Fede in tempi colpiti, preservando il vero Sacrificio della Messa e
il vero sacerdozio cattolico, questi fu certamente Mons. Lefebvre
(1905-1991). E da quando sulla Chiesa si è abbattuto il disastro
provocato dai Pastori conciliari, nulla è cambiato rispetto a
quando c’era lui, così che ciò che egli disse e scrisse
è applicabile essenzialmente ad oggi, e ogni nuovo venuto in
questo disastro non può fare di meglio che leggere e studiare le
sue parole.
Tuttavia, da dopo la sua morte, il disastro è anche peggiorato
di molto, ed ogni cosiddetto movimento di “Resistenza” attuale,
farà bene ad imparare le lezioni che ci sono da apprendere dalla
minacciata caduta di quella Fraternità San Pio X che fu la
stupenda realizzazione di Monsignore, fondata per preservare la Fede
all’interno stesso della collassante struttura della Chiesa.
Perché oggi la sua stessa dirigenza sta conducendo la FSSPX in
una direzione diversa da quella di Monsignore, direzione che
porterà inevitabilmente la FSSPX ad un collasso del tutto simile?
Perché, a mio avviso, i capi che la FSSPX si è scelta
dopo la morte di Monsignore nel 1991, in entrambi i Capitoli Generali
del 1994 e del 2006, non hanno avuto la piena cognizione del disastro
conciliare, dal momento che sono figli dei già minati anni ‘50 o
dei rivoluzionarii anni ‘60 e oltre. Avendo succhiato la rivoluzione
con il latte delle loro madri, per così dire, non hanno mai
capito come degli uomini di Chiesa che appaiono ancora cattolici,
possano distruggerla dall’interno. In breve, questi capi o non hanno
mai studiato il modernismo o non hanno mai capito cos’hanno studiato, o
sono stati troppo “pii” o “soprannaturali” per pensare che quello che
avevano studiato si potesse applicare agli uomini di Chiesa che avevano
di fronte.
Così, mentre Mons. Lefebvre si avvide chiaramente che la Chiesa
conciliare, avendo perso i quattro segni distintivi della Chiesa
cattolica (una, santa, cattolica, apostolica), non era la Chiesa
cattolica, Mons. Fellay (Superiore Generale dal 1994) e Don Nicholas
Pfluger (Primo Assistente dal 2006), oggi insistono nel dire che
può esserci solo una Chiesa, così che la Chiesa
conciliare sarebbe la Chiesa cattolica. Naturalmente ne deriva che
mentre Monsignore mantenne la FSSPX a distanza di sicurezza dalla
Chiesa conciliare, Mons. Fellay e Don Pfluger vogliono abolire questa
distanza e ricondurre la FSSPX dentro quella Chiesa che è
conciliare. E né Mons. Fellay, né Don Pfluger, si
sentiranno cattolici fino a quando non avranno raggiunto tale scopo.
Ma la Fede è innanzi tutto nelle menti, non nei sentimenti. Ne
consegue che chiunque abbia incominciato a riconoscere, per
qualsivoglia motivo, che gli attuali capi della FSSPX si trovano sulla
strada sbagliata, deve proseguire studiando il problema complessivo della
Rivoluzione, del modernismo e del Vaticano II. Questo è un
compito arduo, perché si può avere studiato un manuale
conoscitivo della Rivoluzione, eppure non riconoscerla pur avendola
sotto il naso. Ci si sente così bene quando si sente che tutti
sono gentili, da perdere di vista l’oggettiva falsità della
maggior parte di noi moderni agli occhi di Dio. Si può dire che
per vedere questa falsità come Dio la vede, senza mancare di
compassione per qualcuno, è necessaria una Sua grazia speciale,
ma un’anima può ottenere questa grazia solo se cerca Dio
seriamente, specialmente nella preghiera.
Dio è buono con quelli che Lo cercano, dice più volte la
Scrittura. Posto che Egli esista, cos’altro potrebbe essere se non
sommamente buono con quelli che lo cercano?
Kyrie eleison.