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BENEDICTS ECUMENISM III (EC 249)

Tre
ulteriori citazioni dai documenti del Vaticano II mostrano come dietro
la falsa concezione che ha Benedetto della Chiesa, ci sia
l’ambiguità del Concilio.

L’ecumenismo
di Benedetto – III
In questi “Commenti”, due settimane fa promettemmo di esaminare tre
citazioni dal Vaticano II che hanno fatto tanto per dissolvere la
Chiesa di Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica. Una
settimana fa abbiamo segnalato come i testi del Vaticano II siano
ambigui, così che possono sempre essere visti come se in essi
non vi fosse nulla di errato, allorché solo uno dei due loro
possibili
significati è innocente, mentre l’altro significato è
mortale per la Chiesa cattolica, come hanno dimostrato gli ultimi 40
anni.
La prima citazione è tratta da Lumen
gentium 8, eccola: “l’unica Chiesa di Cristo… in questo mondo
costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa
cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in
comunione con lui”. Ora, che cosa significa qui la parola “sussiste”?
L’ambiguità sta nel fatto che può significare sia che la
Chiesa di Cristo esiste principalmente e solo nella Chiesa
Cattolica Romana, che è quanto la Chiesa ha sempre insegnato
fino al Vaticano II, sia che la Chiesa di Cristo esiste principalmente ma non solo nella Chiesa
Cattolica, nel qual caso la Chiesa di Cristo esisterebbe in parte fuori
dalla Chiesa Cattolica. Questo apre la porta all’ecumenismo conciliare,
che demolisce la pretesa dogmatica della Chiesa Cattolica di essere
l’esclusiva arca di salvezza: “Extra Ecclesiam nulla salus”
Il problema qui è che è parimenti un dogma il fatto che
la Chiesa è una. In ogni Messa domenicale noi ascoltiamo o
cantiamo che crediamo in “una, santa, cattolica ed apostolica Chiesa”.
E allora, come può la Chiesa di Cristo essere suddivisa in
più comunità più o meno chiese? Se la Chiesa
è una, non può essere molteplice. Se è molteplice
non può essere una. Nel suo libro Benedetto XVI e l’auto-comprensione della
Chiesa cattolica, il Dott. Wolfgang Schüler fornisce una
serie di citazioni di Joseph Ratzinger per mostrare come egli, da
teologo giovane, abbia promosso entusiasticamente la demolizione
dell’esclusività della Chiesa Cattolica, ma da Cardinale e Papa
si batta per mantenere anche l’unità della stessa Chiesa.
La seconda citazione è tratta da Unitatis Redintegratio 3: “tra gli
elementi o beni dal complesso dei quali la stessa Chiesa è
edificata e vivificata, alcuni, anzi parecchi ed eccellenti, possono
trovarsi fuori dei confini visibili della Chiesa cattolica”. Ora,
l’evidente significato di queste parole è che, come delle monete
d’oro possono comporre una pila o possono anche trovarsi fuori dalla
pila, così elementi della Chiesa elencati dal Concilio fra
altri, come
“fede, speranza, carità e altri doni dello Spirito Santo”,
possono considerarsi esistenti anche fuori dalla Chiesa Cattolica. Ma
Nostro Signore dice che i tralci tagliati via dalla sua vite, seccano e
muoiono (Gv XV, 6). E qual
è questa vite se non la Sua Chiesa?
La terza citazione tratteggia la logica conclusione, un po’ più
avanti lo stesso documento (UR 3) afferma: “queste Chiese e
comunità separate [dalla Chiesa cattolica], quantunque crediamo
abbiano delle carenze, nel mistero della salvezza non son affatto
spoglie di significato e di valore. Lo Spirito di Cristo infatti non
ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza”. Ma Mons.
Lefebvre diceva: “Nessuna comunità che sia separata dalla Chiesa
Cattolica può godere del sostegno dello Spirito Santo, dal
momento che la sua separazione costituisce una resistenza allo Spirito
Santo. Egli può operare solo direttamente sulle anime e
può usare direttamente solo mezzi che non mostrano alcun segno
di separazione”.
Il Vaticano II ha essenzialmente frainteso la Chiesa. Vedremo la
prossima volta, con l’aiuto del Dott. Schüler, come Benedetto XVI
abbia insieme frenato e accentuato tale fraintendimento.
Kyrie eleison.