Sulle linee storte del Motu proprio di
luglio, Dio può ancora scrivere diritto, per esempio rigenerando
lentamente i preti del Novus Ordo
Ricostruzione
Il dibattito continua – non dirò imperversa -, ma certamente
ritorna sempre sul recente Motu
Proprio di Benedetto XVI, che riconosce che il Rito Tridentino
della Messa non fu mai abrogato e che garantisce ai preti ovunque nella
Chiesa una certa libertà per celebrarla. Persone serie
condannano il documento per il suo linguaggio ambivalente e vedono in
esso niente di più che un’esca per attirare i cattolici
tradizionali nelle sabbie mobili della Chiesa conciliare.
Per quanto riguarda il linguaggio ambivalente, che favorisce ora il
cattolicesimo ora il conciliarismo, non v’è dubbio in proposito.
Eppure, cos’altro ci si può aspettare da chi si potrebbe
definire come un papa duplice? Benedetto XVI, come Paolo VI e Giovanni
Paolo II prima di lui, non può sicuramente accorgersi che crede
contemporaneamente in due religioni contraddittorie. Così che
egli finisce col promuoverle entrambe simultaneamente. A meno di un
miracolo, Benedetto XVI porterà avanti questa linea fino alla
tomba. Si tratta di una linea fortemente storta, ma riguardo al Motu Proprio egli è
interessato, e certo non è questo il punto principale.
Il punto, come sembra a me, sta nelle parole del proverbio: “Dio scrive diritto sulle righe storte”.
In molti paesi si sente di laici cattolici e di singoli preti – e come
è di regola non dei loro vescovi! – che si risvegliano per il
vero rito della Messa, richiesta di Messali, richiesta di suppellettili
sacre, di paramenti, ecc. … Io sento una forte protesta! … E dico,
andiamo piano, andiamo piano, non tutto sarà perfetto tutto in
una volta. Si armeggerà con il latino, si armeggerà con
le rubriche e così via, ma diamo alla grazia di Dio una
possibilità!
Con Dio, una piccola buona volontà porta lontano –
Un sacerdote cattolico non si ricostruisce in un giorno!
Lasciate che vi presenti uno scenario controverso. Non dovete credere
in esso, ma eccolo. L’attuale disperata situazione del genere umano
può essere paragonata solo a quella del tempo di Noè,
appena prima del diluvio. La nostra civiltà tele-idiota, ormai
diffusa dappertutto, può solo collassare. Dio non può
permettere che milioni di anime vadano come sonnambule all’inferno.
Quando essa collasserà, i cattolici andranno correndo per le
strade, urlando per avere un sacerdote che confessi i loro peccati. Non
andranno alla ricerca dei sacerdoti abbastanza liturgicamente perfetti
della FSSPX che sono sparsi in giro. Quindi Dio sta preparando per quei
giorni drammatici un certo numero di sacerdoti – che solo Lui conosce –
al di fuori della FSSPX. Il Motu
Proprio, permettendo loro di far proprio il vero rito della
Messa, almeno in privato, è un passo importante in questa
preparazione. Preghiamo con tutto il cuore per tutti questi sacerdoti e
per il Papa!
Kyrie Eleison.