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“I regali dei Greci” – I

decisione in merito alla FSSPX, come emerge dai colloqui, la FSSPX
dovrà esaminare attentamente ogni offerta allettante.

Il 14 settembre, fra poche settimane, si dice che si terrà a
Roma un incontro tra il Cardinale Levada con degli ufficiali romani e
il Superiore Generale della Fraternità San Pio X con i suoi due
Assistenti. I cattolici che apprezzano tutto quello che negli ultimi 40
anni è stato fatto da Mons. Lefebvre e dalla sua
Fraternità in difesa della Fede, conviene che siano avvisati,
perché la Fede è sempre più in pericolo, e “uomo
avvisato è mezzo salvato”, specialmente con la preghiera.

Fu il Cardinale Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina
della Fede, ad essere incaricato due anni fa di presiedere ai colloqui
dottrinali che si sono svolti tra l’autunno del 2009 e l’aprile di
quest’anno fra Roma e la FSSPX. Fu Roma ad invitare la FSSPX a questo
incontro. Sembra ragionevole prevedere che il 14 settembre saranno i
Romani a presentare le loro decisioni sulle future relazioni con la
FSSPX, sulla base di quanto emerso da questi colloqui.

Ora, a detta di tutti, i colloqui hanno chiarito che non è
possibile un accordo dottrinale tra la FSSPX, che aderisce alla
secolare dottrina della Chiesa, e la Roma odierna ferma
all’insegnamento conciliare della neo-Chiesa, tanto più che essa
continua a perseverare in questo disorientamento come si evince dalla
neo-beatficazione di Giovanni Paolo II del maggio scorso e dalla
convocazione di Assisi III per il prossimo ottobre. Così, la
situazione che è seguita ai colloqui resta esattamente quella
esistente due anni fa prima che questi stessi colloqui iniziassero: da
un lato, per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime, la FSSPX
si sforza di aiutare Roma a ritornare alla vera Fede cattolica,
dall’altro, per la gloria dell’uomo moderno e per la soddisfazione dei
suoi ignobili mezzi di comunicazione (vedi gennaio e febbraio 2009), la
Roma conciliare fa quanto è in suo potere per indurre la FSSPX a
lasciarsi dissolvere nel depravante ecumenismo della neo-Fede.

Quindi, cosa possiamo supporre che imporrà Roma il 14 settembre?
O il bastone o la carota, oppure, considerata la sua capacità di
cogliere l’attuale condizione di spirito esistente dentro la FSSPX,
più probabilmente entrambe. Il bastone potrebbe consistere nella
minaccia di una completa e definitiva “scomunica” della FSSPX. Ma,
possedendo la Fede cattolica, chi mai potrebbe spaventarsi per una
minaccia simile? Quando Mons. Lefebvre fu minacciato per la prima volta
di “scomunica” dalla neo-Chiesa, ricordiamo la sua risposta:
«Come posso essere escluso da una Chiesa di cui non ho mai fatto
parte?»

Per altro verso, la carota più intelligente presentata da Roma
potrebbe consistere nell’offerta apparentemente irresistibile della
“piena comunione con Roma” proprio
come la vuole la FSSPX . Solo che tale offerta potrebbe contenere
nascostamente una piccola clausola che stabilirebbe che i futuri
Superiori e Vescovi della FSSPX dovrebbero essere scelti da una
commissione mista tra Roma e la FSSPX, comportante una leggera
maggioranza di membri… Romani. Dopo tutto, la FSSPX vuole porsi sotto
Roma o no? “Decidetevi!”, si esclamerebbe ragionevolmente, come si dice
abbia fatto nel 2001 il card. Ratzinger.

Gli spiriti vigili ricordano il monito del saggio – ma disprezzato –
Troiano che non voleva che si portasse a Troia il cavallo dei Greci:
“Comunque sia, temo i Greci anche quando portano doni”. Eppure il
cavallo di Troia fu portato dentro, e tutti sappiamo che ne è
stato di Troia.

Kyrie eleison