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STICK AGAIN (EC 52)

Se Roma attua la minaccia di dichiarare
scismatica la FSSPX,
probabilmente la resistenza si irrigidirà, di certo ci
sarà più chiarezza.

Ancora il bastone
Ancora una volta abbondano le voci: prima della fine di
giugno, in altre parole nel giro di pochi giorni, o la
Fraternità San Pio X incomincerà a cedere alle richieste
di Roma di conformarsi al Vaticano II e alla Nuova Messa, o Roma
dichiarerà alla Chiesa e al mondo che la Fraternità ed i
suoi seguaci sono in scisma formale e fuori dalla Chiesa.
Per quanto riguarda le voci che la Fraternità stia per
intraprendere una qualche azione che potrebbe mettere in pericolo la
difesa della Fede, penso che siano del tutto scontate. Il 5 maggio del
1988, in particolare, Mons. Lefebvre arrivò fin dove la Fede gli
permetteva, ed anche un po’ più lontano, di venire a patti con
le autorità della Chiesa, ma alla fine le condizioni poste lo
convinsero che loro non potevano più essere attendibili per
preservare la Tradizione immutabile della Chiesa, che è il
motivo che lo spinse ad andare avanti con le consacrazioni episcopali
di 20 anni fa.
Allo stesso modo, a partire dal Pellegrinaggio Giubilare della
Fraternità a Roma, nel 2000, essa è giunta per quanto
possibile fino a corrispondere ai gesti di buona volontà del
cardinale Castrillon, e anche un po’ oltre, ma in otto anni non ha mai
concesso al Cardinale quell’abbandono della posizione della
Fraternità sulla Tradizione che lui chiedeva. Al contrario,
l’ultima Lettera agli Amici e Benefattori del Superiore Generale della
Fraternità ha ribadito con fermezza quella posizione, cosa da
cui sicuramente derivano le voci sul Cardinale che avrebbe perso la
pazienza dopo i suoi otto anni di carota, che avrebbe una volta di
più trasformata in bastone.
I cattolici non dovrebbero in alcun modo spaventarsi per la minaccia di
essere dichiarati formalmente, cioè propriamente e
ufficialmente, in stato di scisma, o fuori dalla Chiesa. La
normalità cattolica giudicherebbe come Nostro Signore ci dice di
giudicare (Gv. VII, 24): dalla realtà e non dalle apparenze. E
la realtà è evidente: è il “Rinnovamento”
conciliare, e non la  Tradizione Cattolica, che ha rotto con la
Chiesa cattolica.
Tuttavia, quando nei prossimi giorni la Fraternità non
farà alcun gesto verso Roma che corrisponda alla proposta di
Roma di dissolvere la resistenza della Tradizione Cattolica, io sono
del tutto certo che Roma non andrà davvero avanti con qualche
dichiarazione di scisma formale. Forse dopo otto, o 20, o 38 anni di
resistenza della Fraternità essi stanno davvero perdendo la
pazienza, ma tutte le esperienze passate non dicono loro che ogni volta
che usano il bastone, quella resistenza si irrigidisce piuttosto che
dissolversi?
E se essi andassero avanti con una tale dichiarazione, i cattolici
dovrebbero rallegrarsi, perché dopo diversi anni di una certa
ambiguità, ci sarebbe di nuovo una certa chiarezza! Venti anni
fa, tutti i Superiori della Fraternità riuniti a Ecône
gioirono della “scomunica” dei loro vescovi. Non accadrebbe la stessa
cosa se questa volta Roma gettasse anche i sacerdoti e i laici nelle
tenebre esteriori?
Non che qualcuno di noi gioirebbe dell’auto-umiliazione di Roma …
Kyrie eleison.