Il Vaticano II deve lasciarselo alle spalle.
Il comunicato
stampa ufficiale del Quartier Generale della
Fraternità San Pio X di venerdì di due settimane fa,
relativo all’incontro del giorno
precedente tra il Superiore Generale della Fraternità e il
Prefetto
della Congregazione per la Dottrina della Fede a Roma, è pieno
di buone parole. Resta da vedere come queste parole si tradurranno in
atti da parte del nuovo Superiore Generale.
Il comunicato stampa contiene sette paragrafi. I primi due paragrafi
introducono il Cardinale Ladaria e Don Pagliarani con i rispettivi
assistenti, e affermano che è stato il Cardinale ad invitare Don
Pagliarani a Roma per discutere lo stato delle relazioni fra Roma e la
Fraternità, perché esse potrebbero evolvere dopo
l’elezione di Don Pagliarani come nuovo Superiore Generale della
Fraternità nel luglio scorso. Il terzo e quarto paragrafo
collocano il problema fra Roma e la Fraternità esattamente al
suo posto: nell’ambito della dottrina.
Eccoli qui, nel testo integrale:—
(3) Nel corso dell’incontro con le
autorità romane è stato ricordato che il problema di
fondo è esattamente dottrinale e né la Fraternità
né Roma possono eluderlo. E’ a causa di questa divergenza
dottrinale irriducibile che ogni tentativo di elaborare una bozza di
dichiarazione dottrinale accettabile per le due parti non è
giunto in porto da sette anni. E questo perché la questione
dottrinale rimane assolutamente primaria. (4) La Santa Sede non dice altra cosa quando
afferma solennemente che la definizione di uno statuto giuridico per la
Fraternità potrà farsi solo dopo la firma di un documento
a carattere dottrinale.
Tuttavia, il quinto paragrafo arriva a concludere che “ Tutto spinge la Fraternità a
riprendere le Discussioni teologiche ”, il cui scopo non è
tanto di convincere i Romani, quanto di portare davanti alla Chiesa la
testimonianza incondizionata della Fede. Gli ultimi due paragrafi
esprimono la fiducia della Fraternità nella Provvidenza. Il suo
futuro è nelle mani di Dio e della Sua Santissima Madre (Fine
del comunicato stampa).
Ahimè, ci si può anche chiedere se sia utile o prudente
cercare di riaprire le Discussioni Dottrinali con questi Romani. Uno
dei quattro rappresentanti della Fraternità espresse un commento
sui quattro rappresentanti romani, dopo l’ultima serie di tali
Discussioni tenutesi dal 2009 al 2011: “Sono malati di mente, ma sono
loro che hanno l’autorità”. Questo commento non era inteso in
maniera personale, ma testimoniava con precisione l’incapacità
dei neomodernisti romani di cogliere l’essenza stessa della dottrina
cattolica, cioè il suo carattere oggettivo, che non consente
alcuna interferenza soggettiva.
Dio Onnipotente significa ciò che Egli dice, ed Egli lo dice
attraverso la Sua Chiesa, e quindi non si può parlare di
rimodulare per i tempi moderni – come ha fatto il Vaticano II –
ciò che la Sua Chiesa ha sempre e immutabilmente detto prima del
Vaticano II. Come possono allora i Romani di oggi essere fedeli alla
Chiesa di Dio e al tempo stesso al Vaticano II senza che le loro menti
siano ammalate da contraddizione, o senza che abbiano un’idea
completamente falsa della Chiesa?
Stando così le cose, sarà interessante vedere come
verrà presentata la prospettiva di una riapertura delle
Discussioni dottrinali, se e quando la Santa Sede emetterà un
comunicato stampa sulla stessa riunione del 22 novembre. Essi vogliono
certamente le Discussioni, nella speranza di attirare il nuovo
Superiore Generale fuori dalla sua inespugnabile fortezza della
dottrina della Chiesa, ma la loro dottrina conciliare può essere
solo falsa in quanto si discosta dalla Tradizione. E così i due
grandi argomenti a loro disposizione potranno essere, come sempre,
autorità e unità, trascurando la dottrina. Ma che
cos’è l’autorità cattolica quando non è più
al servizio della Verità? E che cos’è l’unità
cattolica se si realizza intorno ad un cumulo di menzogne insidiose
(Vaticano II)? Ahimè, l’autorità e l’unità sono le
uniche gambe su cui questi Romani conciliari possono stare in piedi.
Perciò, onorevole Superiore Generale, ecco un atto per dare
seguito concretamente alle sue parole: perché non rendere
pubblica una sintesi chiara e corretta del resoconto delle ultime
discussioni dottrinali del 2009–2011? Sosterrà così i
suoi bei paragrafi dottrinali del 23 novembre con un vero e proprio
atto dottrinale!
Kyrie
eleison.