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TOMATO STAKES II (EC 226)

Se l’uomo
è per la donna come il palo per la pianta di pomodoro,
allora egli deve attenersi al suo compito ed ergersi verso Dio.

Il pomodoro e il palo – II
Quando “Commenti Eleison” ha citato (n.
217 del 10 settembre) il proverbio russo che paragona la donna e
l’uomo ad una pianta di pomodoro che si aggrappa e arrampica su un palo
per fruttificare, il paragone serviva a indicare la natura e il ruolo
della donna. Una lettrice chiede come questo si applichi agli uomini.
Ahimè, la nostra pazza epoca sta provando a spazzare via tutti
questi elementi basilari della natura umana.
Ovviamente, sul disegno di Dio circa l’uomo e la donna, profondamente
diversi, ma sublimemente complementari, c’è da dire molto di
più della semplice comparazione botanica. Nella Messa cattolica
per il matrimonio, l’Epistola paragona le relazioni fra marito e moglie
a quelle fra Cristo e la Sua Chiesa. Degno di nota in questo passo (Efesini V, 22-33) è come San
Paolo si dilunghi sui doveri del marito e parli solo brevemente di
quelli della moglie. Subito si può intravedere come gli uomini
odierni siano in gran parte responsabili della perdita del buonsenso
fra l’uomo e la donna contemporanei. Ma lasciamo il mistero
soprannaturale per un’altra occasione e ritorniamo all’orto,
perché sono soprattutto i fondamenti naturali ad essere
attaccati oggi dai nemici di Dio e dell’uomo.
Perché un palo possa servire ad una pianta di pomodoro,
abbisognano due cose: esso deve rimanere diritto e mantenersi stabile.
Se non rimane diritto, la pianta non può arrampicarsi, e se non
è stabile, la pianta non può aggrapparsi o avvolgersi
intorno ad esso. Possiamo dire che la stabilità dipende da come
un uomo è legato al suo lavoro, mentre il rimanere diritto
dipende dal suo ergersi verso Dio, nulla di meno.
Per quanto riguarda la stabilità, in ogni tempo e luogo ove la
natura umana non fosse stata stravolta, la vita dell’uomo si è
mossa attorno al suo lavoro, mentre quella della donna si è
svolta attorno alla sua famiglia, a partire dal suo uomo. Se l’uomo fa
della donna il centro della sua vita è come se due piante di
pomodoro si aggrappassero l’una all’altra – entrambe finirebbero nel
fango, a meno che la donna non faccia la parte dell’uomo, cosa per la
quale non fu fatta e che deve fare di tutto per evitarla. Una donna
saggia sceglie per marito un uomo che ha trovato il suo lavoro e che lo
ama, di modo che mentre egli è saldamente ancorato ad esso, lei
potrà aggrapparsi a lui.
Riguardo al rimanere diritto, come il palo deve puntare al cielo,
così l’uomo deve ergersi verso il Cielo. I capi abbisognano di
una visione per ispirare e guidare gli altri. La visione di Mons.
Lefebvre fu la restaurazione della vera Chiesa. Similmente, quando la
fede del Cardinale Pie (1815-1880) colse intorno a lui la viltà
degli uomini del XIX secolo, egli l’attribuì alla loro mancanza
di fede. Dove non c’è fede, egli disse, non ci sono convinzioni.
E senza convinzioni non v’è fermezza di carattere, e senza
fermezza di carattere non vi sono uomini. San Paolo la pensava allo
stesso modo quando diceva: “di ogni uomo il capo è Cristo, e
capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio” (I Cor. XI, 3). Quindi, per
recuperare la sua virilità, l’uomo deve tornare a Dio, deve
sottostare a Lui, cosa che renderà più facile per la
moglie sottostare al proprio uomo e per i figli sottostare ad entrambi.
Ma il “sottostare” non dev’essere inteso come una sorta di tirannia o
del marito sulla moglie o dei genitori sui figli. Il palo è
lì per il pomodoro. Un saggio gesuita disse che la cosa migliore
che un uomo possa fare per i suoi figli è amare la loro madre.
Gli uomini non sono mossi dall’amore come le donne, così che
facilmente possono non capire come le donne abbiano bisogno di amare e
di essere amate. Basta loro un po’ di affetto per andare molto avanti.
Lo Spirito Santo lo dice in modo più elegante: “Voi, mariti,
amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse” (Col. III, 19).
Kyrie eleison.