è tale.
Oggi Menzingen si inganna – lo stesso male.
Il problema
della lettera del 15 giugno del quartier generale della
Fraternità San Pio X di Menzingen, Svizzera, intesa a “fornire
chiarificazioni sui matrimoni”, dopo la proposta del 4 aprile di Roma
per facilitare l’integrazione dei matrimoni della Fraternità
nella struttura conciliare, non consiste in un piccolo problema
meramente relativo a questo o a quell’argomento o dettaglio. Il
problema sta nella complessiva
mentalità Conciliare degli uomini di chiesa che hanno fatto tale
proposta . Secondo le lapidarie parole di uno dei tre teologi
della Fraternità che, guidati da Mons. de Galarreta, hanno
incontrato i quattro “teologi” romani nelle “discussioni teologiche”
del 2009- 2011, questi quattro Romani erano “malati mentali ma che
avevano l’autorità”. E la “malattia mentale” (oggettiva) dei
Romani è tale che molti cattolici credenti sono tentati di
concludere che costoro abbiano perso ogni autorità nella Chiesa.
Ahimè, sembra invece che ancora ce l’abbiano, così che in
nome dell’”obbedienza” costoro stanno oggettivamente distruggendo la
Chiesa, qualunque siano – solo Dio lo sa – le loro buone intenzioni
soggettive.
Così la prima gran parte della Lettera
sui matrimoni di Menzingen (vedi il “ Commento ” della scorsa
settimana) ha sostenuto che la proposta di Roma del 4 aprile si
limitava a riportare i matrimoni della Fraternità in linea con
l’antica e ragionevole pratica della Chiesa da dopo il Consiglio di
Trento. Sì, caro Menzingen, ma dove finisce la ragionevolezza
della legge quand’essa viene applicata dagli amministratori “malati
mentali”? Un profondo assioma scolastico dice: “Qualunque cosa
ricevuta, viene ricevuta a modo del ricevitore”. La sana Tradizione, in
mano agli (oggettivamente) insani uomini di chiesa moderni, è
suscettibile di diventare anch’essa insana. Ad esempio, nella terza
parte della Lettera di
Menzingen si sostiene che l’ufficializzazione dei matrimoni della
Fraternità li farà più sicuri. Sicuri in che modo,
quando i moderni ufficiali della Chiesa stanno praticamente
trasformando gli annullamenti ufficiali in “divorzi cattolici”?
La seconda parte della Lettera
esamina otto obiezioni principali alla proposta di Roma, allo scopo di
confutarle. L’essenza della maggior parte delle obiezioni è che,
nel contesto ,
accettare la proposta di Roma significa allinearsi con il tradimento
Conciliare della Fede: allinearsi con la teoria e la pratica Conciliari
del matrimonio (1,2), con la condanna Conciliare dei precedenti
matrimoni della FSSPX (3), con il nuovo Codice di Diritto Canonico (8),
e così via.
La risposta di Menzingen è che presa di per sè , astratta
dal suo contesto, la proposta romana non farebbe altro che mettere a
disposizione delle coppie della Fraternità un altro modo per
sposarsi, in armonia con la Chiesa ufficiale. Sì, caro
Menzingen, ma come si può celebrare un matrimonio nella vita
reale senza un contesto? E come può oggi un qualsivoglia
contesto della Chiesa ufficiale, essere diverso da quello Conciliare?
La quinta obiezione è un classico esempio del ragionare utopico
di Menzingen, che separa l’inseparabile: all’obiezione che la
facilitazione di Roma all’accesso dei matrimoni della Fraternità
nell’ufficialità, costituisca il formaggio della trappola per
topi della Prelature Personale, Menzingen risponde che “ in sé ” il formaggio
è solo formaggio! Eppure ,
Menzingen riconosce anche che la stessa proposta di Roma menziona che
si tratta di un passo verso l’eventuale “regolarizzazione
istituzionale” della Fraternità, vale a dire che il formaggio
è, oggettivamente, parte di una trappola. Ma ecco che Menzingen
risponde che per evitare tutte queste trappole, la Fraternità
dovrebbe troncare tutti i contatti con gli ufficiali romani, cosa che
Mons. Lefebvre diceva nel 1975 non avrebbe mai fatto.
Sì, caro Menzingen, ma questo avveniva prima che gli ulteriori
13 anni di contatti e trattative con i Romani dimostrassero finalmente
a Monsignore che costoro non avevano alcuna reale intenzione di curare la Tradizione. Fu infatti
solo nel 1988 che
consacrò quattro vescovi che curassero la Tradizione (come lo fecero fino al 2012), pur non
rifiutando mai i futuri contatti con i Romani. Solo che Monsignore
chiarì che da allora
in poi la dottrina doveva precedere la diplomazia, così
che i contatti sarebbero potuti riprendere solo quando i Romani
sarebbero ritornati alle grandi condanne papali del liberalismo e del
modernismo.
E dal 1988? Menzingen pretende che Roma sarebbe cambiata in meglio,
così che la trappola non sarebbe più una trappola! Oh,
Menzingen! Hai contratto la “malattia mentale” dei Romani!
Kyrie
eleison.