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Rerum Novarum – II

Poiché nella sua famosa Lettera Enciclica ai Vescovi Cattolici del 1891 Rerum Novarum , [RN] Papa Leone XIII castigava il socialismo come radicalmente contrario alla natura umano donata da Dio (si vedano questi “ Commenti ”
della scorsa settimana), qualcuno potrebbe immotivatamente pensare che
non fosse un amico delle classi lavoratrici, i cui interessi il
socialismo illudeva di proteggere. Tutt’altro. Tutta la seconda parte
dell’Enciclica illustra la vera soluzione dei problemi reali di fine
Ottocento, e dimostra come il socialismo fosse in realtà la
falsa soluzione. E visto che nel XXI secolo il nostro empio mondo
continua ad essere tentato dal socialismo e dal comunismo dei
globalisti in continua guerra contro Dio, diamo un’occhiata, per quanto
brevemente, alla vera soluzione fornita da Leone XIII.

Il Papa dice che la soluzione deve basarsi su tre elementi. Innanzitutto la Chiesa Cattolica.

In secondo luogo lo Stato, che egli chiama a svolgere un ruolo speciale
nella tutela dei lavoratori. E in terzo luogo le associazioni private
di datori di lavoro e lavoratori che, secondo lui, hanno un ruolo
prezioso da svolgere. Ma prim’ancora rifiuta tutte le soluzioni irreali
per i problemi sociali che cercano di eliminare o le disuguaglianze
naturali, ovviamente insite in tutti gli uomini, o le difficoltà
innaturali in questa “valle di lacrime” dovute al peccato.

I Cattolici sanno che le disuguaglianze sono naturali per creazione,
perché riflettono meglio l’infinita varietà dell’opera
del Creatore, e che la sofferenza, la morte e la concupiscenza, hanno
fatto irruzione nella creazione solo a partire dal peccato originale
commesso dall’uomo.

Perciò la promozione da parte del comunismo della lotta di
classe e della rivoluzione contro ogni autorità non è
naturale, ma innaturale, e la Chiesa sarà la prima a creare
l’armonia di classe e il rispetto dell’autorità attraverso i
mezzi di giustizia naturale e di carità soprannaturale. In
termini di giustizia, i lavoratori devono lavorare e rispettare i loro
datori di lavoro, e i datori di lavoro devono rispettare i loro
lavoratori e prendersi cura del loro benessere spirituale e fisico, in
particolare pagando un salario giusto che non sarà determinato
solo dal fatto che il datore di lavoro si metta le spalle al sicuro. In
termini di carità soprannaturale, la ricchezza è
piuttosto un ostacolo che un aiuto per la salvezza, quindi i ricchi
devono essere solidali con i poveri e i poveri non devono invidiare i
ricchi.

La Fede respinge entrambi gli opposti errori: il socialismo e il duro
capitalismo, moderando l’eccessivo desiderio di ricchezza degli uomini.

Per quanto riguarda lo Stato (RN 26), la sua funzione primaria è
quella di salvaguardare il bene comune di tutti i suoi membri, non solo
dei ricchi. Infatti, poiché spesso i ricchi possono badare a se
stessi mentre i poveri possono avere particolare bisogno della
protezione del governo, come dimostrava la miserevole condizione delle
classi lavoratrici nel 1891, significa che lo Stato deve intervenire in
loro favore. La legge terrena deve proteggere la loro morale, la loro
dignità e le loro condizioni di lavoro, con una attenzione
speciale per le donne e i bambini, favorendo a loro la
proprietà. Da ciò si capisce come sia stata la Chiesa
cattolica a lanciare virtualmente il moderno Welfare State . Leone XIII fu ampiamente frainteso ai suoi giorni, ma 40 anni dopo Pio XI parlò del bene fatto dalla Rerum Novarum .

E in terzo luogo, Papa Leone XIII ha incoraggiato ad adottare tutti i
tipi di associazioni private, al pari delle corporazioni medievali,
dove gli uomini possono unirsi non tanto orizzontalmente nella stessa
classe ma verticalmente, unendo tutte le classi per categorie, antidoto
efficace alla guerra di classe. Associazioni Cristiane di questo tipo
sono sempre state di particolare beneficio, ma gli Stati antireligiosi,
invece di aiutarle, le hanno ostacolate.

Sia particolarmente curato il benessere religioso degli operai,
così come sia posto rimedio alla loro disoccupazione, malattia,
vecchiaia e sventura. Che l’esempio dei cattolici converta i
socialisti!

Con questa dottrina sui ruoli della Chiesa, dello Stato e delle
associazioni che vengono in aiuto dei lavoratori, il Papa ha dimostrato
di condannare non solo il socialismo, ma anche quel capitalismo
liberale che, mettendo la ricerca del denaro al di sopra delle reali
necessità degli esseri umani, aveva ridotto i lavoratori a
miserabili condizioni di vita. Ma i globalisti sono tornati nuovamente
allo stesso grave errore. Possono imparare da Papa Leone XIII? Si
può dubitare.

Kyrie eleison.