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Fede vittoriosa

credere nella fede immutabile e proclamarla in faccia a tutta la
modernità.

A titolo di risposta alla convincente critica di Mons. Tissier de
Mallerais sul pensiero del Papa Benedetto XVI, presentata brevemente
negli ultimi quattro numeri di questi “Commenti”, che possiamo dire ( Rom . VI, 1) ?

Consideriamo tre argomenti con i quali dei buoni cattolici potrebbero
cercare di difendere il Papa dall’accusa che il suo pensiero non
è cattolico.

La prima linea di difesa potrebbe basarsi sull’affermazione generale
che attaccare in qualunque modo il Papa significa aiutare i nemici
della Chiesa.

Ma, il primo dovere del Papa non consiste nel “confermare i suoi
fratelli nella Fede” ( Lc .
XXII, 32) ?

Se quindi il pensiero di un Papa si allontana seriamente dalla Fede e
di conseguenza gli si fa notare, con tutto il dovuto rispetto, dove sta
deviando, questo non significa attaccarlo o lavorare per i nemici della
Chiesa. Significa invece aiutarlo a vederci chiaro nel compiere il suo
dovere e ricordargli che l’unico e solo mezzo che ha per conquistare
questi nemici, oggi più forti che mai, è: “la vittoria
che ha sconfitto il mondo: la nostra Fede” ( I Gv . V, 4).

Una seconda obiezione all’argomentare di Mons. Tissier, relativa al
momento presente, potrebbe essere che Papa Benedetto è
prigioniero in Vaticano, quindi non è libero di difendere la
Tradizione cattolica come vorrebbe realmente.

Ora, è vero che i Papi del post-concilio sono stati attorniati
da dignitari della Chiesa che erano e
sono dei massoni segretamente intenzionati a distruggere la
Chiesa, ed è anche possibile che a partire dal Vaticano II i
finanzieri abbiano sempre più stretto un cappio finanziario al
collo del Vaticano. Ma non ci sarebbe denaro bastante da subentrare
alla vera dottrina se solo fosse proclamata, e se la fede di Benedetto
XVI non fosse prigioniera degli errori hegeliani potrebbe facilmente
vincere i massoni che lo circondano. Una vittoria ottenuta col
martirio? Potrebbe volerci una serie di Papi martiri, ma se solo noi li
meritassimo, come nella Chiesa antica, il Vaticano potrebbe presto
essere nuovamente libero!

Di una terza più diretta obiezione si è accennato nell’ ultimo “CE” : Benedetto
XVI potrebbe dichiarare di credere non solo nella Fede e nella
Ragione che si correggono reciprocamente, ma anche nella Fede
tradizionale. Di modo che egli potrebbe dire che crede assolutamente
che il corpo crocifisso di Gesù risorse dalla tomba con la sua
anima umana la mattina di Pasqua, tale che quando dice all’uomo moderno
che il reale significato della Resurrezione non è quello di un
corpo materiale che esce dalla tomba, ma quello dell’amore spirituale
che vince la morte, non sta facendo altro che rendere accessibile la
Resurrezione all’uomo moderno miscredente.

Ma, Santo Padre, è vero o non è vero che il corpo
crocifisso è risorto da quella tomba materiale? Se non è vero ,
smettiamo di crederlo e smettiamo di fingere di crederlo, e Lei rinunci
a essere il Papa di questi credenti deliranti. Ma se è vero che
è risorto dalla tomba, allora è QUESTO che Lei deve
proclamare al povero uomo moderno, e Lei deve – perdoni l’ardire –
ricacciargli in gola la sua incredulità.

L’uomo moderno non ha bisogno che gli si racconti il ritornello
dell’amorevolezza. Ne ascolta tutti i giorni! Lui ha bisogno di
sentire che solo Nostro Signore veramente risorto è stato in
grado sia di fermare i suoi nemici implacabili che vollero
neutralizzarlo, sia di trasformare i suoi totalmente sfiduciati
apostoli in conquistatori del mondo.

Santo Padre, è inutile cercare di stabilire un rapporto col
mondo usando i pensieri corrotti che gli sono propri. Il mondo lo si
conquista con i pensieri e le parole di Nostro Signore! E se per farlo
Lei è obbligato a darci un esempio di martirio, voglia credere
che si tratta dell’esempio di cui molti di noi potremmo aver bisogno in
un futuro non troppo lontano.

Umilmente preghiamo per Lei.

Kyrie eleison