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CATHOLIC BALANCE. (EC 154)

Quando il Vaticano II separò la
Verità cattolica dall’Autorità cattolica,
tutti i cattolici ne furono dilaniati.
Mons. Lefebvre ha mostrato il loro diritto alla reintegrazione.

Equilibrio cattolico
Dopo che la scorsa settimana è sembrato che
“Commenti Eleison” simpatizzasse inizialmente per i “sedevacantisti”,
che credono che i papi, a partire da Giovanni XXIII, non sono stati
papi, e concludesse dando l’impressione che simpatizzasse per il
Cardinale Kasper col prendere in giro la ininfluente Fraternità
San Pio X, so che almeno un lettore è rimasto confuso e sospetto
che non sia stato il solo. Ma tutto torna a posto se si considera che a
partire dal Vaticano II la Verità Cattolica è stata
separata dall’Autorità Cattolica.
Ora, l’Autorità Cattolica degli uomini di Chiesa dovrebbe essere
ancorata alla Verità Cattolica di Nostro Signore, poiché
questa Autorità umana esiste solo per proteggere ed insegnare
quella Verità divina.
Ma nel terribile Concilio (1962-1965), secoli di eresia protestante e
di dissoluzione liberale della verità trovarono finalmente il
modo per insinuarsi nei cuori e nelle menti di larga maggioranza dei
Padri conciliari, i quali rinunciarono alla purezza della Verità
Cattolica, e da quel momento usarono tutta la loro Autorità
Cattolica per imporre ai cattolici la nuova, falsa religione dell’uomo,
partorita dal Concilio.
A quel punto, com’era inevitabile, i Cattolici sono stati lacerati in
se stessi e nel contempo divisi tra loro.
Infatti, o hanno dovuto aggrapparsi alla Verità Cattolica e
abbandonare più o meno l’Autorità Cattolica, e questa
è la soluzione dei “sedevacantisti”. E quando si guarda
primariamente alla Verità Cattolica, si può ben
simpatizzare con loro, tanto orribile è stato il tradimento
della Verità praticato dai principali uomini di Chiesa, fin
dall’inizio del Concilio.
O hanno scelto di rimanere legati all’Autorità Cattolica e di
abbandonare più o meno la Verità Cattolica, e questa
è la soluzione del Cardinale Kasper. E quando si guarda
primariamente all’Autorità Cattolica, si può ben
simpatizzare con la sua fedeltà a Benedetto XVI e comprendere il
sorriso del Cardinale quando scopre di essere rimproverato come un non
cattolico dalla totalmente ininfluente e tuttora praticamente
scomunicata Fraternità San Pio X.
L’Arcivescovo Lefebvre, invece, tra i due estremi della Verità
senza Autorità o dell’Autorità senzaVerità, scelse
una terza via. La sua via, sulla quale è stato seguito dalla
FSSPX, è stata contrassegnata dall’ancorarsi alla Verità
Cattolica senza mancare di rispetto all’Autorità della Chiesa,
senza rifiutarsi di credere nella validità dei suoi ufficiali.
Si tratta di un equilibrio che sicuramente non è sempre facile
da mantenere, ma che ha prodotto frutti cattolici ovunque nel mondo, ed
ha sostenuto un resto di fedeli Cattolici con la vera dottrina e i veri
Sacramenti, per i 40 anni che abbiamo finora trascorsi nel deserto
conciliare (1970-2010).
In questo deserto noi pecore cattoliche possiamo rimanere disperse
ancora un po’, fino a quando il Pastore sarà ancora percosso (Zc XIII, 7, richiamato da Nostro
Signore nell’Orto di Getsemani – Mt
XXVI, 31). In questo Getsemani della Chiesa, noi dobbiamo avere
compassione per tutte le nostre pecore sorelle.
È per questo che io posso simpatizzare con i “sedevacantisti” ed
anche con i liberali (fino a un certo punto !).
Ma questo non significa assolutamente che la terza via, quella
tracciata dall’Arcivescovo Lefebvre, abbia cessato di essere la strada
giusta.
Che la Gran Madre di Dio protegga a lungo la piccola Fraternità!
Kyrie eleison.