Quando Benedetto rende la Redenzione
così piacevole,
Allora Cristo diventa solo tutto zucchero e miele.
Il sentire di Benedetto
Quando due mesi fa è stata pubblicata in
Italia un’intervista di Benedetto XVI, rilasciata nel mese di ottobre
dello scorso anno ad un sacerdote gesuita, alcuni disorientati “pii”
cattolici la intesero come se l’ex Papa fosse tornato alla dottrina
tradizionale sull’assoluta necessità di appartenere alla Chiesa
cattolica per la salvezza. Ahimè, in realtà l’intervista
mostra un impenitente modernista che valuta non l’uomo moderno in base
alla Verità cattolica, ma la Verità cattolica in base a
ciò che l’uomo moderno può o non può capire e
accettare di essa. In tutta onestà, l’intervistatore ha
sollevato quattro gravi questioni, e Benedetto non le ha schivate.
Ecco una sintesi crudelmente breve ma non sostanzialmente ingiusta
dell’intervista, con aggiunti dei commenti in corsivo:—
D: La FEDE è comunicata attraverso
la comunità, che a sua volta è un dono di Dio?
R: La Fede è un
personale contatto vivente con Dio, mediato attraverso una
comunità vivente, perché per credere ho bisogno di
testimoni di Dio, cioè la Chiesa, la quale non è solo un
insieme di idee (vero, ma un insieme
di idee è l’oggetto stesso della fede creduta. Benedetto
abbraccia il soggettivismo moderno). Attraverso i sacramenti
della Chiesa io entro in contatto vivente con Cristo (secondo gli oggettivi parametri della
Fede).
D: Può l’uomo
moderno capire la GIUSTIFICAZIONE PER
LA FEDE di Paolo? (Si noti la priorità dell’uomo moderno)
R: Per l’uomo moderno,
Dio non può lasciare che la maggior parte degli uomini soffra la
dannazione eterna (stesso commento).
La preoccupazione per la salvezza personale è in gran parte
scomparsa (e allora? Così la
dottrina dovrebbe cambiare?). Ma l’uomo moderno percepisce
ancora il bisogno di misericordia, così lui riconosce la propria
indegnità. In realtà egli si aspetta un amore salvifico,
che è la misericordia di Dio, che lo giustifica (così l’uomo peccatore si
aspetterebbe la misericordia di Dio, e questo lo giustificherebbe?
Questo è puro Protestantesimo!). Al contrario l’idea
classica di Dio Padre che uccide il proprio Figlio per soddisfare la
sua giustizia, oggi è incomprensibile. Piuttosto, il Padre e il
Figlio hanno la stessa volontà (ma
Gesù come Dio e come uomo aveva due volontà!), e
l’insieme del male del mondo è stato superato, come doveva
essere, da Dio che condivise la sofferenza del mondo, la quale è
stata condivisa allo stesso modo dal Padre e dal Figlio (ma il Padre in quanto Dio non poteva
soffrire, e Cristo poté soffrire solo come uomo! Questa nuova
dottrina svuota l’Incarnazione, la Croce, il peccato del genere umano,
la giustizia di Dio, la nostra Redenzione! Che resta del cattolicesimo?).
D: L’insegnamento della
Chiesa su ll’INFERNO è
evoluto nei tempi moderni?
R: “Non c’è
dubbio che in questo punto siamo di fronte a una profonda evoluzione
del dogma” (sic! Ma il dogma non
può evolvere. Come uomo moderno, Benedetto non ha alcuna nozione
di verità immutata e immutabile). “Dopo il concilio
Vaticano II tale convinzione [che chi non è battezzato è
per sempre perduto] è stata definitivamente abbandonata” (come se il Vaticano II potesse cambiare
l’insegnamento della Chiesa!). Ma allora sorge un problema –
perché essere ancora cristiani? (bella domanda!). La soluzione di Rahner per
cui tutti gli uomini sarebbero cristiani anonimi, lascia fuori il
dramma della conversione (solo
“dramma”? – no “assoluta necessità”?). La soluzione dei Pluralisti per cui tutte le
religioni sarebbero sufficienti per la salvezza è inadeguata (vero). La soluzione di De Lubac
è che Cristo e la Chiesa in qualche modo sostituiscono tutta
l’umanità, diciamo credendo nella verità, praticandola e
sofferendo per lei. Così basta che poche anime lo facciano.
D: Se il male deve essere
riparato, lo si può fare col sacramento della CONFESSIONE?
R: Solo Cristo può
riparare il male, ma la Confessione ci rimette sempre dalla parte di
Cristo.
Alla luce di tale
intervista, si possono ancora avere dubbi sul fatto che i capi della
Fraternità San Pio X siano seriamente illusi nel pensare che la
Fraternità possa tranquillamente porsi sotto questi Romani? A
partire dall’umanesimo e dal protestantesimo, una falsa visione della
Redenzione è penetrata fin nel midollo dei moderni, e da qui
è passata nei prelati cattolici. Il Vaticano II insegna e
predica un cristianesimo senza la Croce. Che è molto popolare,
ma è assolutamente falso. Che Dio abbia pietà di questi
uomini di Chiesa.
Kyrie eleison.