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HORRIBLE FALL III (EC 323)

Nella
misura in cui la FSSPX è una scialuppa di salvataggio che sta
per essere trasformata in un battello di morte, le anime devono
prepararsi ad abbandonarla ed essere pronti a non assistere alle sue
Messe.

Orribile caduta – III
Ai lettori dell’ultimo
di questi “Commenti” di giugno è stato promesso un terzo
articolo sull’orribile caduta della Fraternità San Pio X, che
prendesse in considerazione cosa si possa fare. Proprio recentemente
è apparso sul sito “Avec
l’Immaculée” un articolo con alcune buone risposte a questa
questione, a partire dalla domanda se i cattolici possano continuare a
frequentare le Messe della FSSPX. Riassumo e adatto: –
Nel 1984, un indulto di Roma permise che, a determinate condizioni,
fosse celebrata la Messa tridentina nel quadro della Chiesa ufficiale.
Alla domanda se i cattolici potessero assistere a queste Messe, Mons.
Lefebvre rispose subito dopo che non avrebbero dovuto assistervi,
perché il loro reinserimento nella struttura ufficiale, a quelle
condizioni, equivaleva all’accettazione del Vaticano II e delle
conseguenti riforme. I sacerdoti celebranti le Messe dell’Indulto non
sarebbero stati in grado di parlare liberamente, e avendo accettato
implicitamente la nuova Messa, con l’indulto, rischiavano di scivolare
nella nuova religione conciliare, trascinando con loro anche i fedeli.
Nel 2012, Mons. Fellay dichiara che la nuova Messa è stata
promulgata legittimamente, cosa che equivale col dire che è
legittima. Egli soffoca le critiche al Vaticano II e mentre continua a
mantenere i sacerdoti e i fedeli nel maggior buio possibile circa
quello che egli sta realmente facendo, porta avanti costantemente le
idee della sua Dichiarazione pro-conciliare dell’aprile 2012. Quindi,
come Mons. Lefebvre escluse la frequenza alle Messe dell’Indulto,
adesso, come regola generale,
dovrebbe essere esclusa la frequenza alle Messe della FSSPX,
perché, anche se questa particolare Messa è ancora
celebrata in conformità con la Tradizione, la FSSPX è
stata in generale rimodellata come un ambito nel quale la nuova
religione conciliare è sempre meno disapprovata, tale che vi
è sempre più un certo rischio nell’assistere alle sue
Messe.
Tuttavia, sacerdoti particolari
della FSSPX sono molto diversi, dal genuinamente tradizionale al
virtualmente conciliare. Vi è ovviamente più pericolo
nell’assistere alle Messe dei secondi rispetto a quelle dei primi; ma
se un sacerdote difende ed approva il nuovo corso imposto dal Quartiere
generale della FSSPX o se perseguita ed esclude dai sacramenti chiunque
prenda parte alla Resistenza, si è al cospetto di due
indicazioni perché le sue Messe siano evitate, specialmente se
non molto lontano vi è una Messa di un sacerdote resistente. In
più devono entrare in giuoco le circostanze,. Se, per esempio, i
propri figli rischiano di essere buttati fuori da una scuola ancora
decente della FSSPX, questo può giustificare che si assista
ancora alla Messa locale della FSSPX. Quando il tronco è marcio,
possono esserci ancora per un tempo dei rami che portano foglie verdi.
Resta il fatto che il tronco della FSSPX è colpito a morte e,
umanamente parlando, senza speranza di recupero. La Sinagoga, tra la
morte di Nostro Signore sulla Croce e la distruzione di Gerusalemme nel
70 d. C., portava con sé la morte, ma non era ancora morta.
Perciò gli Apostoli predicavano in essa e dei buoni Ebrei
partecipavano ancora, fino a quando furono perseguitati tutti e infine
cacciati. Oggi, se un cattolico si avvede che l’intero corpo della
FSSPX, dalla testa ai piedi, è pervaso dal virus mortale di una
dissimulata mentalità conciliare, egli deve agire per concorrere
al salvataggio di quante più anime è possibile, prima che
naufraghino nella fede insieme alla scialuppa che affonda.
Si faccia un tale una convinzione, con la lettura di quanto può
reperire, a partire dallo scambio di lettere, dell’aprile 2012, fra i
tre vescovi e Mons. Fellay. Parli con i sacerdoti e con i fedeli, per
coordinare, per esempio, come realizzare dei rifugi per i sacerdoti che
altrimente non si sentiranno capaci di reagire. C’è molto da
fare, ma sono pochi, almeno per il momento, quelli che sono disposti a
farlo. Dio è con questi pochi.
Kyrie eleison.