Nella sua
straordinaria Enciclica di 100 anni fa, Pio X inchioda l’errore mortale
dei tempi moderni: l’indipendenza delle menti dal loro oggetto
“Pascendi” – I
Fra poco più di un mese, l’8 settembre, tutti i cattolici che si
compiacciono della resistenza al modernismo di Papa Pio X, celebreranno
il 100° anniversario della sua grande Enciclica: Pascendi Dominici Gregis (in
italiano: Pascere il Gregge del Signore).
Credo che sia indispensabile misurarsi con la dottrina centrale della
Pascendi, se non si vuole perdere il proprio ancoraggio nell’attuale
crisi della Chiesa, sempre in atto e mai superata, anzi.
In breve, Pio X dice che grazie alla criminale filosofia moderna (che
riflette e promuove la vita moderna), la mente umana ha perso il
contatto con la realtà oggettiva e ruota intorno al soggetto,
fabbricando ciò che vuole e imponendolo nell’ambiente in cui si
trova. Il nome di questo incredibile errore è “soggettivismo”.
La verità diventa ciò che io dico che sia. Si tratta di
una tale follia che io posso sopravvivere praticandola solo in modo
selettivo. Per esempio: due più due farà quattro quando
ho bisogno che sia così (come nella progettazione di un aereo),
farà invece cinque quando voglio che sia così (come nella
scelta di una religione).
Ora, quando questo errore allignava nelle università, oltre 200
anni fa, tanti contadini che vivevano in campagna mantenevano ancora
molto buon senso. Ma oggi, sono i tanti abitanti delle città che
hanno poco o nessun buon senso, e un gran numero di persone abbastanza
normali sono soggettiviste, addirittura così tante da non essere
più un’eccezione e da essere diventate la regola. Al punto che
è molto più difficile che esse si rendano conto che –
oggettivamente – sono pazze, e pensano bene – soggettivamente – di
essere perfettamente sane.
Certamente è questo il caso di molti – non tutti – uomini di
Chiesa modernisti, tra i quali si deve includere il Papa Benedetto XVI.
Egli può essere oggettivamente pazzo dal punto di vista della
Fede cattolica e tuttavia trovarsi soggettivamente in una sorta di
buona fede. A che vale questa “buona fede” se egli è
oggettivamente fuori strada? Ciò che conta è che egli
pensa di essere normale e nella verità, tale che si comporta
come se lo fosse, al punto da convincere molti cattolici che lo sia.
Ecco perché questa crisi della Chiesa è così
terribile – tanti cardinali, vescovi e preti non possono credere che
loro stessi o il loro Papa siano comunque fuori strada.
Conclusione? – Non è necessario credere che essi non siano
affatto cardinali, vescovi o papi, perché quando in pratica
tutti sono pazzi, necessariamente sono molto meno consapevoli del fatto
che non sono sani. Così che io posso trattare il Papa con tutta
la carità e il rispetto dovuto alla sua funzione, e gioire per
tutto il bene oggettivo che egli fa, per esempio col recente Motu
Proprio, ma non farò alcunché, proprio niente, per
dissociarlo dal suo insano sistema di credenze conciliare fino a quando
non sarà chiaro, il più possibile, che egli ha ripudiato
sia il Vaticano II sia il suo soggettivismo.
Leggi la Pascendi!
Kyrie eleison.