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FRENCH TOUR (EC 352)

Monsignore,
fuori dalla sua struttura deviata,
la sua nobile opera continua, come Lei l’ha creata.

Giro in Francia
Ancora
buone notizie, questa volta dalla Francia. Ancora una volta, piccole
per quantità, ma grandi per qualità. Una manciata di
bravi sacerdoti stanno raccogliendosi e stanno agendo per assicurare
che la Fede continui ad essere difesa secondo le linee stabilite da
Mons. Lefebvre, muovendosi fra il sedevacantismo a destra, ed il
conciliarismo — da sopra. Si lascia che il Quartier Generale della
FSSPX disarmi i suoi seguaci, mentre un resto di sacerdoti felici
continuerà ad armarsi nella vera religione in vista della
prossima fase persecutoria.
Questo è quanto ho osservato nel quarto giro di conferenze
effettuate a partire dallo scorso autunno per diversi centri di
Francia, dove i laici sono interessati alla dottrina anti-liberale dei
Papi cattolici, da Pio VI (1717-1799) a Pio XII (1876-1958). Dottrina
che non era nuova neanche all’inizio di quel secolo e mezzo in cui
è stata elaborata. Essa era semplicemente quella particolare
parte dell’insegnamento atemporale della Chiesa che doveva essere
rinfrescata nel momento in cui l’ordine sociale cristiano di 15 secoli
fosse minato e soppiantato dalla Rivoluzione Francese del 1789.
Quella Rivoluzione non fu altro che il liberalismo massonico che
muoveva guerra a Dio, forzandosi di rovesciare il trono e l’altare. Da
allora i troni cattolici sono stati praticamente rovesciati dalla
“democrazia”, mentre gli altari cattolici sono stati rovesciati col
Vaticano II per mezzo della conversione del Concilio alla religione
dell’uomo. Tuttavia, Mons. Lefebvre, rimanendo fedele alla religione di
Dio, volle che ai suoi seminaristi fosse del tutto familiare la
dottrina contro-rivoluzionaria della Chiesa, così che potessero
sapere come tenere la loro posizione cattolica in mezzo ad un mondo
liberale. Ne consegue che i laici cattolici, che vedono come la
Fraternità San Pio X di Monsignore venga abilmente trasformata
nella neo-Fraternità, sono interessati alle encicliche dei Papi
di questi 150 anni che hanno preceduto il Vaticano II.
Nel primo dei miei quattro giri di conferenze ci sono state cinque
tappe, nell’ultimo, tra fine marzo e i primi di aprile, ce ne sono
state nove, col rischio che giungessero nuovi inviti. In ogni caso ci
sono sempre più laici attenti a capire come la Fraternità
venga indotta in errore.
Purtroppo, ancora troppi sacerdoti della FSSPX sono suggestionati da un
maestro di seduzione, perso nel suo sogno mondano. Ne ho incontrati
alcuni in quest’ultimo giro. Essi sono indubbiamente delle brave
persone, sono dei bravi sacerdoti, hanno gli occhi aperti e si avvedono
di tante cose, ma non appena vengono in contatto con quel seduttore, la
loro visione si annebbia e la loro volontà vacilla. Il verbo
greco “diaballein”, da cui derivano i termini “diabolico” e “diavolo”,
significa mettere a soqquadro, gettare nella confusione.
Questi sacerdoti così confusi, contrastano con la mezza dozzina
ricordata sopra, che ha visto chiaro e sta agendo in base a ciò
che vede. Per questi ultimi, la tensione che li ha afflitti per tutto
il tempo che hanno cercato di rimanere leali ai capi diabolici,
appartiene al passato. Oggi essi sono sereni e pianificano felicemente
la continuazione dell’opera di Monsignore.
Don de Mérode, ordinato molti anni fa, ha lasciato la FSSPX di
sua spontanea volontà, ha comprato una casa a Lourdes e ne sta
comprando un’altra nel Sud-ovest della Francia. Esse serviranno sia
come basi per l’apostolato delle tante anime interessate nella regione,
sia come rifugi per i sacerdoti che hanno bisogno di qualche posto dove
riprendersi. Io posso aggiungere che a Lione ho incontrato una
bell’anima che sta offrendo uno dei suoi locali in città a
qualche sacerdote che è alla ricerca di un tetto.
Anche la casa della “Resistenza” a Broadstairs, in Inghilterra, adesso
è aperta e in grado di ricevere in visita i sacerdoti. Uno
è già passato. Discrezione garantita.
Kyrie eleison.