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nella Scrittura – III

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
al ruolo della donna come insegnato nella Sacra Scrittura – Parte terza .
Dei molteplici tesori Dio
è l’infinito dispensatore,

Ma l’uomo vorrebbe sostituire Dio con il suo disordine.

La femminilizzazione degli uomini e la mascolinizzazione delle donne,
così diffuse nel degradato mondo di oggi, sono uno
sconvolgimento così universale e radicale della natura umana che
ci vorrebbero molti numeri di questi “Commenti” da una pagina, per
rendergli giustizia. Tuttavia, la propaganda a favore di questa
particolare guerra agli esseri umani è così pesante
intorno a noi che il buon senso ha bisogno di tutto l’aiuto possibile,
e forse almeno di un altro numero di questi “Commenti”, per aiutare i
lettori a inquadrare il problema così come deve essere
inquadrato – rispetto a Dio.

Infatti, come alcuni lettori avranno già capito, questo è
il punto più importante di tutti per poter decifrare come un
mondo intero possa cadere in una follia come il femminismo e
l’anti-mascolismo. Se Dio esiste e se è Lui che ha progettato
tutte le creature, spirituali e materiali, allora naturalmente ha
progettato gli esseri umani, nel genere di uomo e donna, per vivere
sulla terra come tutti gli altri animali materiali, maschi e femmine,
ma dotati di un’anima spirituale, con ragione e libero arbitrio, a
differenza di tutti gli animali puramente materiali, in modo che lui e
lei possano rispondere al Suo amore creativo e meritare di condividere
la Sua beatitudine eterna. Gli esseri umani sono destinati, niente di
meno che all’eternità.

Così, davanti a Dio, l’uomo e la donna hanno un uguale destino
in cielo e una pari dignità spirituale, ma, per la nostra breve
vita sulla terra, Dio ha stabilito non l’uguaglianza tra l’uomo e la
donna, ma ruoli complementari per creare le famiglie che sono piccole
società, che richiedono non l’uguaglianza ma un capo, con
l’autorità di guidare e decidere per tutta la famiglia. E i doni
del capo Dio li dà in genere agli uomini, mentre alle donne
compensa di solito con i doni del cuore, con cui diffondere amore e
felicità in tutta la famiglia. Così una disuguaglianza
terrena e temporanea per le donne è destinata a portare a
un’uguaglianza eterna in Cielo.

Ma immaginate ora che gli esseri umani, su scala mondiale, taglino
fuori Dio dalla loro vita. Non c’è più il Creatore, non
c’è più l’Autore della vita e della natura umana, non
c’è più l’eternità o la vita eterna. Siamo i
prodotti casuali di un’“Evoluzione” che non si preoccupa affatto del
disegno, del destino o dell’eternità.

Ora, l’umanità ha imparato da Cristo, attraverso la
Cristianità, la dignità e l’uguaglianza di tutti gli
uomini, e questa eredità ha dato agli esseri umani un senso
profondo del proprio valore. Di questo hanno goduto, e non vogliono
più privarsene. Ma senza Dio, il Suo disegno per l’uomo non ha
più né il sostegno del passato né la garanzia per
il futuro. Pertanto, un’uguaglianza di dimensione divina deve essere
stipata in questa piccola vita di dimensione umana, nella quale non
può entrare, come mezzo litro di liquido non può entrare
in una bottiglia da un quarto.

Da qui, in tutti i modi, l’insoddisfazione della vita moderna. Persone
senza Dio, ma un tempo santificate, vogliono i frutti di Dio senza le
radici. Non può funzionare. Non funzionerà. Ma gli esseri
umani insistono nel cercare di farlo funzionare, piuttosto che tornare
a Dio e vivere questa vita alle condizioni di Dio invece che alle
proprie. In realtà stanno scegliendo l’Inferno e stanno
trasformando questo mondo in un’anticamera dell’Inferno.

Ecco un forte argomento a favore dell’esistenza di Dio. Se tagliarLo
fuori, come sta facendo l’umanità di oggi, potesse rendere tutti
costantemente felici e prosperi, ciò potrebbe confermare che
l’uomo non viene da Dio né è destinato ad andare da Lui.
Al contrario, se gli uomini di oggi sono profondamente inquieti e
insoddisfatti, come indicano i loro politici che promettono
continuamente cambiamenti in una forma o nell’altra, ma sempre
cambiamenti, non è forse un’indicazione che gli uomini non sono
fatti solo per il liberalismo e il materialismo, o per la
libertà dai Dieci Comandamenti e per la ricerca incontrollata
del denaro?

Se gli uomini riuscissero ad avere successo con il liberalismo e il
materialismo, allora dovremmo disperare della vita umana. Invece,
c’è questo senso naturale che la vita umana deve essere qualcosa
di più di ciò che è “brutto, povero, brutale e
breve” (secondo le parole di Thomas Hobbes, 1588–1679), e quindi la
condizione di disperazione degli uomini intorno a noi è persino
un segno di speranza!

Le femministe e gli anti-mascolisti sono accaniti guerrieri nella
grande guerra contro Dio. Ma non vinceranno!

Kyrie eleison