Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo alla posizione
degli Ebrei nei confronti di Cristo.
Come può Dio
permettere una tale crudeltà in Palestina?
Le Sue ragioni alla fine saranno svelate!
Lettera ai Romani, IX-XI
Gli Ebrei sono spesso
citati in questi “Commenti” per l’importanza del loro ruolo negli
affari del mondo e della Chiesa.
In quella che è probabilmente la più grande di tutte le
sue quattordici Epistole, San Paolo dedica loro tre interi Capitoli, il
IX, il X e l’XI. Questo perché essi hanno avuto un ruolo
centrale nell’ascesa e nella formazione della Chiesa Cattolica. E i
primi credenti furono scandalizzati dalla loro congiura contro Cristo,
sobillando Ponzio Pilato a crocifiggerLo e, da allora, dal loro rifiuto
di avere a che fare con Cristo, rifiuto che, con poche ma nobili
eccezioni, continua ancora oggi.
Infatti i loro accusatori diranno che fin dalla crocifissione di
Cristo, essi hanno voluto dominare il mondo per l’Anticristo, e che ai
nostri giorni si stanno avvicinando più che mai al loro
obiettivo, una disgrazia senza pari per il mondo intero.
Ma gli Ebrei risponderanno che tutte queste accuse nascono
semplicemente dall’odio verso gli Ebrei, o “antisemitismo”.
Dov’è la verità? Gli Ebrei furono il principale ostacolo
alla missione di San Paolo di impiantare la Chiesa Cattolica ovunque
potesse per salvare le anime per l’eternità. Ecco perché
sono citati così spesso nelle sue Epistole, e non sempre in modo
positivo – si veda soprattutto I
Tess . II, 14–16. Ma ogni
menzione di San Paolo fa parte della Sacra Scrittura e quindi, come
insegna la Chiesa Cattolica, queste menzioni sono prima di tutto e
soprattutto Parola di Dio e solo secondariamente parola del loro autore
umano.
Ne consegue che accusare San Paolo di “antisemitismo” significa
accusare Dio stesso di essere “antisemita”. Ora, qualunque cosa si
intenda con questa parola, il significato è brutto.
Ma Dio è la Verità stessa ( Gv . XIV, 6), e non è in
alcun modo brutto. Pertanto, qualsiasi cosa San Paolo dica sugli Ebrei
è veritiera e non “antisemita”.
Quindi, se vogliamo sapere cosa pensare degli Ebrei, e a tal fine ci
rivolgiamo alle Scritture per scoprire cosa Dio pensa di loro , non
possiamo fare di meglio che rivolgerci a San Paolo che ne ha avuto
un’esperienza diretta nel suo apostolato.
Tornando a San Paolo, in questi tre Capitoli della sua Lettera ai Romani troviamo la
presentazione più completa del problema che essi rappresentano.
Non che San Paolo parli principalmente con l’amarezza della sua
esperienza apostolica, anzi . . .
All’interno dell’Epistola, i tre Capitoli si collocano tra
l’insegnamento dogmatico dei Capitoli da I a VIII, e l’insegnamento
morale dei Capitoli da XII a XVI.
Nel Capitolo IX San Paolo presenta il Vero Israele, l’Israele
spirituale, costituito da quelle anime, giudee o gentili, che sono
giustificate davanti a Dio per la loro fede in Gesù Cristo. Esso
era solo prefigurato dall’Israele della carne che comprendeva poche
anime che non erano giudee per razza. Da Mosè in poi questo
Israele ha avuto per 1500 anni l’esclusiva del tempio, del sacerdozio e
del sacrificio all’unico vero Dio.
Ma lo scopo ultimo di Dio era la formazione di tutta l’umanità
al tempio, al sacerdozio e al sacrificio Cattolico, che sarebbe
arrivato con l’Israele spirituale, la Chiesa Cattolica.
Nel Capitolo X San Paolo presenta il falso Israele, costituito dagli
Ebrei che hanno ascoltato e compreso il Vangelo di Gesù Cristo,
ma lo hanno rifiutato. Non sono interessati a quell’Israele spirituale,
aperto a tutti gli uomini, dove non avranno più l’accesso
privilegiato ed esclusivo al vero culto dell’unico vero Dio. Per
questo, dopo aver ascoltato il Vangelo di Gesù Cristo, lo
rifiuteranno e crocifiggeranno Gesù Cristo stesso.
Il Capitolo XI presenta le tre ragioni per cui la Provvidenza di Dio ha
permesso tale infedeltà degli Ebrei: in primo luogo è
solo parziale ,
perché alcuni Ebrei nel corso dei secoli saranno fra gli
migliori cattolici, come Dio voleva che fossero; in secondo luogo,
l’infedeltà sarà utile per rendere gelosi gli Ebrei e per
rendere umili i Gentili; in terzo luogo l’infedeltà sarà
solo temporanea
perché gli Ebrei si convertiranno prima della fine del mondo.
In definitiva, l’Ebreo (o il Gentile) che rifiuta Dio sta semplicemente
esercitando il suo libero arbitrio che Dio gli ha donato. Ma San Paolo,
da parte sua, termina i tre Capitoli con un breve inno alle vie
misteriose e insondabili di Dio.
Kyrie eleison