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Onorare gli apostati

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alle condizioni attuali della Chiesa conciliare e della
Fraternità San Pio X.
La Neofraternità non
scende a compromessi?

Onorare gli apostati non è saggio!

Se questi “Commenti” a
volte possono scioccare le anime pie per il modo in cui vengono
presentate la Neochiesa (dal 1965) o la Neofraternità San Pio X
(dal 2012), sappiano che è per ragioni pastorali, e che
d’altronde, essendo molti cattolici aggrappati con le unghie alla loro
fede cattolica attraverso la Neochiesa o la Neofraternità,
probabilmente, senza la Neochiesa o la Neofraternità essi
potrebbero facilmente perdere la presa.

In molti di questi casi vale sicuramente il proverbio: “ meglio mezza pagnotta che niente pane ”.
D’altra parte, per ragioni dottrinali, questo modo di mantenere la Fede
ha i suoi seri pericoli, perché sia la Neochiesa sia la
Neofraternità hanno fatto dei compromessi dottrinali che sono
pericolosi per la conservazione della fede cattolica.

Ecco una preziosa lezione, tratta da un articolo scritto da un monaco
benedettino del Monastero di Santa Cruz, vicino a Rio de Janeiro.

Ad “ Arsenius ” (il suo
pseudonimo) vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Da quando l’eresia dell’umanesimo (l’uomo
prima di Dio) è stata resa ufficialmente “cattolica” dai Padri
Conciliari del Vaticano II (1962–1965), i Papi e i loro consiglieri non
hanno fatto altro che continuare il loro cammino che porta dritto
all’abisso, aumentando costantemente la velocità della caduta.
Un quadro del genere non ispira in alcun modo la speranza del ben che
minimo barlume di desiderio da parte di questi prelati di prendersi
cura della Tradizione cattolica (che significa semplicemente la vera
Chiesa).

Tuttavia, c’è chi non
solo ha nutrito una qualche speranza in tal senso, ma ha addirittura
provato una strana certezza che le cose a Roma stessero migliorando per
la Tradizione. Per “Tradizione” qui si può intendere solo la
Neofraternità con il suo desiderio di entrare in una biasimevole
“unità nella diversità” con Roma. Da qui la scissione,
per molti sconcertante, tra la Neofraternità San Pio X e la
cosiddetta “Resistenza” .

La svolta per la
Fraternità San Pio X è avvenuta nel 2012, quando la
risoluzione del precedente Capitolo Generale del 2006, secondo cui non
ci sarebbe stato alcun accordo pratico con Roma finché la
Verità cattolica non avesse trionfato, è stata sostituita
dal desiderio ufficiale della Neofraternità di un accordo
pratico, anche se il Papa e i suoi consiglieri non fossero ancora
tornati alla Verità cattolica.
Da questo Capitolo Generale,
che produsse questo cambiamento e portò alla
Neofraternità, fu escluso il vescovo Williamson.

Gli anni che seguirono mostrarono segni sempre più chiari di un
avvicinamento tra Roma e la Neofraternità. Uno dopo l’altro,
Roma approvò ufficialmente i matrimoni, le ordinazioni
sacerdotali e le confessioni amministrate dalla Neofraternità.
Si stava forse mettendo in pratica la famosa frase “Roma dà
tutto e non chiede nulla in cambio”?

In tal caso la frase era una realtà e non solo un’illusione?

Si potrebbe rispondere che al contrario da allora in poi la
Neofraternità poteva agire sempre più solo con
l’approvazione della Roma modernista, non basando più la sua
attività sullo stato di grave emergenza generale all’interno
della Chiesa, perché con la Tradizione ormai “ufficializzata”,
l’emergenza sarebbe stata superata.

Nel frattempo Roma aspetterebbe il giorno in cui potrebbe “togliere il
tappeto” da sotto i piedi della Neofraternità, spingendola nel
vicolo cieco in cui si è cacciata da sola.

Ma il recente annuncio che la Neofraternità sta per consacrare
uno o più vescovi senza il permesso di Roma non potrebbe essere
un segno del ritorno all’autentica Fraternità di prima del 2012?
Ahimè, questo sembra praticamente impossibile. Un ritorno allo
spirito combattivo dell’Arcivescovo Lefebvre contro i nemici della
Chiesa a Roma, ci sembra un’eredità in gran parte ormai persa
all’interno della Neofraternità.

Il futuro ci appare oscuro, anche se Dio è ancora all’opera in
molte anime, grazie all’apostolato dei membri della
Neofraternità. Ma questo non ci impedisce di riconoscere che la
Neofraternità dovrebbe correggere alcuni dei suoi principi guida
post-Lefebvre.

In ogni caso, più gli scandali macchiano il pontificato di
Francesco e più le illusioni di una riconciliazione con Roma
dovrebbero svanire.

Che la Madonna ci faccia capire e amare profondamente la Chiesa di
tutti i tempi, da non identificare con la sua caricatura fabbricata al
Vaticano II e messa in pratica nei pontificati successivi.

Kyrie eleison