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prudente

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson – In memoria di Mons
Bernard Tissier de Mallerais.
Un vescovo custodisce il suo
gregge con la Verità
che gli viene tramandata.

Questa dottrina è stata trasformata dai modernisti
in una frottola.

Poco più di un
mese fa è morto uno dei quattro vescovi consacrati nel 1988
dall’Arcivescovo Lefebvre senza il permesso del Papa. La frattura del
cranio da lui riportata è stata causata da una caduta su una
scala di pietra nel Seminario di Ecône, in Svizzera, dove viveva
da alcuni anni.

Sua Eccellenza Mons. Tissier de Mallerais aveva 79 anni, e nella sua
lunga vita aveva reso un servizio considerevole alla Fraternità
San Pio X di Mons. Lefebvre.

Per commemorare la sua partenza da questa “valle di lacrime”, si
permetta che questi “Commenti” ricordino qui tre occasioni, con la
gratitudine di tutti noi nei suoi confronti e con le nostre preghiere
per il riposo della sua anima.

In primo luogo, alla fine degli anni ‘60, quando l’Arcivescovo aveva
avviato il primo anno di un Seminario da lui progettato, alla fine di
quell’anno, fu abbandonato da così tanti nuovi seminaristi che
egli fu sul punto di abbandonare il suo progetto come se non avesse
futuro. Furono due di quei giovani seminaristi a convincerlo a non
rinunciare al suo progetto, ma a riprovare per l’anno scolastico
successivo. Uno era Paul Aulagnier, fondatore virtuale del Distretto
della Fraternità in Francia. L’altro era Bernard Tissier de
Mallerais, futuro vescovo della Fraternità.

Dove sarebbero oggi la Chiesa Cattolica – e il mondo – se i due non
avessero convinto l’Arcivescovo a perseverare in quella che sarebbe
diventata la punta di diamante della difesa della Tradizione Cattolica
in una Chiesa e in un mondo impazziti?

In secondo luogo, negli anni ‘80, l’Arcivescovo era impegnato in una
lotta mortale contro i nemici massoni che si erano infiltrati e
tenevano saldamente in mano le leve del potere nella Chiesa consegnate
loro dal Vaticano II, come giusta punizione di Dio per l’apostasia
mondiale dell’umanità.

Il problema principale era dottrinale :
gli errori congiunti della libertà religiosa e del falso
ecumenismo, entrambi che minavano profondamente l’intero dogma
cattolico.

L’Arcivescovo si affidò in gran parte a don Tissier per esporre
la vera dottrina della Chiesa e chiarire perché la Tradizione
Cattolica, tradita dai modernisti, doveva essere difesa ad ogni costo.
L’ispirazione veniva dall’Arcivescovo, ma don Tissier fu il suo
strumento esecutivo.

In terzo luogo, nel 2006, il
Vescovo Tissier rilasciò una seria intervista a Stephen Heiner,
che allora scriveva per The Remnant, rivista cattolica americana
che sicuramente ha il testo completo disponibile nei suoi archivi. Quando Heiner pensò di aver
concluso l’intervista, il Vescovo obiettò – no, Heiner ha
tralasciato l’essenziale – ancora una volta la dottrina , gli orribili
errori dottrinali di Papa Benedetto XVI.

Dall’ultima parte
dell’intervista emerge chiaramente che il Vescovo stesso si prese la
briga di studiare ciò che don Ratzinger effettivamente aveva
scritto all’inizio della sua carriera di “teologo”. Quanti di noi si
sono presi la briga di farlo? Obiettivamente, il Vescovo disse a Heiner
che non sapeva se Papa Ratzinger avesse rinunciato alle sue sciocchezze
sentimentali, ma Tissier disse anche che nel 2006 Ratzinger non aveva
ancora ritrattato i suoi errori. Ecco una citazione, tradotta dal
tedesco del libro di Ratzinger, Introduzione al Cristianesimo, apparso nel 1968, dalle pagine 232–233: —

“. . . alcuni testi di devozione sembrano suggerire che la fede
cristiana nella Croce intende Dio come un Dio la cui inesorabile
giustizia ha richiesto un sacrificio umano, il sacrificio del Suo
stesso Figlio. E noi fuggiamo con orrore da una giustizia la cui oscura
rabbia toglie ogni credibilità al messaggio d’amore”.

In altre parole, la Croce era troppo orribile per essere vera,
perché Dio Padre non può aver richiesto un sacrificio
così crudele al Suo amato Figlio, perché tale
crudeltà contraddice la nuova religione Conciliare
“dell’ammòre”. Questo è modernismo puro e semplice.

In contrasto, Sant’Ignazio dedica l’intera prima settimana degli
Esercizi Spirituali a far comprendere ai praticanti la gravità
dei loro peccati. Don Ratzinger stava riducendo la Fede in poltiglia.
Il vescovo Tissier custodiva la Fede.

Si legga l’intera intervista Tissier-Heiner.

Grazie, Vostra Eccellenza. Che voi possiate riposare in pace.

Kyrie eleison