Mons. de Galarreta non ha sostenuto (156),
che le dottrine inconciliabili di Roma e della FSSPX possano essere
conciliate. Non possono.
Utilità dei colloqui – II
Alcune persone si sono chieste, meravigliate, se il redattore di
“Commenti Eleison” abbia subito un qualche tipo di pressione per
citare, tre settimane fa (CE
156), le argomentazioni del vescovo de Galarreta a favore dei
colloqui dottrinali attualmente in corso fra Roma e la
Fraternità San Pio X. La risposta è che non vi è
stato alcun tipo di pressione.
Ma, allora, forse il Commentatore dei “Commenti Eleison” è
andato fuori di testa? La risposta è: non più del solito.
Il motivo per cui i lettori si sono meravigliati è,
naturalmente, perché “Commenti Eleison” ha sostenuto più
di una volta che c’è poca speranza che dai colloqui possa
scaturire un qualche accordo, a motivo del fatto che non si possono
miscelare olio e acqua. Se si agita fortemente una bottiglia contenente
entrambi, l’olio e l’acqua si mescoleranno fino a quando
continuerà lo scuotimento, ma non appena questo si
fermerà, l’olio e l’acqua si separeranno nuovamente. È nella loro natura.
Essendo più leggero, l’olio è destinato a galleggiare
sopra l’acqua.
Analogamente, è nella natura della vera dottrina divina della
Chiesa e della dottrina umanista del neo-modernismo il potersi
mescolare, ma non miscelare. La “lettera”, o i documenti, del Vaticano
II le mescolano, ma neanche questi capolavori di confusione del
Vaticano II, come ad esempio la “Dignitatis Humanae” sulla
libertà religiosa, sono riusciti a miscelarle. Lo dimostrano le
conseguenze del Vaticano II, prodottesi in conformità con il suo
“spirito”. Questo “spirito del Concilio” che continua a lacerare la
Chiesa. E l’“ermeneutica della continuità” di Benedetto XVI
è una ricetta per continuare ad agitare fortemente, o dovremmo
dire risolutamente, ma la religione di Dio e la religione dell’uomo
continueranno a non miscelarsi. Esse continuano a viaggiare separate.
E allora, perché “Commenti Eleison” cita il Vescovo de Galarreta
che è a favore dei colloqui?
Per due ragioni. In primo luogo, in nessuno dei suoi argomenti – li si
legga attentamente – egli si aspetta o spera che l’olio e l’acqua
possano miscelarsi. Al contrario, quando dice di auspicare che i
colloqui si concludano nella primavera del prossimo anno, lascia
sicuramente intendere che lo scuotimento della bottiglia non deve
andare avanti indefinitamente, soprattutto se questo potesse generare
in tanti l’illusione che l’olio e l’acqua possano eventualmente essere
miscelati.
In secondo luogo, da tutte le sue argomentazioni relative agli effetti collaterali dei
colloqui, si evince che questi ultimi possano produrre una sorta di
scongelamento tra Roma e la FSSPX, sia riguardo a quei Romani che
vorrebbero la FSSPX congelata all’esterno, sia riguardo a quei
sostenitori della FSSPX che vorrebbero congelare definitivamente ogni
contatto con Roma.
Il Commentatore dei “Commenti Eleison” si onora di convenire col suo
collega che i contatti fra Roma e la FSSPX sono una buona cosa per la
Chiesa Universale, fintanto
che non sorga il pericolo per la FSSPX di venir meno alla sua missione
provvidenziale, che consiste nel proteggere dalla Roma di oggi
il Deposito della Fede, per quando la Roma di domani ritornerà
al suo buon senso cattolico.
“Il cielo e la terra passeranno”, dice Nostro Signore, “ma le mie
parole non passeranno” (Lc XXI, 33).
Dio non voglia che la FSSPX debba mai unirsi alla Roma che mescola
l’olio di Dio con l’acqua dell’uomo!
Madre di Dio, mantienici fedeli alla nostra missione!
Kyrie eleison.