Mentre la Chiesa conciliare affoga nel
caos,
È un dono di Dio se qualcuno pensa ancora.aos
Caos di ritorno
Del libro Iota Unum, scritto
dal laico italiano Romano Amerio e molto apprezzato da Mons. Lefebvre,
un interessante paragrafo è già stato citato in questi
“Commenti”. Nel libro, Amerio smonta magistralmente tutti gli errori
dottrinali del Vaticano II. Al n° 319 egli scrive: (1) Se la presente crisi tende a rovesciare
l’essenza della Chiesa, e (2) la
tendenza è interna alla Chiesa, non provenendo, come altre
volte, da un’esterna aggressione, allora (3) la prospettiva del mondo è un
abisso unicolore che rende impossibili diagnosi e prognosi e (4)
di fronte al quale l’uomo non
ha rifugio che nel silenzio (ed. Lindau, Torino, p. 628).
Argomentazione durissima, se si riflette. Amerio dice che siamo
sull’orlo del caos, perché è evidente che (1) l’attuale
crisi non solo tende a rovesciare l’essenza della Chiesa ma (2)
è interna alla Chiesa, visto che lo stesso Papa si permette di
affermare che “Dio non è cattolico” e che “Gli omosessuali
devono essere rivalutati”, dichiarazioni la cui voluta ambiguità
spalanca il portone al rovesciamento di tutti i dogmi e dell’intera
morale cattolica. Ma perché (3) ogni diagnosi e ogni prognosi
cattoliche diventerebbero impossibili, e (4) com’è che non ci
sarebbe più niente da dire? Come può Amerio giungere ad
una tale fosca conclusione?
Perché il Signore dice: “Io
sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre”
( Gv.VIII, 12), il che
suggerisce con forza che la massa della popolazione mondiale che oggi
non lo segue è già nelle tenebre. E a coloro che lo
seguono, dice anche: “Voi siete la
luce del mondo” ( Mt.V,
14), il che suggerisce con forza che se i cattolici convinti sono ogni
giorno sempre meno, le tenebre nella Chiesa e nel mondo diventano ogni
giorno più grandi. Si potrebbe chiedere: bene, ma la tenebra
è solo una metafora. Come mai allora la diagnosi e la prognosi
cattoliche diventano impossibili?
(3), Perché sempre più persone oggi sono incapaci di
pensare. Perché da quando Nostro Signore con la sua Incarnazione
ha portato la grazia soprannaturale in soccorso della natura ferita e
stremata, questa natura non è stata più in grado di
reggersi senza la grazia. Così, quando gli uomini girano le
spalle a Gesù Cristo e a Dio, compromettono la loro stessa
natura e ripudiano quel buon senso di cui sono dotati in natura per
pensare: riguardo al contenuto del loro pensiero, in accordo con la
realtà, e riguardo allo svolgimento di questo pensiero, secondo
la logica. Oggi essi vogliono essere liberi dalla realtà e dalla
logica, allo scopo di sfidare Dio e rifare il mondo secondo la loro
fantasia.
Ne consegue che se Gesù Cristo è venuto in soccorso del
genere umano e della natura umana attraverso la creazione della sua
Chiesa cattolica, e se al Vaticano II anche i Gentili hanno finalmente
ripudiato questa Chiesa, il processo di lacerazione degli uomini
stessi, della loro natura e del loro pensiero, col Concilio ha fatto un
enorme passo avanti, al punto da essere praticamente irreversibile.
Ecco perché Amerio può vedere, implicito nel Vaticano II,
un “abisso unicolore”, di cui il caos bellicoso di opinioni
orgogliosamente rampanti su Internet potrebbe essere visto come un
esempio e un assaggio.
Ma (4) perché non gridare in queste tenebre? Perché
«l’uomo non ha rifugio che nel
silenzio»?
Perché in un frastuono caotico la verità semplicemente
non può essere ascoltata, salvo, si potrebbe aggiungere, da
poche anime che Dio ha preordinato ad ascoltarla (Atti XIII, 48). Queste anime sono
scelte da Dio, non dagli uomini, e possono provenire dagli
ámbiti più sorprendenti. A loro non piace l’”abisso
unicolore”, e Nostro Signore li conduce al Padre ( Gv. XIV, 6). Essi saranno un aiuto
importante della Chiesa e una speranza del mondo.
Kyrie eleison.