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DECORTISONE (EC 27)

Marcel de Corte, un filosofo belga del XX
secolo,
diagnosticò la malattia dell’uomo contemporaneo come
angelismo meccanico, sorgente dal razionalismo.

De Corte
La malattia essenziale del mondo odierno è
l’empietà. La filosofia puramente naturale senza una dimensione
soprannaturale è una medicina insufficiente, ma può bene
analizzare in che modo la natura umana sia stata devastata nel corso
degli ultimi 500 anni dal genere umano allontanatosi  dal vero Dio
della Rivelazione soprannaturale.
Tale è stato il caso del filosofo belga Marcel de Corte. Nato
nel 1905, la sua carriera di scrittore come filosofo ebbe inizio nel
1930 con studi seri sulla sperimentata e vera filosofia di Aristotele,
ma dalla Seconda Guerra Mondiale in poi egli rivolse la sua attenzione
sempre più al mondo che stava crollando intorno a lui.
Morì nel 1994.
Nei suoi ultimi tre libri, “Fine di
una Civiltà” (1949), “L’Uomo
contro l’Uomo” (1962)  e “L’intelligenza
in pericolo di morte” (1968), egli dimostra una forte
familiarità con i moderni poeti e pensatori come Kant, Marx e
Nietzsche, ma non abbandonò Aristotele, al contrario. Alla luce
di tale secolare filosofia, illuminato dall’alto dalla sua fede
cattolica, egli fa una profonda diagnosi naturale della malattia
moderna.
Il punto centrale di tale diagnosi è che a partire dal
Rinascimento, che divide la fede dalla vita, e a partire dalla Riforma,
che divide lo spirito dalla carne, sorge il RAZIONALISMO, in cui il
pensiero astratto prima respinge e poi torna a schiacciare la vita
umana concreta. È questa una profonda spiegazione del
perché ci troviamo in un mondo di computer, elettronica,
tecnologia e scienza che ha sempre meno comprensione o simpatia per
l’essere umano in carne e ossa. Tuttavia, l’uomo che finge di essere un
angelo si trasforma in una bestia, dice il vecchio detto, è per
questo che oggi osserviamo l’elettronica ripiena con sempre più
materiale bestiale.
Il rimedio di De Corte? Ripristinare l’integrità dell’uomo con
il vivere umilmente la concreta ordinaria vita quotidiana, cosa che,
egli dice, oggi può essere fatta solo con la grazia di Dio. E
ritorna alla “più grande santa dei tempi moderni” (come diceva
Pio XI), Santa Teresa di Lisieux e la sua “Piccola Via”.
Naturalmente, in tutto questo c’era prima Dio! È Lui che ha dato
la soluzione che il in seguito filosofo ha capito. Che Dio abbia
pietà di noi.
Kyrie eleison.