L’ordine naturale di religione, politica,
economia e finanza è oggi invertito, tuttavia i finanzieri, dopo
tutto, non sono al comando.
Finanzieri supremi?
C’è un certo fascino nel leggere i commenti sulla
crisi in continua evoluzione della finanza globale. Quanto ne hanno
detto i commentatori, parlando di un ordine naturale violato che si
prende la sua rivincita! Eppure nessuno sembra sapere come si
svilupperà la crisi – salvo i maestri violatori?
Per farsi un’idea di quest’ordine naturale, può essere
necessario fare un passo indietro di alcuni secoli. A questo scopo,
vediamo brevemente di fissare che (1) la religione è la
relazione dell’uomo con il suo Dio, (2) la politica è la sua
relazione sociale con gli altri uomini, (3) l’economia è l’arte
della distribuzione dei beni tra produttori e consumatori, e (4) la
finanza è l’arte di gestire il denaro. Quindi l’ordine naturale
è quello dove il denaro esiste per facilitare lo scambio dei
beni essenziali in ogni società, tale che la finanza dovrebbe
servire l’economia. E siccome lo Stato è in definitiva il
responsabile del benessere di tutti i suoi cittadini, specialmente di
quelli più bisognosi di tutela (Leone XIII, “Rerum Novarum”), i beni materiali
dell’economia dovrebbero sottostare al bene comune della politica. Ma
la politica può regolare e garantire il bene comune di tutti gli
uomini in ogni società, solo se ha compreso esattamente a che
scopo l’uomo è qui sulla terra, così che la politica
dovrebbe sottostare alla vera religione.
Tuttavia, i tempi moderni, soprattutto a partire dal Protestantesimo,
passo dopo passo hanno capovolto quest’ordine naturale. L’Inghilterra
ne è un chiaro esempio. Intanto, la politica, nelle persone di
Enrico VIII ed Elisabetta I, ecc., ha praticamente abbattuto la vera
religione di Dio in Inghilterra. Poi, nel giro di un centinaio di anni
venne fondata la Banca d’Inghilterra, la prima banca centrale al mondo,
e il governo inglese e il popolo si misero all’inseguimento
dell’economia e della ricchezza della nazione. Ma dopo aver fatto
sì che la libera impresa, per i principali detentori del denaro
significasse libertà di ingoiare i più deboli
finanziariamente, ecco che oggi la libera impresa capitalistica
trasformata progressivamente in capitalismo finanziario regna sovrana,
non solo in Inghilterra ma in tutto il mondo.
Così, quello che possiamo osservare oggi è che sia la
politica, sia l’economia lottano invano contro questo rovesciamento
della loro naturale priorità sulla finanza. Per riparare alla
fiera creata dai finanzieri attraverso i “derivati” in particolare, i
politici ricorrono a enormi salvataggi da parte dello Stato, nel
disperato tentativo di sostenere la moneta circolante. Di contro, gli
economisti vecchio stile sono attratti dal ritorno alla libera impresa,
come anche la massa dei cittadini di oggi non vuol’essere accudita
dallo Stato.
Ma quando i più decenti dei politici e degli economisti credono
ancora sia poco ai soldi, come possono riuscire a tenere il collo fuori
dal cappio preparato per loro dai finanzieri?
E costoro, pensano forse che strangolando le finanze del Vaticano
possano avere al guinzaglio il Signore Iddio stesso?
Veramente sanno assai poco! Poverini!
Kyrie eleison.