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SEVENTY YEARS. (EC 139)

Lo stesso autore ringrazia tutti coloro che
hanno inviato gli auguri per il suo 70° compleanno. La vita da
sacerdote è stata ed è felice.

Settant’anni
Prima di tutto, molte grazie a molti di voi che hanno inviato gli
auguri, in una forma o nell’altra, per il compimento dei miei 70 anni
di vita, all’inizio di questa settimana. Posso dire sinceramente che da
quando sono stato ordinato sacerdote da Mons. Lefebvre, nel 1976, ho
avuto tantissima felicità, interamente proveniente da Dio. Lui
è l’unico da ringraziare.
Non è che la prima metà di quegli anni sia stata
infelice, al contrario. Con il senno di poi posso dire che per tutto il
tempo Dio mi ha condotto verso il sacerdozio, senza che io avessi la
minima idea di quello che intendesse, per così dire! Egli
è infinitamente buono, infinitamente più buono di quanto
si possa immaginare, e “eterna è la sua misericordia”. Ragazzi,
ricordate il proverbio francese: “Se vuoi essere felice per tre ore,
ubriacati;  per tre mesi (alcuni dicono tre settimane),
sposati;  per tutta la vita, diventa sacerdote”. La vita del
sacerdote può essere faticosa, ma è luminosa e
felice,  per usare le parole del “Poema dell’Uomo-Dio”.
Molti di voi hanno scritto anche qualche parola di incoraggiamento o
consolazione per ciò che considerano come la pesante croce di
questo lungo anno di “esilio domiciliare”, causato dal fatto che ho
messo in dubbio pubblicamente un dogma fondamentale del Nuovo Ordine
Mondiale.  Non preoccupatevi! In primo luogo, ricordate che
lì dove il Nuovo Ordine è all’erta (cioè quasi
dappertutto), lascia ai suoi nemici il minor margine di manovra
possibile, e se riteniamo che ne risulti una condizione dolorosa,
dobbiamo riconoscerla come la giusta punizione proveniente da Dio per
aver finto che lui sarebbe così liberale come lo siamo noi.
Dunque i suoi amici hanno uno spazio di manovra strettamente limitato.
In secondo luogo, state tranquilli perché quest’anno non ha
significato per me la sofferenza che alcuni di voi immaginano. Nella
sede del distretto inglese della Fraternità San Pio X, qui a
Wimbledon, in quest’anno sono stato accudito molto bene, sono stato
positivamente coccolato dai confratelli della FSSPX. Dopo 32 anni di
vita ascetica come professore o rettore di un seminario, è stato
di tutto riposo non avere responsabilità e svolgere un piccolo
apostolato. Inoltre, uno dei vantaggi derivati dal ritorno al mio paese
natale come anziano, è che ho avuto il diritto di viaggiare
gratuitamente sui mezzi pubblici di Londra, cosa che mi ha permesso
quella libertà di movimento nella mia città natale che
non avevo mai avuto nei miei “verdi anni spensierati”. Tutto sommato,
finora questo “esilio” è stato piuttosto ciò che i
francesi chiamano una “dolce violenza”, o una pena deliziosa.
In ogni caso, durerà fino a quando Dio vorrà, e non di
più. Sta arrivando la primavera nell’emisfero settentrionale.
Vedo già diversi tipi di uccelli che volano intorno a coppie
fuori dalla mia finestra. Lasciamo che la terza guerra mondiale giunga
nell’ora prevista da Dio (e non dai suoi nemici), Amleto è
ancora nel giusto quando parafrasa il Vangelo: “Vi è una qualche
provvidenza nella caduta di un passero… prepararsi è tutto”.
Nel suo contesto significa la preparazione alla morte.
Dio benedica tutti voi che avete inviato gli auguri, e ognuno di voi
che ha pensato di farlo.
Kyrie eleison.